Editoriali

Termovalorizzatore di Massafra: no

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Termovalorizzatore Massafra (st)

ACCADE, che Lospinuso da Ginosa, veterano della politica nonchè ex assessore all’industria della regione Puglia, ormai usa il sito istituzionale per fare l’opinionista dell’altrui operato e stemperando le sue invettive quest’oggi su Mazzarano vuole imporre a tutti i costi agli abitanti di Massafra, e coloro che per loro sfortuna vivono nel SIN di Taranto, il raddoppio del termovalorizzatore Appia Energy facendolo passare per una grande occasione produttiva ed economica.


Stesso modus operandi usa per l’Ilva di Taranto la cui chiusura è stata da lui definita come una sciagura terrificante, così per Tempa Rossa ed il raddoppio Cementir, meno male che il suo raggio di azione non va oltre le latitudini centro occidentali dell’arco ionico, altrimenti getterebbe nell’angoscia più cupa persino le popolazioni vicino la discarica Vergine e l’ Ecolevante dove comunque persistono gravissimi problemi di inquinamento. Ormai è chiaro che Lospinuso deve avere concepito tutta una sua tipologia di economia e sviluppo secondo la quale se non s’inquina non si guadagna; del resto è sempre lui l’irriducibile fautore della vocazione industriale del territorio ionico secondo una teoria ancora tutta da dimostrare nella sua valenza ed efficacia, ma di questi tempi la vedo dura!


Accade inoltre che Lospinuso pur essendo uomo di diritto evidentemente proprio il diritto non lo vuole prendere in considerazione nei suoi principi base, tanto che dimentica il fatto che la libera attività economica – art. 41 Cost. – è condizionata dalla tutela al diritto alla salute. Dimentica, inoltre, che nel giorno in cui l’ARPA si esprimeva con proprio parere circa il raddoppio della Centrale Termoelettrica di Massafra, in Regione Puglia all’unanimità veniva approvato l’ordine del giorno proposto dal sottoscritto insieme a Mazzarano, Cervellera, Laddomada, Blasi, Decaro, in cui si dichiara come “ l’interesse alla diminuzione dei carichi inquinanti costituisca interesse pubblico prevalente, anche in considerazione del generale principio di precauzione, per cui tutti gli organi amministrativi interessati agli iter autorizzativi relativi, anche solo potenzialmente idonei ad aumentare i carichi inquinanti, devono prendere atto della rilevanza dell’interesse pubblico dell’interesse de quo.


Ecco spiegato a Lospinuso che circa il raddoppio della centrale termoelettrica di Massafra alimentata a cdr tutto si rimette in discussione e non c’è ragione che tenga sul NO AL RADDOPPIO! Ragione per cui il suo modo d’intendere il guadagno e lo sviluppo di un territorio dovrebbe subire una vera è propria rivoluzione copernicana, ispirata dai principi di diritto e tesa a dare beneficio alla popolazione in tutti i sensi, economici e sanitari.


(A cura del dr. Patrizio Mazza – Consigliere regionale della Puglia per l’Italia dei Valori )



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