Manfredonia

Negro: solidarieta’ ai 250 de-stabilizzati. Urge conciliazione

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Salvatore Negro, UdC (fonte image: iltaccod'italia.it)

Foggia – “LA mancata stabilizzazione di 250 unità delle Asl pugliesi attraverso lo strumento della conciliazione è motivo di forte preoccupazione sia per la sorte di questo personale che per le possibili ripercussioni nel settore sanitario e sulla salute dei pazienti”. Lo ha detto il presidente del Gruppo Regionale Udc, Salvatore Negro, che ha espresso solidarietà ai 250 de-stabilizzati da una sentenza della Corte Costituzionale che domani organizzeranno un sit-in di protesta nei pressi del palazzo della Regione Puglia in Via Capruzzi.

“Il 30 novembre – ha sottolineato il capogruppo Udc – scadranno altri contratti tra il personale medico e para-medico e ancora il governo regionale non ha fornito alcuna garanzia sui livelli occupazionali e i livelli minimi di assistenza. Tutto ciò va ad aggravare una situazione che già è al limite della tollerabilità e che rischia di avere ripercussioni gravi soprattutto nei confronti delle categorie più deboli che maggiormente si rivolgono all’assistenza del servizio sanitario regionale. Non si comprende come mai non si sia provveduto a risolvere la questione attraverso lo strumento della conciliazione e si è consentito ad un direttore generale di bloccare tutto il procedimento nonostante la direttiva della Regione”.

Il presidente Negro ha espresso preoccupazione anche per la probabile chiusura di 20 cliniche private pugliesi, di cui 4 in provincia di Lecce. “È evidente – ha sottolineato – che l’impegno delle primarie e contro il Governo nazionale non consente al presidente Vendola e all’assessore Attolini di intensificare il dialogo con il governo Monti per giungere ad una soluzione positiva della delicata vicenda. La chiusura di queste cliniche, mette a rischio centinaia di posti di lavoro e una serie di centri d’eccellenza che integrano l’offerta sanitaria sul territorio e assicurano a tutti i cittadini la possibilità di scegliere tra le cure offerte dalla sanità pubblica o da quella privata”.


Redazione Stato



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