Manfredonia
A cura dell'avvocato Orazio Totaro

Referendum costituzionale Energas e Italicum

"La riforma Costituzionale, invece, sebbene contenuta nella legge già votata dal Parlamento il 12.4.2016, entrerà in vigore solo se sarà approvata con il referendum del 4.12.2016"

Di:

Dalla redazione di STATO QUOTIDIANO, a sua volta sollecitata dai lettori, è pervenuta la richiesta di chiarire i seguenti punti:

1)Rapporto fra referendum Energas e referendum Costituzionale.

2)Rapporto fra referendum Costituzionale ed Italicum.

Tutte e due i quesiti hanno assunto una certa importanza in previsione del referendum Costituzionale, che sarà effettuato il 4 dicembre prossimo.
Diciamo che le questioni si inseriscono nel frastuono mediatico che sta caratterizzando la consultazione e le domande sono il frutto dello sforzo di comprendere un referendum, che si rivela obiettivamente sempre più impegnativo e, come sovente accade, la propaganda ci mette il suo.

La prima domanda appare molto ingenua, ma si giustifica, perché in tal senso si sono avuti interventi postati su questo stesso sito.
Per quanto riguarda la legge 12.4.2016 (Renzi-Boschi), su cui si svolgerà il referendum Costituzionale, non riguarda in nessun modo l’Energas. Fra i due argomenti non vi è alcuna attinenza, né di fatto, né di diritto. Si tratta di due cose completamente diverse e tanto credo che possa bastare.

Passando alla seconda questione, la stessa cosa si può dire dell’Italicum, non c’è alcun rapporto con la riforma costituzionale.
Si può dire però che con la previsione del bicameralismo differenziato, previsto dalla legge di riforma della Costituzionale, si propongono due diversi sistemi di elezione per i due rami del Parlamento. L’Italicum si applica alla Camera dei Deputati. Per il Senato invece la legge di riforma ha previsto un suo particolare sistema di elezione dei Senatori, ampiamente regolato dall’art. 57 della nuova Costituzione e, per quanto non previsto, si rimanda alla nuova legge di cui al comma 6° del medesimo art. 57. L’art. 39 della medesima legge 12.4.2016, poi, stabilisce una disciplina transitoria finalizzata a regolare la transizione fra il vecchio ed il nuovo sistema di elezione del Senato.

Si tratta, dunque, di due diversi sistemi di elezione connessi alla diversa funzione di Camera e Senato voluta dal legislatore.

La Camera dei Deputati sarà l’organo politico per eccellenza, titolare del potere di rappresentanza della nazione (art. 55, comma 2°). Sarà eletto direttamente dai cittadini secondo i dettami della nuova legge 6.5.2015, n. 52, istitutiva del’Italicum, il nuovo sistema di elezione, già entrato in vigore dall’1.7.2016.

Il Senato invece sarà l’organo di rappresentanza delle autonomie territoriali (art. 55 comma 3°) e sarà formato dai Sindaci (21) e dai Consiglieri Regionali (74) che saranno designati dai cittadini al momento delle elezioni regionali. Tutti i senatori saranno eletti dai Consigli Regionali.

Sul piano strettamente legislativo fra Italicum e riforma della Costituzione non vi è alcun rapporto. Le due riforme hanno, come visto, la loro fonte in leggi diverse. Il referendum non riguarda, dunque, l’Italicum, già entrato in vigore per effetto della promulgazione della legge n. 52 del 2015 e si applicherà alla Camera dei Deputati a partire dalle prossime elezioni politiche.

La riforma Costituzionale, invece, sebbene contenuta nella legge già votata dal Parlamento il 12.4.2016, entrerà in vigore solo se sarà approvata con il referendum del 4.12.2016.
Le attinenze, se ci sono, sono tutte di natura politica, riguardano scelte e convinzioni, non le rispettive leggi. Ma questo è un altro discorso.

