Foggia
A cura di Maria Pina Panella e Sonia Scarpiello

Di Battista a Foggia “Con No referendum obbligo dimissioni Renzi”

Di:

Foggia. AUna vicinanza d’intenti, di luoghi e di tempi da una parte. Nel parlare di voto di scambio, corruzione, trasformismo e regali a politici e sindaci clientelari ricandidati, seppure responsabili di infiltrazioni mafiose. E allo stesso tempo – notando l’affluenza dei cittadini foggiani – una distanza siderale tra cittadini e istituzioni classicamente intese, dall’altra. Quella di ieri, Giovedì 17 Novembre a Foggia è stata una significativa coincidenza tra due eventi: la presenza a Foggia dello scrittore Roberto Saviano e quella dell’esponente del movimento 5 stelle, Alessandro Di Battista.

In piazza e all’università per voltare le spalle alla vecchia mentalità e politica impegnata ad auto eleggersi riforme e leggi come privilegi, e a togliere per l’ennesima volta quel diritto di eleggere attraverso il voto  i rappresentanti di una delle due camere, il Senato. Mentre il tour di Di Battista – su treni regionali e a proprie spese – ha inteso promuovere il no alla Riforma costituzionale del 4 Dicembre e l’intenzione di sostenere altre modifiche alla Costituzione vigente: “Proponiamo l’obbligo di dimissioni per chi è stato eletto in un partito e decide di cambiare casacca, abolire l’immunità parlamentare e immettere referendum senza quorum in grado di portare significative firme dei cittadini per abolire i vitalizi”, dall’altra parte, all’Università di Foggia a parlare era lo scrittore Roberto Saviano de “La paranza dei bambini”, un libro ma anche un fenomeno diffuso a Napoli.

Delle ombre lunghe e silenziose delle cosche mafiose garganiche e foggiane ha parlato ampiamente e blindato da strette norme e servizi di sicurezza – come capita a chi fa i nomi e sa dire alla luce del sole scomode verità – Roberto Saviano.

Un racconto, quello dello scrittore napoletano, che “invade” la realtà perché “chiunque, per difendersi, ha bisogno della cultura” . Soprattutto i giovani che, molto spesso, credono che sia meglio fare soldi facili. Un romanzo ispirato al film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi, dove i personaggi sono immaginari, vera è la realtà che li ha prodotti. E vera è la realtà sui giovani gangster prodotti dal “ventre di Napoli”. Giovani spietati e senza scrupoli, per i quali “conta solo il danaro”: indossano scarpe e abiti firmati, non temono carcere e morte, abituati a gestire piazze di spaccio come fossero supermercati già all’età di 16 anni; sono giovani nati dalle inchieste di due magistrati (presenti ieri): Woodcock e De Falco. Un processo alla paranza dei bambini, a cui sono seguiti altri processi per capire non solo Napoli, ma anche per interpretare ciò che succede in altri luoghi, tra mancanza di opportunità e difficoltà di vedere un futuro. Così ci inoltriamo nell’autenticità delle storie immaginate.

Non è mancata la riflessione sulla realtà garganica e foggiana, dove le organizzazioni criminali, al pari dei Casalesi e della Locride, sono identiche come potenza e violenza, ma, essendo ignorate, possono agir e sotto i nostri occhi. Una situazione complicata, a cui dar luce perché “non è vero che raccontare la ferita, getta sale sulla ferita stessa, ma, per rimarginare la ferita, bisogna entrare dentro di essa”.

Al termine della conferenza, il Rettore, Maurizio Ricci, ha consegnato allo scrittore il sigillo d’oro e l’attestato dei crediti formativi antimafia, per poi passare alla firma delle centinaia di copie dei suoi amati seguaci nonché lettori.

(A cura di Maria Pina Panella, Sonia Scarpiello, Foggia)



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati