Capitanata

Si chiama ‘piano’ parcheggi, ma corre veloce. A Foggia, traffico in calo e più bici


Di:

Nominata la nuova Commissione regionale pari opportunità

Foggia – Ore 10. 30, Via Vittime Civili, tre parchimetri, due ‘incappucciati’ dai bustoni neri e fasciati del nastro adesivo dell’azienda Ataf spa. Zona di ampio traffico, percorrenza e sosta. Strada di una clinica, due benzinai, parecchi fra negozi e bar. Palazzoni alti che accolgono studi e abitazioni. Solitamente, il parcheggio in doppia fila non è l’eccezione: è la norma. Gli autobus, a memoria degli ultimi dieci anni, hanno sempre transitato con fare lento ed impacciato, dovendosi districare come sciatori virtuosi con strazio e timore dei ciclisti. Oggi, invece, nel terzo giorno del Piano parcheggi comunale, che poi è forse il primo, visti i ritardi endemici della rivoluzione mongelliana, tutto fila liscio. Molti dei posteggi delimitati dalle strisce blu sono vacanti. In conmpenso, sono sempre meno quelli che tentano furbizie alla guida. C’è tanta gente che cammina a piedi ed è evidente che, in molti, hanno deciso di mettere alla prova le proprie abilità ciclabili. Questo copione va in scena in un’ordinata Via Vittime Civili, certo. E, da qui, si estende dappertutto in città. Il minimo comune denominatore è il risparmio. E, pur di non sborsare le monetine, il foggiano ha, per la maggior parte dei casi, scelto di rimanere fuori dal centro.

Che ci siano meno auto in giro è palese. L’aria è più respirabile (abbiamo percorso le vie del centro contrassegnate da aree a pagamento in sella ad una bicicletta) ed è più agevole zigzagare fra le buche dell’asfalto senza incorrere nelle furenti strombazzate degli automobilisti irati. Ci fa capire come stia evolvendo la situazione il portiere di uno stabile di Viale Colombo, una zona ad altissima concentrazione di appartamenti. Dunque, automobili a frotte, parcheggiate in malomodo, sparse dappertutto, incastonate sui marciapiedi, sostanti sulle strisce pedonali. “Prima, fino a due, tre giorni fa – spiega con flemma mentre firma una ricevuta di consegna – i residenti della zona abbandovano per intere giornate l’auto negli spazi che, ora, sono a pagamento”. Ciò, continua, “con ripercussioni su quanti cercavano a loro volta parcheggio”. La situazione “si sbloccava soltanto a sera quando, tutta questa gente, scendeva per riporre l’auto nei garage, creando un vuoto generalizzato per cui i posteggi erano vacanti e i marciapiedi saturi”. Anche da queste parti la mole di tubi di scappamento è in ribasso. In compenso, la posizione defilata alimenta il senso di impunità. Molte delle auto in sosta non espongono il pass e tanti sono anche i parabrezza che sfoggiano scuse occasionali del tipo: “In attesa del pass” o “Sto aspettando che mi consegnino il tesserino”. Un autista, addirittura, trova il tempo di prendersela con l’Ataf, alludendo al “ritardo nella consegna” della municipalizzata dei trasporti in odor di privatizzazione. In zona, un ausiliario è confuso. Fino a ieri, v’era un solo parchimetro attivo, mentre altri due erano coperti. Ci fa capire di non voler parlare, poi spiega che, comunque, questa situazione si sbloccherà presto. “Non potranno sempre riversare la colpa sull’azienda”. Insomma, la strategia è quella di non fomentare la popolazione, giocare di polso e lasciare che, per lo meno all’inizio della sperimentazione lanciata dal Comune, ci sia un buon margine di clemenza a vantaggio della gente.