Avv. Orazio Totaro

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA



Vota questo articolo:
70

Commenti


  • Chi vota SI il 4 dicembre vota Q8 Energaz

    E il potere decisionale del governo centrale in materia di politica energetica..diverso da quello attuale ? Avanti mi spieghi non cambiera’ nulla circa il peso delle Regioni e Comuni su determinate decisioni? Lei sconfessa non solo Calenda ma anche tanti politici e costitunalisti che ho udito in TV. le suggerisco di leggersi Manfredonia news cartaceo ..e’ gratis… Buon ponereggii


  • Chi vota SI il 4 dicembre vota Q8 Energaz

    Buon pomeriggio, attendo risposte.Grazie


  • Generale Zukov

    Ci parli del paracadute dell’incolumita’ parlamentare dei membri non piu’ eletti dal popolo sovrano ma dai capi bastone della politica. Piuttosto che votare questa riforma mi faccio depertare in Siberia. Mobilitero’ tutte le mie umili forze a favore del no (NO).


  • capron9

    Bisogna votare si per mandare a casa i parassiti dei politici…compresi i nostri che stanno a tubare lo stipendio..che prima danno le autorizzazioni al signor menale…e dopo fanno marci indietro…facendo pagare tutte le penali.
    Che l energas ha sotto scritto
    Siete una massa di caproni


  • Elettore Campo pentito

    Avvocato io non ho le scuole fattizze come te e quelli che stanno al municipio e che sono amici di Renzi e questo e amico dei petrolieri mi fido di più’ di Emiliano se dice NO un motivo ci sara’?


  • Akka nisciun e' fess!!!

    Si certo paisà’ ..ci vediamo nella cabina elettorale.


  • Distruzione Manfredonia: ultimo atto

    Elettore sipontino sii buono sono tristice affranti con un SI dona un sorriso a Renzi e alla Boschi, a Verdini e a Calendario, a Bordo RIccardi e Gentile e perche’ no anche a Campo ops al massone e anche al napoletano dona un sorriso anche al presidente de prato verde..siate buoni con loro …si preoccupano tanto per noi…si impegnano tanto per noi. Si meritano tutti un solenne premio UN PURGONE GIGANTESCO COME I BOMBOLONI contenente un colossale NO! Citiamo NO a furor di popolo!!


  • Arciere allergico ai cetrioli duri

    C’ entra c’ entra e come se centra


  • Farrata calda

    Se vince il no probabilmente cade il governo e anche i ministri quindi i famigerati poteri forti sarebbero spiazzati e i politici asserviti allo sbando una bella farrata cada per noi e u tusch per loro


  • "2 NO -1"

    Non perchè è avvocato ha ragione!

    Non sono assolutamente d’accordo con lei, su il primo punto sconfessa totalmente il ministro del Mise Calenda del fronte del “SI”, lui stesso a Porta a Porta di Bruno Vespa,insieme alla Boschi dicevano che il potere valutativo,decisionale, burocratico, passa direttamente al governo centrale senza più coinvolgere le regioni e i comuni.

    Soprattutto per sbloccare il piano energetico nazionale il famoso Sblocca Italia di cui è inserito, tra l’altro,l’immagazzinamento di riserve di GPL, per svincolarci il più possibile dalla Russia di Putin e la TAP è una delle alternative.
    Ponetevi una domanda: All’ Italia gli manca il GAS?
    La risposta è NO.
    Siamo serviti da una rete nazionale che attraversa tutta l’Italia, Abbiamo depositi di GPL in tutta l’Italia per l’autotrazione.
    E’ in calo le auto che vanno a GPL, per l’effetto del petrolio basso e le stime sole 24 ore dicono che i paesi OPEC non alzeranno il costo del petrolio fino al 2030.
    Allora perchè si vuole la TAP e le riserve di GAS nel nostro territorio, Semplicemente perchè c’è una politica americana ed europea (pecoroni) contro Putin.
    Il gas di Putin costa meno di quello proveniente dall’ Azerbaigian (ENI) e non si devono spiantare ulivi secolari o sventrare zone ZPS e SIC con l’incubo di un incidente rilevante.
    Inoltre bisogna rivedere la direttiva europea (seveso 3).
    Avvocato mi dispiace è poco informato, questo è il risultato della schiforma di Renzi, nemmeno chi vota “SI” sa cosa vota e su questo le lobby che sono dietro sono contenti, se si vota !SI” ci sarà un aumento del metano e del GPL.
    La banca D’Italia (Unicredit, BNL Paris)vpremono per la riforma, perchè così si accellerano le decisioni i favore delle multinazionali, come la Q8 Francese e l’Eni italiana.


