Foggia

Pug, Mongelli: auspico un confronto qui a Foggia

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Marasco/Mongelli (st - Ph: SLVPAE@)

Foggia – “CONFERMO l’interesse del Comune di Foggia, convergente con quello della Regione Puglia, alla definizione delle parti strutturale e programmatica del Piano Urbanistico Generale”. Il sindaco Gianni Mongelli interviene nel confronto dialettico a distanza suscitato dalle osservazioni svolte dall’assessore alla Qualità e all’Assetto del Territorio Augusto Marasco sui procedimenti urbanistici e sul processo di elaborazione del Piano Urbanistico Generale.

“Ero presente sia alla riunione della Conferenza di copianificazione del PUG del 7 luglio, sia alla Conferenza di Servizi sul Programma di Housing sociale tenutasi un mese dopo – sottolinea Mongelli – e tutti i numerosi partecipanti hanno potuto verificare quale intensità e spirito di attiva cooperazione siano necessari per definire questioni diventate assai complesse, dopo un’ultradecennale urbanistica orfana di una forte regia pubblica. L’Amministrazione comunale sta producendo ogni sforzo – fa osservare il sindaco – per procedere con ordine e speditezza, come testimonia anche il completamento del Rapporto ambientale utile alla VAS sull’Housing sociale avvenuto alla concordata data del 31 agosto.

Auspico – conclude Mongelli – che la Regione individui, a brevissimo, un momento di approfondimento qui a Foggia, in modo che l’agenda comune possa essere ricalibrata anche sulla base di alcune delle criticità rilevate dall’assessore Marasco, con il quale mercoledì prossimo mi confronterò per individuare assieme gli elementi per un incisivo recupero di efficienza”.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da : Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Commette il reato di “truffa aggravata continuata” chi passa reiteratamente il casello autostradale senza pagare il pedaggio!

    Poiché l’art. 176, comma 17, del codice stradale, il quale punisce con la sanzione pecuniaria chiunque ponga in essere qualsiasi atto al fine di eludere in tutto o in parte il pagamento del pedaggio autostradale, espressamente e inequivocabilmente stabilisce la sussidiarietà di tale illecito amministrativo rispetto alle fattispecie penali eventualmente concorrenti, nei cui confronti, pertanto, non si pone in rapporto di specialità, nell’ipotesi di omesso adempimento, da parte dell’utente, dell’obbligo di pagamento del pedaggio autostradale, ben può configurarsi, ove ne sussistano in concreto gli elementi costitutivi, il delitto di insolvenza fraudolenta o di truffa.

    E’ il principio ribadito dalla Cassazione con la recente sentenza n. 44140/2012.

    Il caso in esame riguarda un camionista che per ben 28 volte aveva passato il casello autostradale senza pagare il pedaggio. Il Tribunale di Pistoia dichiarava il camionista responsabile dei reati di truffa aggravata continuata e insolvenza fraudolenta continuata. Avverso tale pronuncia, il camionista ha promosso ricorso per Cassazione, ma, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Infatti, il giudice di appello ha evidenziato correttamente tutti gli elementi acquisiti che portano a una piena attribuibilità delle condotte contestate al ricorrente, il quale per ben 28 volte ha dichiarato all’addetto del casello autostradale, all’uscita, di aver perso il biglietto, di non aver soldi per pagare e quindi non ha pagato (reato di insolvenza fraudolenta per un ammontare complessivo di Euro 1.366,93) e per ben sette volte si è accodato a veicoli dotati di telepass riuscendo così a sfilare sulla scia dell’automobile che lo precedeva prima che la sbarra di blocco si fosse abbassata (reato di truffa aggravata per Euro 314,11).

    L’insolvenza fraudolenta si distingue dalla truffa perché la frode non viene attuata mediante i mezzi insidiosi dello artificio o del raggiro ma con un inganno rappresentato dello stato di insolvenza del debitore e della dissimulazione della sua esistenza finalizzato all’inadempimento dell’obbligazione, in violazione di norme comportamentali. Ora, il giudice di appello con motivazione esaustiva, logica e non contraddittoria ben evidenzia in cosa consistano gli artifici e raggiri, l’imputato ha imboccato la corsia che conduce alle porte riservate a chi è dotato di Telepass, poi si è posto sulla scia dell’autovettura che lo precedeva riuscendo a uscire dal casello prima che la sbarra si abbassasse.

    Il giudice di appello ha anche rilevato quale è l’atto di disposizione patrimoniale pregiudizievole per la parte offesa, consistente nel consentire l’uscita dalla sede autostradale a un veicolo il cui conducente non ha assolto, all’obbligazione di pagamento assunta e in che modo l’atto di disposizione patrimoniale pregiudizievole sia in evidente relazione causale diretta con gli artifici e raggiri sopra delineati. Anche per quanto riguarda gli episodi di insolvenza fraudolenta la Corte ritiene che il giudice di appello abbia fatto corretta” applicazione di principi consolidati, secondo cui l’art. 176 C.d.S., comma 17, che punisce con la sanzione pecuniaria chiunque ponga in essere qualsiasi atto al fine di eludere in tutto o in parte il pagamento del pedaggio autostradale, si pone in rapporto di sussidiarietà e non già di specialità rispetto ad altre fattispecie penali eventualmente concorrenti.

    In particolare il reato di insolvenza fraudolenta, in ipotesi di mancato adempimento, da parte dell’automobilista, dell’obbligazione di pagamento del pedaggio autostradale, inerente al negozio di utilizzo della relativa rete, non è escluso né dalla coesistenza di una figura integrante un illecito amministrativo, stante la sua funzione sussidiaria della norma penale, né dalla natura del pedaggio, che ha funzione di corrispettivo e non di tassa.
    Foggia, 19 novembre 2012 avv. Eugenio Gargiulo

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