Capitanata

Gente di Foggia e l’emergenza rifiuti: “E’ ora dell’esercito in città”


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Foggia, ingresso da Via del Mare (Ph: R.P, archivio)

Foggia – FOGGIA di nuovo nella morsa della spazzatura. Dopo la mancata raccolta di sabato (ogni fine settimana succede che i mezzi intoppino in qualche problema tecnico), la città capoluogo si trova letteralmente sommersa dai rifiuti, con le situazioni peggiori registrate in periferia e nelle vie minori del centro. Gli alti cumuli di monnezza fanno pensare ad un ritorno al passato. Non sono ancora troppo remote nel tempo, infatti, le terribili scene estive, con il capoluogo dauno in preda all’isteria e i 45 gradi a ridurre in marcescenza i rimasugli organici.

In verità, per quanto soggetta ad alti e bassi, la questione non ha mai trovato definitiva risposta. Le vie d’ingresso alla città hanno respirato pochissimo. Come sempre piene di spazzatura sono state le periferie. Con buona pace di Comune e Regione. Un contesto, quindi, al cui interno diventa più che mai vano anche l’acquisto di oltre un centinaio di cassonetti preventivato dal Comune per una somma superiore ai 100 mila euro.

A reclamare lo stato pessimo delle strade, sono soprattutto le associazioni. In particolar modo, è duro l’affronto lanciato contro Palazzo di Città dal Comitato civico Gente di Foggia, presieduto da Salvatore Di Martino e sostenuto da Antonello Abbattista, alter ego all’interno del Comitato di Quartiere Zona 167-Comparto Biccari. Lo stralo delle due associazioni è riolto innanzitutto verso l’impasse di Amica, municipalizzata della raccolta letteralmente imbottigliata in una situazione a metà fra la protesta continua e lo stallo perenne. “”E’ ormai evidente da tempo – scrivono Abbattista e Di Martino – che l’Amica non è più in grado di fornire il servizio essenziale per il quale i cittadini pagano, paradossalmente, una tassa palesemente esosa come la Tarsu. L’azienda, come noto, è agonizzante, le casse comunali sono vuote, i tagli del Governo centrale certamente non aiutano ma di certo non è più tollerabile vivere in una città dove non passa giorno in cui i mezzi dell’Amica siano fuori uso”.

C’è poco da scherzare, dunque, con questa nuova recrudescenza del fenomeno rifiuti che segnala, una volta di più, la cattiva o cattivissima organizzazione di quanti dovrebbero essere preposti alla raccolta. “In Amica – notano i due presidenti – riscontriamo da anni la mancanza di una seria organizzazione, che va al di là delle difficoltà finanziarie dell’azienda. Una mancanza di organizzazione” dichiara il Presidente del Comitato Civico Gente di Foggia “che dipende dall’assenza di una volontà seria di rilancio da parte dell’amministrazione comunale, che ha aumentato iniquamente un tributo ai cittadini come la Tarsu del 30%, senza minimamente spiegare in quale direzione vada l’aumento. Manca totalmente una strategia e l’amministrazione comunale è davvero l’unica ad essere colpevole di questa situazione. Perchè si è scelto di effettuare una scelta diversa e conservativa per l’Amica circa la scelta dell’amministratore unico, quando per Amgas ed Ataf si è affidata la carica a persone con esperienza manageriale come successo nel caso delle altre due ex municipalizzate”.

“Motivo per il quale a nostro avviso” riprende poi Antonello Abbattista “potrebbe essere necessario percorrere tutte la strade possibili al fine di poter risolvere la situazione compresa quella di chiedere aiuto all’esercito. Non certo per avere più uomini a disposizione dato che la forza lavoro dell’Amica è corposa ma sicuramente per andare a sanare l’annosa questione dei mezzi perennemente fuori uso dell’azienda di corso del Mezzogiorno”. Come sottolineato, “i problemi più evidenti, come al solito, sono in periferia dove siamo costretti a combattere per giorni interi emergenze che ormai viviamo con una cadenza quasi settimanale”.

“Purtroppo nella nostra attività quotidiana” continua de Martino “ci scontriamo con la realtà, che ci ha portato lunedì mattina e martedì pomeriggio ad effettuare un vero e proprio tour dell’orrore insieme ai numerosi cittadini, che ci mostravano la situazione insostenibile che si vive nei loro quartieri. Viale La Torre, Via Spera, Zona Parco San Felice, Rione Martucci, Rione Diaz, la Zona Macchia Gialla, Villaggio Artigiani e potremmo continuare questo elenco senza fine dove sporcizia e malgoverno diventano un tutt’uno”. “Se a questo va ad aggiungersi l’indifferenza dell’assessorato comunale all’Ambiente nel fornire risposte su bonifiche e disinfestazioni la situazione diventa esplosiva. Motivi per i quali” conclude Abbattista “è auspicabile che Sindaco e Prefetto, quanto prima, prendano in considerazione l’ipotesi di affrontare l’emergenza rifiuti a Foggia in maniera drastica senza continuare a trascinare una situazione penosa e umiliante per i foggiani”.

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Gente di Foggia e l’emergenza rifiuti: “E’ ora dell’esercito in città” ultima modifica: 2011-10-19T17:43:02+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Claudio

    Non c’è stato sciopero, è il biostabilizzatore saturo. Stamane hanno ricominciato a raccogliere ma solo i cassonetti, per fuori mancano i mezzi.


  • Redazione

    corretto il refuso sullo sciopero. Grazie Claudio. N.M.


  • Spartaco

    Due sono le cose. O Claudio vive in Cina o appartiene alla classe politica che ha determinato questo sfacelo. Lo vedi da come parla: “biostabilizzatore”. Nella mia città, quella dei rifiuti sotto il cielo, della farina di sangue, dei dipendenti amica che hanno in scacco un’intera comunità, delle macchine rovesciate nel centro storico, dei poverio che aumentano, dei migranti affamati ridotti in servitù, si chiama discarica. La stessa dove è morto un uomo in circostanze che vorremmo si chiarissero ancora. Soprattutto, una città che è al 9% di differenziata e, come ha scritto solo Stato, si comprano i cassonetti spendendo e spandendo… Di che cosa parliamo?

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