Via del Carso, oggi (St)

11.30. Come detto, però, i risultati paiono già quelli indicati da Domenico Mazzamurro. Alle 11.30 via Scillitani, vialone lunghissimo che corre in parallelo rispetto alla villa comunale è un omaggio alla disciplina. Via Scillitani è un po’ il simbolo di questa scommessa dell’amministrazione comunale. Le lunghe file che, ancora stamattina, si trovavano presso l’Ufficio Parcheggio dell’Ataf sono la prova provata che la cittadinanza ha risposto bene. Chiediamo ad un signore anziano da quanto tempo è in coda. Lui sorride e dice che è quasi un’ora ma anche che “dopo tocca a lui”. Fin qui, è arrivato con l’autobus, da Viale della Repubblica. “Fastidio? Per nulla. Ritiro il permesso soltanto perché non ho garage. Per il resto, la maggior parte degli spostamenti li compio servendomi dei mezzi pubblici”. Tutte le traverse di Via Scillitani, portano alla stazione ferroviaria. Di solito è già tanto riuscire a trovare un buco per un’auto di dimensioni modeste. Che, comunque, deve rimanere in bilico fra marciapiede e asfalto. Fra passeggeri, pendolari e dipendenti delle decine di uffici pubblici della zona (stazione, Acquedotto Pugliese, poste, oltre ai negozianti a frotte) è sempre stata una ridda orgiastica di lamiere. Oggi, la realtà è un’altra. In Via Del Carso (strada che collega Via Scillitani con Via Montegrappa, sede della Sita) tre uomini passeggiano con nonchalance nel bel mezzo della carreggiata. Proviamo a contare le automobili in sosta. Sono 6, meno di un quinto di quelle cui i residenti hanno fatto il callo. Stesse scene in Via Monfalcone (dove, fino a venerdì, le auto parcheggiate in curva arrecavano problemi alla circolazione non indifferenti) e finanche in Viale XXIV maggio (quello che unisce i piazzali di villa e stazione), stranemente puntellata di spazi vacanti.

Ore 12.30. Si avvicina l’ora di punta. I primi studenti medi fanno capolino fra le strade cittadine. Ci spostiamo nel cuore della città, verso il Palazzo degli Studi. Anche qui, la situazione resta sotto controllo. Corso Roma, Piazza Italia e Via XXV aprile non si trasformano nella consueta giugla di clacson e polveri sottili. Le file degli studenti diretti alle fermate degli autobus sono parecchio più nutrite. Molti vanno via a piedi, salutando ad alta voce i compagni e attraversando la strada alla rinfusa (ci sarà da fare un lungo lavoro su questo). Resistono i motorini e qualche genitore fedelissimo, imperterrito, sfida la rabbia di Polizia Municipale e Ausiliari del traffico ‘appoggiandosi’ proprio a pochi passi dell’ingresso del Liceo Psicopedagogico Poerio.

Ore 13. Pettorina blu notte, sguardo attento. S’avvicina ad una station wagon grigio chiaro parcheggiata in Via Michele Marchianò (strada parallela a Via Bari). Scruta il parabrezza, compie una rapida ispezione dei cristalli per capire se, eventualmente, ci siano ritardi nel rilascio della documentazione. Non ce ne

Via Scillitani deserta (St)

sono. L’ausiliario del traffico, questa mitologica figura consacrata da poche ore, estrae un blocco, compila un foglio giallo e lo blocca aiutandosi con il tergicristallo. E’ una delle prime multe rilasciate in zona ad un parcheggiatore avventato. La pratica finirà di filato negli uffici della Polizia Municipale. Gianni Mongelli ha già fatto capire che non ci saranno sconti. Chi viola le nuove norme dovrà pagarne le conseguenze.

