Cronaca

M5S: gruppo studio su Megadiscarica Martucci sotto accusa

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(ph: monopolicittaunica.blogspot.com)

Bari – STRALCIO delle parole “Colaceme Enel” dal Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, “termovalorizzazione” in fase residuale, differenziata spinta, temporanea bocciatura dell’ATO unica e “gruppi di studio” sulle singole questioni locali di particolare interesse. Queste le conclusioni a cui è giunta ieri la V Commissione della Regione Puglia presieduta da Pentassugliaapprovando a maggioranza (con l’astensione di Pdl, Udc e Mep) il PRGRU. La Giunta Vendola, infatti, punta sempre ad una raccolta differenziata spinta ma, dati alla mano, dal 2008 quando la percentuale di recupero dei rifiuti era pari al 15% circa,è riuscita ad raggiungere a malapena il 25,09% nel luglio scorso. Le strategie che si intendono attuare, dunque, per raggiungere quel 65% nel 2016, come peraltro previsto nel decreto legislativo 152/2006, non convincono il deputato pugliese del MoVimento5 Stelle Giuseppe L’Abbate.

“Se da un lato apprezziamo l’aver eliminato le parole “Colaceme Enel” dal Piano Rifiuti – dichiara L’Abbate, M5S – non possiamo che rimanere basiti dinanzi ad una strategia che ci appare, confrontandoci con i fatti, praticamente inesistente. Se si continua a parlare di “termovalorizzatori” invece che di inceneritori del resto appare evidente quale sia la posizione della Regione. Siamo lontanissimi dagli obiettivi prefissati di raccolta differenziata e, con questi presupposti, non raggiungeremo purtroppo mai il 65%. Ma tanto nel 2016 non sarà più la Giunta Vendola a guidare la Puglia”. Ma è il “gruppo di studio” che l’Assessore Nicastro ed il Presidente Pentassuglia hanno deciso di istituire per valutare ogni singolo caso territoriale dove insistono discariche ed impianti specifici a trovare la ferma opposizione del deputato L’Abbate. Il chiaro riferimento, infatti, è alla megadiscarica Martucci di Conversano, fulcro dell’interrogazione presentata al Ministro Orlando da L’Abbate. “Vorremmo comprendere come i componenti di questa commissione regionale, tutti politici e non tecnici, che non hanno mai ritenuto opportuno sino ad oggi stralciare la Martucci dal Piano Regionale dei Rifiuti – dichiara L’Abbate, la cui interrogazione ha spinto il Ministero dell’Ambiente a costituirsi parte civile e ad incaricare un funzionario dell’Ispra sulla questione – possano risolvere questa drammatica questione. È passato un anno dal primo intervento della Magistratura: cosa bisognava attendere per cercare soluzioni alternative? Ma soprattutto quali soluzioni alternative possono trovare questi stessi politici che non si sono mai espressi in 30 anni? Auspichiamo che ci si renda conto della situazione attuale e che venga definitivamente stralciata dal Piano Rifiuti la megadiscarica Martucci. I tavoli, per giunta politici e non tecnici, servono solamente a prendere tempo: a che pro? A chi giova tutto questo? Sicuramente no ai cittadini della Terra di Bari che attendono risposte concrete da tempo!”.

Critiche giungono anche a Sinistra Ecologia e Libertà che ha presentato un emendamento, attualmente accantonato, per istituire un’ATO unica per tutta la Puglia che verrà ripresentato in Consiglio. “Per il bene di tutti i cittadini pugliesi – continua L’Abbate – speriamo vivamente che venga rigettata la scelta di SEL: una follia per un territorio eterogeneo come quello pugliese. Significherebbe consegnare la gestione integrata ad un’unica azienda. Ci sono questi tipi di aziende in Puglia? Semplicemente no, per cui il tutto sarà affidato ai soliti gruppi, come ad esempio quello Marcegaglia. In questo modo, inoltre, avremo uno spostamento di rifiuti da una parte all’altra della Regione. Tutto particolarmente assurdo e tutto il contrario di quello che indica la Strategia Rifiuti Zero”, che ha ispirato la Direttiva Europea 98/2008.

Redazione Stato



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  • Redazione

    Monno: “Rifiuti, imbarazzo per un piano che non raggiungerà nemmeno il 30%”

    Nota del consigliere regionale Pd, Michele Monno.