  • "2 NO -1"

    di Aldo Giannuli

    Il Pd dice: “Dopo che si aspettava da 40 anni noi abbiamo fatto questa Riforma.” Vero. Ma in che senso?
    Questa è un’informazione vera, ma io non ne andrei tanto orgoglioso. Non si tratta di una riforma qualsiasi, si tratta della Costituzione. E la Costituzione per sua natura deve essere condivisa da tutti. Il patto costituzionale è qualcosa in cui tutti si devono riconoscere. Le regole del gioco non le fa un giocatore solo, la Costituzione che ha retto per 70 anni questo paese è stata approvata dal 83% dell’Assemblea Costituente; un’assemblea eletta con metodo proporzionale in elezioni a cui hanno partecipato oltre l’85% degli italiani. Oggi siamo di fronte a una Costituzione che ha dietro un partito che ha avuto il 25% dei voti, con pochi alleati che tutto sommato non superano il 6 – 7%, quindi questa è una Costituzione di minoranza imposta da una minoranza a tutti gli altri.
    Si fa passare un precedente gravissimo, per il quale ogni maggioranza occasionale in Parlamento modifica la Costituzione come gli pare. Questa è la fine della Costituzione in quanto idea. Ogni Costituzione diventerà una Costituzione di passaggio che rispecchierà i rapporti di forza di una particolare legislatura. Costituzioni di partito che non potranno che spezzare l’idea di Costituzione come patria comune, in questo senso Renzi ha già fatto un grave danno. Qualsiasi sia l’esito del referendum, -noi auspichiamo la vittoria del No e con larga maggioranza- è però ragionevole che o il sì o il no ottengano un cospicuo risultato non inferiore probabilmente al 30 35%, e quindi avremo spaccato il paese sul tema come la Costituzione. Comunque vada avremo rotto l’idea di un patto di “tutti intorno alla Costituzione”. Altrettanto potremmo dire della legge elettorale.


  • "2 NO -1"

    di Massimo Fini

    La Costituzione, qualsiasi Costituzione, non è un tabù. Risente del momento storico in cui è stata concepita. La nostra è stata varata alla fine della guerra, dopo la caduta del fascismo e ha fra i suoi intenti principali quello di impedire il riaffiorare di un ‘uomo forte’ ed è quindi fatta di una serie di pesi e contrappesi, di misure e contromisure, di istituzioni che dovrebbero controllare altre istituzioni, appesantendola fortemente in un’epoca-turbo in cui le decisioni devono essere prese il più rapidamente possibile.
    Ma in realtà la nostra Costituzione, come ogni altra Costituzione, è solo una mera e simbolica dichiarazione di intenti e di princìpi, in cui c’è tutto e il suo contrario per cui la si può piegare in un senso o in un altro sostituendola con la cosiddetta ‘costituzione materiale’, come è avvenuto in Italia e come ammette anche quel grande studioso della liberal-democrazia che è Giovanni Sartori (Democrazia e definizioni). Tant’è che in alcuni Paesi, molto pragmatici, come la Gran Bretagna si è rinunciato ad avere una Costituzione sostituendola con la ‘common law’.
    L’errore è alla base. Non si può porre una questione così complessa, che implica il cambiamento di decine di norme, sotto forma di referendum che vuole un netto Sì o un netto No a tutto il pacchetto. In aggiunta non si può fare una riforma di questo genere in quattro e quattr’otto perché al presidente del Consiglio gli è venuta la fregola del ‘cambiamento’. Ci vorrebbe come minimo un lunghissimo e ponderato esame parlamentare. L’Assemblea Costituente, in cui erano presenti i maggiori giuristi italiani, a cominciare da Meuccio Ruini che ne divenne presidente (“Commissione dei 75”), ci mise circa un anno e mezzo di lavori per preparare il testo che sarà alla base della Costituzione attualmente vigente promulgata il 1° gennaio del 1948.
    Inoltre le nuove norme sono formulate in termini talmente involuti da non essere comprensibili non dico al comune cittadino ma anche agli esperti. Marco Travaglio ha cercato di tradurre in italiano queste norme, ma è stata una fatica improba come trasformare un testo sanscrito in un linguaggio attuale.
    In realtà fatte tutte queste premesse, il Referendum costituzionale diventa una questione di lana caprina. E’ semplicemente un Sì o un No a Matteo Renzi e alla sua politica. E’ stato lo stesso Renzi, ubbriacato dal successo alle elezioni europee che con quelle italiane hanno poco a che vedere, a trasformare imprudentemente il Referendum costituzionale in un referendum su se stesso. Chi vuole che Renzi resti al suo posto voterà quindi Sì gli altri No. Anche se non è affatto certo che se vince il No Renzi se ne vada a casa come aveva inizialmente promesso (“mi ritirerò dalla vita politica”). Perché poi ha fatto marcia indietro dicendo che se il partito glielo chiede resta al suo posto. Adesso ha fatto finta di cambiare nuovamente idea (“non sono uno abituato a galleggiare”). Del resto che credibilità può avere un tipo che dice all’amico “stai sereno” e due giorni dopo gli sfila il posto? Se lo avesse fatto in un bar non avrebbe potuto più rientrarci. Da noi è diventato presidente del Consiglio. Questa è l’Italia, di Renzi e degli ultimi trent’anni.
    In verità si sarebbero dovute invertire le due questioni. Prima varare una legge elettorale che modifichi la precedente (il cosiddetto ‘Italicum’) e poi, semmai, pensare alla questione costituzionale. Perché almeno sapremmo qual è la consistenza dei partiti che a questa Costituzione dovrebbero poi porre mano. Oggi invece sono in campo partiti che non esistono più, come Forza Italia col suo presidente ottuagenario e in pieno marasma senile o Ncd che ha percentuali da albumina o misteriose neoformazioni come Ala o l’Udc del sempreverde Pier Ferdinando Casini, mentre non sappiamo la reale consistenza delle due formazioni che si giocano la partita, i Cinque Stelle e il Pd. Elezioni subito, questa è la questione. Tutto il resto è fuffa.