Cosa non va. Insomma, il piano parcheggi è diventato il solo e vero piano traffico di Foggia. E se, fino a ieri, qualcuno nutriva dubbi sulla possibilità di ridurre la mobilità privata, bisogna dire che, allo stato dell’arte, sarà costretto a ricredersi. A favore hanno giocato le belle giornate che ne hanno benedetto l’entrata in vigore. L’inverno e la pioggia saranno arbitri meno clementi. Qualche dubbio resta in merito alla mancata (o parziale) ridefinizione delle strisce gialle per invalidi e delle strisce rosa per le donne incinte (senza contare il fatto che, in alcune strade laterali, le strisce blu sono diventate monopolio di bancarelle di frutta e verdura arbitrarie, sedie in legno o, peggio, dela spazzatura non raccolta), allo scarso pressing su seconde file, auto in sosta sui marciapiedi e strisce pedonali e ai controlli poco serrati sull’abusivismo. Che non è del tutto sconfitto se è vero, come è vero che, ancora stamane, cimitero e campo fiera (lato Corso del Mezzogiorno) erano appannaggio dei posteggiatori non autorizzati (con tanto di pettorina catarifrangente e blocchetto) tanto vituperati dal Comune. Rimangono inoltre insolute le questioni rastrelliere e parcheggi di scambio (ma, ha assicurazto Mazzamurro, l’Ataf farà presto a piazzare le prime e a mettere in funzione i secondi). Mentre desta curiosità la simpatica protesta del titolare di una pescheria di Via Crispi (zona: Quartieri Settecenteschi) che, sullo schienale di una panchina, ha riprodotto, al ribasso, i costi per quanti vogliano tirare un respiro dopo una lunga camminata (un’ora 60 centesimi, due ore un euro, mezza giornata 2 euro). Per la serie, mi attengo ma non ci credo.

Multa in Via Marchianò (St)

p.ferrante@statoquotidiano.it
riproduzione riservata

Si chiama ‘piano’ parcheggi, ma corre veloce. A Foggia, traffico in calo e più bici ultima modifica: 2011-10-19T17:18:41+00:00 da Piero Ferrante



Vota questo articolo:
3

Commenti


  • Redazione

    L’offesa verbale nei confronti degli “ausiliari della sosta” può “costare” una denuncia per “oltraggio a pubblico ufficiale”!

    Il monito nei confronti dei cittadini e soprattutto, degli automobilisti foggiani , alle prese con la “metabolizzazione” del nuovo piano parcheggi tariffato , “targato” Comune e ATAF, è lanciato dall’avv. Eugenio Gargiulo, esperto in diritto dei consumatori , il quale così avverte: “Attenzione a non prendervela più di tanto con gli ausiliari della sosta, in giro per le varie arterie cittadine intenti a controllare meticolosamente pass, ticket e “grattini per la sosta”, profferendo , in caso di eventuali contestazioni , espressioni “colorite” o , comunque, ingiuriose nei confronti dei medesimi. Si rischia infatti un processo penale per il reato di “oltraggio a Pubblico Ufficiale”!

    E’ proprio così – precisa meglio l’avv. Eugenio Gargiulo – “ Gli ausiliari della sosta, nell’esercizio delle funzioni di accertamento loro proprie, assumono, difatti, la qualifica giuridica di pubblici ufficiali. Detta qualifica deve essere riconosciuta a tutti i soggetti nominati dal Sindaco, a prescindere dal rapporto pubblico o privato che li lega all’amministrazione comunale. E poiché costituisce oltraggio a Pubblico Ufficiale, esprimere una frase a carattere ingiurioso nel momento in cui lo stesso sta compiendo un atto del proprio “ufficio” ( come può essere , per l’appunto, redigere un verbale di contravvenzione per divieto di sosta), è possibile che un cittadino/automobilista che “incappi” in un “battibecco acceso” con un ausiliare della sosta possa da questi essere denunciato , per l’appunto per il reato di “oltraggio a pubblico ufficiale”.(In tal senso si è espresso Tribunale Napoli, sez. IV, 24/01/2011, n. 1155)

    L’avv. Eugenio Gargiulo evidenzia, nel proprio intervento, che “qualunque sia il vincolo che li lega al comune o all’azienda, ente o impresa, a tutti gli accertatori compete la qualifica di pubblico ufficiale, ai sensi dell’art. 357 del codice penale. Ancorché dipendenti da imprese private o ex municipalizzate svolgenti un servizio pubblico ( come nel caso dell’ ATAF di Foggia), infatti, per la giurisprudenza sia di merito , sia di legittimità, espressasi in materia, appare evidente che gli ausiliari della sosta svolgono una funzione di certificazione pubblica e che, nell’ambito della loro attività, possono godere di tutte le prerogative attribuite dalla legge ai pubblici ufficiali (inclusi i relativi obblighi), anche con riferimento al trattamento penale di eventuali condotte illecite da essi attuate ( come nel caso della concussione e del falso ideologico in atti pubblico)” .