    “Ero scettico, ma adesso sono proprio imbarazzato nell’avvallare il Piano dei rifiuti così come uscito dalla Quinta Commissione consiliare. Non nutro né interessi ecologisti né di altro tipo verso quel settore, ma non ne condivido l’impostazione di fondo, basata sul gestore unico della raccolta secondo cui i rifiuti o si riciclano oppure si mandano in discarica. Al contrario ero e sono perché il Piano sia organizzato per filiere. Ognuna delle 16 di cui si compone l’universo dei rifiuti urbani (vetro, carta, cartone, plastica, organico, alluminio, indifferenziata, inerti, etc) andrebbe responsabilizzata sotto il profilo industriale. Ne trarrebbero vantaggio soprattutto le imprese locali anche in termini di specializzazione e di raggiungimento degli obiettivi. Continuo a pensare, per averlo sperimentato quando ero assessore comunale di Bari alle Aziende Municipalizzate, che occorra innanzitutto far modificare dal Parlamento la legge nazionale che impone il gestore unico per spazzamento delle strade, raccolta e smaltimento dei rifiuti.
    Eppoi, non voglio sembrare pessimista o gufare contro ma con questo sistema di raccolta differenziata in Puglia l’obiettivo previsto dalla legge nazionale del 65% mi sembra impossibile da raggiungere. Attualmente, dati aggiornati ad agosto 2013, siamo al 22,7% mentre nel 2005 stavamo all’8%. A meno di grandi sconvolgimenti con questo Piano nei prossimi tre anni non si arriva nemmeno al 35%.
    Non parliamo poi della volontà di accorpare gli attuali 6 Ato, uno per provincia, in uno solo a livello regionale. Se con un Ato per provincia ogni comunità deve attrezzarsi per smaltire al suo interno i rifiuti prodotti, accorpandole le comunità locali più forti sarebbero tentate di scaricare su quelle più piccole o meno forti il sito per lo stoccaggio finale dei rifiuti. E quando si entra in logiche simili il passaggio successivo è di smaltire all’estero come vicende a noi vicino insegnano”. /comunicato


  • Redazione

    Discarica Martucci, Nicastro: “Regione non è inerte”
    “A più riprese torna sulla stampa il tema Contrada Martucci senza però che si faccia l’opportuna chiarezza sulla vicenda. Si parla di Contrada Martucci come se fosse un sito unico, senza distinzione tra la vecchia discarica di proprietà privata e l’impianto complesso, bene pubblico affidato in concessione, recentemente entrato in esercizio. La discarica è oggetto di accertamenti per problematiche connesse alla salubrità dell’ambiente mentre l’impianto complesso è attualmente sotto sequestro per accertare eventuali frodi in fase di realizzazione. Siamo contenti che il Ministero si costituisca parte civile nel procedimento che riguarda Contrada Martucci: noi come Regione siamo già costituiti in giudizio e stiamo seguendo l’evolversi della vicenda, partecipando con i nostri consulenti alle attività dell’incidente probatorio. Non siamo certamente inerti”. A dichiararlo l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro. “In relazione alla vecchia discarica va chiarito che la Regione ha perfezionato gli adempimenti di propria competenza nel 2011 e che la gestione post-mortem dell’impianto è in capo ad altri soggetti istituzionali. Qualcuno poi – prosegue Nicastro – è anche andato oltre nell’opera di delegittimazione del lavoro e dell’impegno altrui, cosa che non ha nulla a che fare con la politica. Dicendo di esercitare il proprio mandato, addirittura accusa la Regione di aver autorizzato impianti fotovoltaici a ridosso della vecchia discarica. Bene – dice l’Assessore – sarebbe bastato fare un giro su internet, sulla pagina del comune di Conversano per sapere che gli impianti fotovoltaici in contrada Martucci sono stati realizzati con Dia (dichiarazione di inizio attività). Una pratica edilizia insomma che si presenta in comune e che nulla a che fare con le competenze regionali”. “La Regione non è inerte, gli uffici competenti dell’Assessorato all’Ambiente non attendono fatalisticamente il corso degli eventi ma hanno ampiamente valutato e programmato azioni e percorsi per evitare che nei comuni che depositano il proprio Rsu a Conversano si possa determinare una qualche emergenza sul piano della raccolta e del conferimento. Tutto ciò – conclude Nicastro – a prescindere dal lavoro che la magistratura sta svolgendo e dalle risultanze che potrebbero derivarne”.


  • Redazione

    ano Rifiuti, Nicastro: “Barra dritta verso la discussione in Consiglio”

    “Siamo soddisfatti dell’approvazione a maggioranza in V Commissione, con l’astensione delle forze di opposizione, del Piano Regionale dei Rifiuti: mese dopo mese, tappa dopo tappa e con la più ampia apertura possibile alla discussione abbiamo percorso questa via per dotare la nostra Regione del primo strumento di programmazione in materia fuori dalla gestione commissariale. In questi mesi il dibattito è stato a tratti anche acceso ma devo dire che ho sempre avuto ben chiaro in mente, perché era lampante nei fatti, che tutti, dal Governo Regionale inclusa la maggioranza che lo sostiene all’opposizione, passando per associazioni, comitati e semplici cittadini, lavoravamo per il bene della Puglia”.

    Così l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro commenta il passaggio nella competente commissione consiliare del Piano Rifiuti.

    “Conscio di questo approccio collaborativo, raccogliendo le istanze dei territori di cui molti consiglieri regionali si sono fatti portavoce in commissione abbiamo accolto alcuni emendamenti al piano, non prima di averli resi organici alla filosofia di fondo dello stesso. In questa stessa ottica – prosegue Nicastro – abbiamo aperto un tavolo di studio sul caso Conversano per gli opportuni approfondimenti tecnici che ci permettano di valutare la questione dal punto di vista delle competenze regionali in materia di tutela dell’ambiente e della salute pubblica. L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di valutare a più ampio raggio la problematica ambientale in quel territorio individuando soluzioni che possano garantire le migliori condizioni di sicurezza. Valuteremo attentamente – conclude Nicastro – modalità di intervento nell’area in cui i territori di Mola, Polignano e Conversano si incontrano”.

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