  • Jo il partigiano

    Non se ne può più,
    ma davvero ci credono
    cosi disinformati
    su questa importantissima
    votazione referendaria?
    Il doppio No e la massima tutela
    per la nostra Nazione e la nostra Manfredonia!


  • NO! NO e NO!

    Capron 9 hai preso medicinali scaduti?


  • Lettore propenso al NO!

    Leggete, ecco i politici sipontini che votano SI! Gli stessi che hanno governato Manfredonia da vent’anni!

    http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/11/energas-la-farsa-del-piddi.html

    A maggior ragione voto NO!


  • I nuovi degnissimi padri costituenti vogliono il SI! VOTATE NO ITALIANI E SIPONTINI!

    Una riforma ispirata da interessi lobbistici e mi fermo qui…evito di scrivere altro…

    https://it.wikipedia.org/wiki/Denis_Verdini


  • Vittorio

    Ho votato M5S, ma per la riforma costituzionale voterò con un bel SI.


  • Lello

    Io ho votato Pd ma il 4 dicembre votero’ no e porterò con me tanti no.


  • NO ALLA RIFORMA BOSCHI!


  • NO ALLA RIFORMA BOSCHI!

    La madrina ispiratrice…la Boschi…..


  • Manfredonia e il suo declino dovuto ai falsi politici

    Voto no affinche’ la massoneria abbia fine e i -analfabeti partitizzati vengano rinchiusi nel -loro destinato.Con tanto di numero.E buon Natale, perche’ a Natale i—


  • pentastellato

    Vittorio come mai dopo una strada buona(M5S) ai imboccato mentalmente un percorso palesemente sbagliato?


