Economia

Crisi Italia, Monti; in via di superamento

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Monti (CE)

Roma – IL Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha partecipato alla riunione del Consiglio europeo, in programma a Bruxelles il 18 e il 19 ottobre. Il Consiglio europeo ha ribadito oggi il suo fermo impegno a intervenire con decisione per far fronte alle tensioni dei mercati finanziari, ripristinare la fiducia e stimolare la crescita e l’occupazione. Ha esaminato attentamente l’attuazione del patto per la crescita e l’occupazione. Si è compiaciuto dei progressi sinora compiuti, ma ha anche chiesto un’azione tempestiva, determinata e orientata ai risultati per garantire la piena e rapida attuazione del patto.

In seguito alla presentazione della relazione intermedia sull’UEM, il Consiglio europeo ha invitato a portare avanti in via prioritaria i lavori concernenti le proposte sul meccanismo di vigilanza unico, con l’obiettivo di trovare un accordo sul quadro legislativo entro il 1º gennaio 2013, e a tal fine ha approvato un certo numero di orientamenti. Ha inoltre rilevato che occorre esplorare ulteriormente le questioni concernenti il quadro di bilancio integrato e il quadro integrato di politica economica, la legittimità e la responsabilità democratiche. Ha convenuto che il processo verso un’unione economica e monetaria più approfondita dovrebbe basarsi sul quadro giuridico e istituzionale dell’UE ed essere caratterizzato da apertura e trasparenza nei confronti degli Stati membri che non fanno parte della zona euro e dal rispetto dell’integrità del mercato unico. Attende con interesse una tabella di marcia specifica e con scadenze precise che deve essere presentata nella sua riunione del dicembre 2012, in modo da poter compiere progressi riguardo a tutti gli elementi costitutivi essenziali sui quali costruire un’autentica UEM.

Il Consiglio europeo ha discusso le relazioni con i partner strategici dell’UE e ha adottato conclusioni sulla Siria, l’Iran e il Mali.


Monti sulla Grecia.
“Si è stabilito in modo definitivo che nessuno pensa, né chiede, di escludere la Grecia dall’eurozona né di metterla in una posizione in cui si autoescluda”. “Si è constatato – qui non è più Junker che parla – constatato lo sforzo molto notevole fatto su impulso del governo greco, dal popolo greco, il notevole progresso realizzato per rimettere sulla carreggiata il programma di aggiustamento che aveva subito delle lacune e dei ritardi, e viene quindi dato atto sia del disagio sociale che evidentemente tutto questo ha comportato sia però, al tempo stesso, dei progressi che si sono realizzati verso il risanamento della Grecia, verso la sua messa su un’orbita più competitiva e circa la determinazione delle autorità di continuare su questo sforzo”.


Sul Nobel a Ue.
“La notizia eccellente che avevamo già da qualche giorno è il conferimento all’Unione europea del premio Nobel per la pace. Ne abbiamo tutti preso atto con grande gioia e soddisfazione; è stato stabilito che l’Unione europea sarà rappresentata a Oslo alla cerimonia per la consegna del premio dai 3 presidenti delle Istituzioni Van Rompuy, Schulz e Barroso e abbiamo avuto una breve discussione nell’ambito del Consiglio europeo su che cosa fare in occasione di questo premio”.

Un altro punto significativo nelle conclusioni è che si è confermato le conclusioni del Consiglio Europeo e dell’Euro Summit del 29 giugno, che sono state continuamente prese a riferimento soprattutto per sottolineare la necessità di non fare nessun passo indietro rispetto a quelle conclusioni e di realizzarle speditamente. Molti hanno proprio giudicato quel Consiglio Europeo come una svolta rispetto alla quale adesso siamo in una pur complicata e piena di tornanti discesa applicativa non più nella tormentata salita per la costruzione di un consenso di principi e la ricapitalizzazione diretta delle banche, nel pieno rispetto della dichiarazione del vertice della zona euro del 29 giugno ha lo scopo di spezzare il circolo vizioso tra banche e debito sovrano. Questa potra avere luogo non appena sia stato istituito un efficace meccanismo di vigilanza unico. E quindi noi vediamo che malgrado lettere scritte da magari tre Ministri delle finanze nelle settimane scorse viene confermato che ci sarà questa ricapitalizzazione diretta delle banche e che questa avrà luogo non appena sia in opera il sistema unitario di vigilanza . E non è detto – aggiungo una mia considerazione personale – non è detto, a mio parere, che debba essere in opera nella sua integralità il meccanismo, che si applicherà a tutte le banche europee, perché parta la vigilanza su alcune di esse e in conseguenza la possibilità della ricapitalizzazione diretta senza passare dagli stati per alcune di esse.


Spese militari.
L’Unione europea è determinata ad agire concretamente per una soluzione della crisi sia sul piano politico che su quello umanitario ed abbiamo anche deciso di valutare la possibilità di sostenere la prevista forza militare internazionale, conformemente alla risoluzione 2071 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, attraverso la pianificazione di una eventuale operazione militare politica di sicurezza e difesa comune quindi in questo diversificato consiglio abbiamo, io credo, visto rafforzarsi come sempre capita sotto l’impulso di una crisi che sia quella del Mali o che sia quella dell’eurozona – in via peraltro di superamento – gli strumenti di integrazione verso una più genuina unione economica monetaria con anche tratti di unione politica, senza peraltro voler creare barocchi sovrappesi e difficoltà di digestione negli Stati membri per una Unione più assertiva sul piano comunitario tanto è vero che nelle conclusioni sul patto per la crescita e l’occupazione ci sono vari richiami alla necessità di tenere sotto controllo la complicatezza delle regolamentazioni e cercare di ridurre la burocrazia, di decentrare ciò che è decentrabile etc.

Siamo in una fase in cui l’Unione europea, con il pieno e adulto e disincantato uso del principio di sussidiarietà, può attrarre nella propria sfera competenze che non possono più essere svolte efficacemente a livello inferiore ma anche restituire pezzi di competenze di esercizio di attività che possono benissimo – per le mutate condizioni storiche – essere svolte a livello nazionale o regionale


Redazione Stato



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