    Va precisato, comunque, che gli ausiliari del traffico non hanno altre qualificazioni giuridiche soggettive, in particolare, quella di “ufficiali od agenti di polizia giudiziaria”, il che impedisce agli accertatori – spiega l’avv. Eugenio Gargiulo – di procedere direttamente nei confronti della persona che abbia commesso un reato nei loro confronti ed impone, quindi, loro di chiedere l’intervento di un organo di polizia.

    L’avv. Eugenio Gargiulo conclude ,infine, rimarcando come la giurisprudenza (in particolar modo Cass. civ., 7.4.2005, n. 7336) abbia precisato che la funzione di accertamento delle violazioni da parte degli ausiliari della sosta, dipendenti da imprese che gestiscono parcheggi, comprende anche la violazione del divieto di sosta nelle aree immediatamente limitrofe a quelle oggetto della concessione, esclusivamente nel caso in cui la sosta in questione precluda la funzionalità del parcheggio . Se cioè , ad esempio un ausiliario della sosta abbia elevato un verbale di contestazione, per la violazione dell’art. 158 C.D.S., nei confronti di colui che abbia parcheggiato il proprio autoveicolo su un marciapiede, senza che la presenza del suo veicolo limitasse concretamente l’uso dello stallo di sosta a pagamento gestito dall’impresa da cui l’ausiliario dipendeva, il verbale in questione elevato è assolutamente nullo per “incompetenza giuridica” a redigerlo dell’ausiliario della sosta
    contestante la menzionata infrazione stradale.

    Secondo la Corte di Cassazione, infatti, l’art. 17, c. 132. legge 15.5.1997, n. 127, tenuto conto della rilevanza delle funzioni conferite a soggetti legittimati all’esercizio dei compiti di prevenzione ed accertamento di violazioni del CDS sanzionate in via amministrativa, deve ritenersi norma di stretta interpretazione. Le funzioni di questi soggetti sono state, perciò, puntualmente definite dalla citata norma (riguardano soltanto le “violazioni in materia di sosta” e “limitatamente alle aree oggetto di concessione”), poiché la loro attribuzione è strumentale rispetto allo scopo di garantire la funzionalità dei parcheggi.

    Soltanto in presenza di tutti questi presupposti, il personale in questione ha il potere di accertare l’infrazione, redigendo un verbale di accertamento dell’infrazione che fa piena prova, fino a querela di falso, ai sensi degli arti. 2699 e 2770 del codice civile.

    Foggia, 19 ottobre 2011
    Avv. Eugenio Gargiulo


  • Redazione

    SE PARCHEGGIARE L’AUTO DIVENTA UN OPTIONAL PER LA SICUREZZA

    È cronaca degli ultimi giorni: la notte di mercoledì 13, alle ore 02.30 a Foggia nel Piazzale San Giuseppe Artigiano un’auto ha preso fuoco. Allertati tempestivamente i Vigili del Fuoco, le fiamme sono state domate nel giro di 10 minuti.
    Dall’accertamento svolto dagli stessi Vigili con l’ausilio di una pattuglia della Polizia a oggi la causa dell’incendio non è stata accertata. Nei prossimi giorni la risposta sarà più chiara poiché l’auto sarà sottoposta a perizia per stabilire se c’è stato dolo o meno. Purtroppo le fiamme hanno danneggiato anche un’altra auto parcheggiata di fianco a quella carbonizzata.
    Comunque (…e mica tanto), a parte lo spavento di noi residenti, in particolare quelli che abitano a poco più di 5 metri e che nel sonno si sono svegliati dal botto per l’esplosione dei vetri e parte del carburante contenuto negli organi del motore, il problema che porto alle Vostre gentili attenzioni è se si può ancora continuare a vivere in un piazzale diventato un parcheggio a cielo aperto.
    Infatti, il piazzale è invaso quotidianamente e in modo disordinato, specie nelle ore serali e notturne, da auto che parcheggiano finanche sui marciapiedi, e fra poco arriveranno a invadere anche le aiuole. Insomma, auto parcheggiate ovunque ci siano liberi due metri per due, in curva, una dietro l’altra che impedisce finanche il normale utilizzo del piazzale, appunto quello dell’intrattenimento dei residenti come area di svago (…e mi sa tanto che non chiedo troppo).
    La domenica del pallone poi, tanto per dirne un’altra, il piazzale (non quello della chiesa omonima già di se invaso da auto) diventa un ammasso di motori a 4 ruote tanto che pare essere una concessionaria. Un problema nel problema poiché al piazzale si riducono le vie di fuga in caso di caos dei tifosi, con conseguenze dannose per noi residenti.
    La domanda è lecita: con questo disorganizzato parcheggio delle auto che minano l’incolumità del residente e la fruibilità dell’area, si può convivere?
    Ecco perché “se parcheggiare l’auto diventa un optional per la sicurezza”.