  • pentastellato


  • Raffaele Vairo

    Caro Avvocato Orazio Totaro, non nascondo un certo imbarazzo nel leggere quanto Lei scrive sul “Referendum costituzionale, Energas e Italicum”. Devo dirle, francamente, che nel merito il mio dissenso è quasi totale.
    Riguardo al primo punto: “Rapporto fra referendum Energas e referendum Costituzionale”, è vero che tra i due argomenti “direttamente” non c’è nessun rapporto. Tuttavia, sostenere che tra la riforma costituzionale e la questione Energas “non vi è alcuna attinenza”, questo sì significa essere ingenui. Senza annoiare i lettori, Lei sa benissimo che la riforma costituzionale realizza, infatti, una netta inversione di tendenza rispetto alla riforma del Titolo V realizzata nel 2001, prevedendo una nuova ripartizione delle materie – di competenza, rispettivamente, dello Stato o delle Regioni ordinarie – e reintroducendo una clausola di supremazia statale. Questa clausola di
    supremazia consiste nella possibilità che una legge dello Stato – su proposta del Governo, che se ne assume la responsabilità – possa intervenire in una materia “anche” non riservata dalla Costituzione allo Stato, derogando al normale ordine delle competenze perché lo richiede la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero dell’interesse nazionale. In altri termini il Governo, nel caso di ENERGAS, potrà imporre l’installazione del maxi deposito GPL sul nostro territorio.
    Relativamente al secondo punto: “Rapporto fra referendum Costituzionale ed Italicum”, anche qui dire che “non c’è alcun rapporto con la riforma costituzionale” significa negare veramente l’evidenza, non quella formale ma quella sostanziale.
    L’Italicum attribuisce un premio di maggioranza, pari al 54% dei seggi alla
    Camera, alla lista (cioè al partito) che raggiunga almeno il 40% dei voti al primo turno. Questo crea una forbice artificiale tra voti (40%) e seggi (54%) e permette ad un solo gruppo politico (e la suo capo) di diventare dominante.
    Il premier, se vince il SI’, avrà uno strapotere incontrastato e incontrastabile senza nessun reale contrappeso costituzionale: come capo del proprio partito diventerà “il padrone” assoluto del governo e del Parlamento. Potrà scegliersi il Presidente della Repubblica, ma anche i membri della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura di nomina parlamentare, i componenti delle Autorità “indipendenti”, l’amministratore delegato e il Cda della Rai (e controllare il sistema dell’informazione pubblica). Potrà, inoltre, cambiare la Costituzione a suo piacimento ogni volta che vorrà. Un vero premierato assoluto…
    Per quanto riguarda la composizione del Senato, questa sarà strettamente legata all’andamento delle elezioni regionali e comunali. I nuovi senatori saranno eletti su base partitica e, come tali, invece di rappresentare le istituzioni territoriali, saranno portatori di istanze politiche di parte.
    Cordialità
    Raffaele Vairo


  • Raffaele Vairo

    Può essere utile ascoltare le ragioni del No e del SI’ alla riforma costituzionale in questo video (molto chiaro) di Ferdinando Imposimato (NO), contrapposto a Davide Faraone, del PD (SI’).
    https://www.youtube.com/watch?v=TBxfoY_nvf8


  • Alfredo #iovotosi

    Avv. Orazio Totaro, inutile sprecare tempo con gente accecata dalla rabbia che vota con la pancia piena di odio invece che con la testa.

    Bisogna superare un bicameralismo malfatto e un regionalismo sprecone: ecco perché augurarsi che la riforma passi. Togliendo dal tavolo Renzi e tutto quel che non piace del suo governo.

    Se ragionassero, capirebbero che non c’è alcun rapporto fra Energas e modifica Costituzionale,
    a parte il fatto che le modifiche costituzionali non sono retroattive,
    già adesso, l’ultima parola sulla installazione degli impianti spetta al GOVERNO CENTRALE (leggetevi il Decreto Sviluppo).

    C’è chi parla di incolumità parlamentare dei membri non piu’ eletti dal popolo sovrano, che non si sa ancora come saranno scelti gli eletti al nuovo senato (se ne discuterà in parlamento solo dopo un eventuale vittoria dei si), fossero sindaci, presidenti e assessori regionali, ma perchè questi non sono eletti dal popolo sovrano? Sono eletti forse da babbo natale?
    Anzi, Questi sarebbero più autorizzati dal popolo che non gli attuali senatori.

