Cronaca

Cassano, da 30 anni vende castagne in via Sparano, tutelarlo

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Cassano: salvare il lavoro del caldarrostaio di via Sparano (st@)

Bari – “L’AMMINISTRAZIONE comunale di Bari ha il dovere di intervenire al più presto per salvaguardare l’attività del signor Giuseppe Lamacchia, il caldarrostaio di via Sparano, da anni al centro di una serie di assurde azioni punitive che di fatto gli impediscono di svolgere con serenità il proprio mestiere”. Lo dice il consigliere regionale Cassano.

“In una città dove ormai ogni dibattito politico si articola solo sui massimi sistemi, accade infatti che ci si dimentichi di singole situazioni che hanno davvero dell’incredibile. Il signor Lamacchia in due anni ha speso migliaia di euro a causa dei verbali inflittigli dalla polizia municipale per la mancanza dell’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico. Naturalmente la stessa documentazione viene da lui regolarmente richiesta e a lui regolarmente negata. Un paradosso in questi tempi di gravissima crisi economica e occupazionale in cui versano migliaia di famiglie baresi. Anche perché stiamo parlando di un uomo che chiede esclusivamente di potere vendere in santa pace le caldarroste nelle strade del centro cittadino. Naturalmente è ben chiaro che i vigili urbani svolgono esclusivamente il proprio dovere. Ciò che invece non appare per niente limpido è quanto sta a monte della vicenda tutta barese”.

“Si chiede a gran voce uno snellimento della macchina burocratica, ma di fatto si “strangola” amministrativamente chi svolge un’attività che non solo non produce alcun danno al territorio, ma che anzi nei mesi autunnali e a ridosso delle festività natalizie è utile ad animare le strade del centro Murattiano. Peppino Lamacchia vende castagne da oltre 30 anni, da quando via Sparano non era ancora un’isola pedonale e in piazza Umberto sostavano le carrozze trainate dai cavalli. Come lui, in ogni grande e piccola città italiana ci sono artigiani dell’agroalimentare che non solo svolgono tale attività senza problemi di sorta, ma vengono addirittura incentivati dalla pubblica amministrazione. A Bari sembra invece una missione impossibile, nell’indifferenza generale”.


Redazione Stato



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