Cronaca

Ladogana (PD): il sistema delle coop di Cerignola va ripensato

Di:

Il sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo (STATO@)

Cerignola – “GIANNATEMPO dice di essere riuscito a risicare dal bilancio i soldi per pagare i lavoratori delle coop. sociali? Bene, noi siamo dalla parte dei lavoratori sempre, senza se e senza ma! A maggior ragione quando reclamano ciò che gli spetta come giusto compenso per il lavoro svolto”. Lo dice in una nota Silvana Ladogana, Segretario PD Cerignola.

“Chiederemo però anche a Giannatempo e Gallo di chiarire in merito a queste non meglio precisate “pieghe di bilancio” nelle quali sono stati trovati questi “benedetti” soldi; fino a ieri non c’era un euro per pagare i debiti fino a Maggio 2102 oggi sbucano all’improvviso. Chiederemo inoltre come saranno gesti i soldi per l’IMU con i quali si intende anche pagare gli stipendi dei lavoratori da Maggio a Dicembre: le “magie” di Giannatempo le conosciamo bene e quindi c’è da fidarsi bene poco, meglio approfondire per non trovarsi sorprese.Come chiederemo circa la riduzione dell’orario di lavoro proposata, sempre perchè di Gianntempo noi non ci fidiamo.

“Questa brutta vicenda ci dà anche l’opportunità per poter fare alcune importanti riflessioni che riguardano il mondo fragile del sistema cooperativo cerignolano nel quale ad avere la peggio sono sempre i lavoratori. Un baraccone quello del sociale e del mondo Coop. a Cerignola che si è scontrato con la superficialità dell’azione politica di Giannatempo che non ha ritenuto neanche necessario munire la sua amministrazione di un apposito assessorato, puntando (e sbagliando) su una inutile, quanto improduttiva, sotto tutti gli aspetti, agenzia”.

“La verità è che va ripensato l’intero sistema, dall’assegnazione degli appalti a quello delle tipologie di contratto per i lavoratori. Il meccanismo perverso dell’assegnazione in deroga dei servizi è stato tra i principali fattori di creazione di questa costante situazione di deficit da parte delle coop, senza considerare che proprio dal centrodestra il sistema cooperativo è stato più visto come un utile mezzo per il clientelismo che come un sistema volto a fornire servizi alla città. C’è una semplice domanda da porsi rispetto al mondo delle coop cerignolane e che inquadra la questione in tutta la sua drammatica realtà: perché il lavoratore di una coop, facciamo un esempio, dell’Emilia può avere un contratto a tempo indeterminato, al minimo a tempo determinato, con un compenso medio che si aggira intorno ai 1000 euro mensili puntualmente versati a fine mese e invece, a Cerignola, i lavoratori delle coop devono prendere meno della metà, con forme contrattuali precarie e una sicurezza rispetto ai pagamenti praticamente inesistente?”.

“È un problema politico serio che riguarda un sistema come il nostro frammentato e disorganizzato, che deve esser posto con forza e responsabilità perché, come è abituato a fare Giannatempo, si possono rinviare sempre i problemi ad oltranza ma ciclicamente questi si ripresentano a chiedere il conto se non se ne è rintraccia la causa. È il momento della responsabilità e della politica perché se siamo a questi livelli è proprio per un deficit di (buona) politica”, termina Silvana Ladogana, Segretario PD Cerignola.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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