    La preoccupazione che induce a chiedermi questo, con l’altrettanta dei Vigili del Fuoco che sono intervenuti quella notte, è quella che il piazzale così come si è presentato non risponde ai requisiti di sicurezza in materia di viabilità, dove le auto dovrebbero essere parcheggiate ordinatamente senza intralciare il passaggio di automezzi; figuriamoci per quelli di soccorso e pronto intervento in particolar modo nelle ore notturne.
    Come pure, e mi pare lecito porre in evidenza, la preoccupazione che hanno i residenti che abitano ai piani “romani” (quelli rialzati da terra) che in totale sono oltre 30 con altrettanti balconi, e che ogni giorno s’imbattono in automobilisti indisciplinati che parcheggiando l’auto a ridosso dei balconi recano gravi problemi di utilizzo dell’infrastruttura, con la forte preoccupazione che un giorno si potrebbero svegliare tra le fiamme.

    Ma non è tutto: difatti il piazzale è diventato oramai un ricettacolo, di giorno e di notte, per giovani fumatori di canne, di gruppetti che mangiano pizza e buttano in terra cartoni e bottiglie, di combriccole adolescenziali che, con linguaggi da taverna e comportamenti poco consoni alla morale, disturbano la quiete pubblica, un ritrovo comodo di zingari e clochard che svuotano per terra i cassonetti dell’immondizia e rubano gli indumenti stesi sui fili dei balconi a piano romano, di automezzi e motocicli che sfrecciano a velocità alte e di delinquenti che si appostano per rubare auto e negli appartamenti. Non parliamo poi delle discoteche a cielo aperto e tornei di calcetto che quasi ogni sera s’improvvisa sul piazzale antistante alla chiesa.

    Come vedete il problema è serio e ora preoccupa ancor di più, poiché il Piano Parcheggi indurrà molti non residenti a parcheggiare la propria auto in un’area dove già ve ne sono molte e che occupano gran parte dei marciapiedi (giacché la sosta qui è libera, deve rimanere tale, e giustamente occupata dai residenti).
    Una soluzione ci sarebbe, sempre che il Comune di Foggia acconsentisse alla richiesta: chiudere con un recinto il piazzale, come lo era un tempo nel 1965 quando le case erano in gestione allo I.A.C.P., ottenendo così che ogni famiglia abbia un solo posto auto all’interno del piazzale, che gli spazi verdi diventino il luogo dei giochi per bambini e di serenità dei residenti, che non vi siano più pericoli di auto e motocicli che scorazzano ad alta velocità e che si argini il fenomeno delinquenziale. Ovviamente se il Comune prende seriamente in considerazione questa proposta, sarà oggetto di una fruttuosa discussione per stabilire le regole competenti. Come pure sarebbe secondo me uno sgravo alle già collassate casse comunali.

    Con ciò, e termino, s’invitano le autorità interrogate e quelle preposte per Legge a porre termine a tal scempio urbano, per ripristinare il buon e sicuro vivere.

    NICO BARATTA


  • Redazione

    I “disabili” hanno sempre libertà di parcheggio entro le strisce blu. Il Regolamento della sosta a pagamento del Comune di Foggia recepisce l’indicazione della Commissione Trasporti.

    La Commissione Nazionale Trasporti, a maggio di quest’ anno aveva fornito, una chiara indicazione ai Comuni su come gestire la sosta delle autovetture , munite di regolare pass per disabili, all’interno delle strisce blu delimitanti i cosiddetti “parcheggi tariffati”: la sosta per le autovetture di “invalidi” deve essere sempre gratuita, anche al di fuori degli spazi di parcheggio ai medesimi riservati!

    Tale delibera, approvata all’unanimità della Commissione Trasporti, presieduta dal dott. Mario Valducci, ha posto le basi per una nuova “rivoluzione” nel campo della mobilità, ribaltando quello che era stato un orientamento , fino ad ora, piuttosto rigido nei confronti del principio di diritto sopra enunciato , tanto che perfino la Suprema Corte di Cassazione aveva recentemente affermato che anche il disabile che non ha pagato il parcheggio è soggetto alla multa perfino quando ciò avvenga nel caso in cui non abbia trovato nessun altro posto negli spazi a lui appositamente riservati. ( in tal senso vedasi Cass. Civ., sez. I, n. 21271/2009)

    I Comuni , da oggi, di contro, hanno ricevuto una precisa direttiva nonché una chiara indicazione dal Governo su come comportarsi in relazione alla gestione delle strisce blù istituite all’interno del proprio territorio. Ed il Comune di Foggia , con l’entrata in vigore del nuovo “Regolamento della Sosta a Pagamento”( approvato con la delibera n. 43 del 14.06.2011) sembra proprio aver recepito l’ indicazione della Commissione Trasporti in quanto, all’art 7, comma 1 (lett. a) del predetto Regolamento , in tema di esenzioni dal pagamento del “ticket di sosta”, prevede che “ E’ consentita la sosta gratuita alle persone invalide, munite del relativo contrassegno, nel caso in cui al momento del parcheggio, il regolare posto per disabili più vicino, contrassegnato con strisce gialle, risulti occupato”.

    E poiché, in pratica, i pochi parcheggi per disabili ,presenti, in città sono quasi tutti riservati per concessioni a singole autovetture ed i restanti sempre regolarmente occupati , ciò si traduce in concreto nella possibilità di parcheggiare sempre gratuitamente da parte del disabile, munito di pass, entro le nuove strisce blù ,ridisegnate dal Comune di Foggia e dall’ATAF ed entrate in vigore a partire dalla data del 15 ottobre.

    “Il diritto alla mobilità, sancito dalla Costituzione – evidenzia sul tema l’avv.
    Eugenio Gargiulo – deve essere protetto e garantito ogni qualvolta si verta in tema di persone disabili, in quanto costituisce una condizione essenziale per la loro integrazione sociale; tale principio generale, oggi riconosciuto appieno dalla direttiva nazionale della Commissione Trasporti, trova rispondenza,difatti, in diverse previsioni del nuovo codice della strada e del relativo regolamento di attuazione, volte a facilitare, per l’appunto, la mobilità delle persone invalide”.

    Va precisato – continua l’avv. Eugenio Gargiulo – che l’articolo 7 del codice della strada prevede che, nei centri abitati, i Comuni possano, con ordinanza del sindaco, riservare delimitati spazi alla sosta dei veicoli adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria, munite del contrassegno speciale. Ma poiché in concreto questo non è sufficiente ad assicurare a tutti i disabili un parcheggio, la Commissione Trasporti ha chiaramente sancito la necessità , per i veicoli a servizio di disabili muniti del contrassegno previsto dal codice della strada, della gratuità della loro sosta nei parcheggi a pagamento, delimitati da strisce blu, qualora risultino indisponibili gli stalli riservati gratuitamente ai disabili”

    Ma oltre ad adeguarsi alla direttiva della Commissione Trasporti , il Comune di Foggia sembra aver preso un ulteriore impegno verso la cittadinanza nel prevedere, a breve, un numero maggiore di stalli riservati alle persone disabili , superiore al limite minimo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503, individuato in almeno un parcheggio, ogni 50 “tariffati”, riservato e gratuito per i soggetti muniti di contrassegno per disabili.

    E’ una “battaglia di civiltà” da vincere , al di là di quelle che possano essere le attuali esigenze pragmatiche del Comune di “far il più possibile cassa” al fine di “rimpinguare” le esigue disponibilità economiche municipali!

    Foggia, 20 ottobre 2011
    Avv. Eugenio Gargiulo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This