    Chi vuole votare no per far cadere il governo ed allontanere Renzi poi vive tra le nuvole.
    I governi cadono SOLO se perdono la fiducia delle camere, non per i referendum.
    In caso di vittoria molto pesante dei No, renzi potrebbe (sempre se vuole) chiedere una verifica, ma pensate davvero che il parlamento gli voterebbe contro?
    L’80% dei nominati al Parlamento è all’ultimo giro a stipendio da Parlamentare, privilegi e potere. Pensate davvero che faranno crollare tutto causando tra l’altro una grave crisi istituzionale?
    Che vinca il si, o che vinca il no (più probabile perché attualmente in vantaggio), al governo non cambierà assolutamente nulla, le prossime elezioni si terranno nel 2018.
    Mettetevelo nella zucca!!!
    Per i poveri illusi che pensano che votando no cadrà il governo di Renzi leggete qui http://www.repubblica.it/politica/2016/11/16/news/referendum_le_barricate_dei_due_terzi_dei_parlamentari_alla_prima_legislatura_mai_a_casa_prima_di_settembre-152128029/?ref=HREC1-12
    Ancora convinti?

    Bisogna abolire il bicameralismo perfetto, siamo gli unici al mondo ad avere un iter tanto lungo per approvare le leggi.
    Qualcuno dice che ci sono anche oggi leggi sono approvate in tempi brevi, questo è vero, ma riguarda solo i decreti urgenti, i problemi arrivano quandi bisogna approvare un disegno di legge.
    Per approvare i Ddl di iniziativa parlamentare sono necessari in media 392 giorni alla Camera e 226 giorni al Senato (dati del 2016).
    Bisogna abolire il bicameralismo perfetto, siamo gli unici al mondo ad avere un iter tanto lungo per approvare le leggi.

    Si contesta chi avrebbe scritto la riforma, ma a chi dovremmo farla scrvere, al comico Grillo?
    Ma ci rendiamo conto del gruppo che ha formato il fronte del no? I dilettanti Grillini, D’Alema, Berlusconi, Pomicino, addirittura CasaPound e Salvini.
    Il testo, è scaturito da un accordo tra le due principali forze politiche italiane, Partito Democratico e Forza Italia, ed è stato discusso dalle due camere per 731 giorni, con tre letture per entrambi i rami del parlamento e sei approvazioni, necessarie per decretare il testo finale. Non è un caso che al suo primo passaggio in Senato, l’8 aprile del 2014, nessun parlamentare abbia votato contro la riforma. Bisognerebbe chiedersi come mai, fino a qualche mese fa fossero (grillini esclusi) tutti d’accordo con le modifiche.

    Questi assetati di poltrone che non hanno nulla incomune l’uno con l’altro se non la sete di potere, potrebbero far vincere il no al referendum, ma alle elezioni (del 2018) dovranno andare ognuno per conto proprio, e nei sondaggi il PD è ancora il primo partito d’italia con il 31,5% (gli ultimi sondaggi politici di EMG al 19 ottobre 2016).

    Quello del 4 dicembre, però, non è un referendum su Renzi. Ma su una revisione costituzionale chiesta a gran voce da Giorgio Napolitano ad inizio legislatura, quando un plebiscito di un Parlamento balcanizzato lo rielesse presidente della repubblica. Vale la pena di rileggere cosa disse, il 22 aprile del 2013: «Non si può più, in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la società italiana».
    Può piacere o meno, ma la riforma costituzionale oggi oggetto di referendum altro non è che la “soluzione praticabile” di cui parlava Napolitano.

    Probabilmente non basterà un Sì, questo Sì, per cambiare l’Italia. Ma uscire da uno dei bicameralismi più assurdi e malfatti dell’Occidente e da un regionalismo ipertrofico e sprecone, senza alcun senso d’essere, è un buon passo avanti, sufficiente per auspicare che la riforma passi.


  • Aspirante pensionato No

    La riforma voluta dai poteri forte che hanno in mano il jo stik che va in giro nel mondo a fare comi figure. Volevo votare si ma quando ho scoperto la truffa dell’ ape ( mutuo bancario e niet 13^ sulla pensione ) ho capito lo spessore di certi personaggi.voterò’ no e voteranno no i la mia famiglia i miei parenti i miei amici. State sereni sto allenanando la mano e il verbo del NO da diffondere.


  • Ninetta

    Che nascondono le frasi del Presidente Menale che lessi dopo il referendum cittadino? Ossia che anche dopo il no schiacciante avrebbe a suo dire durato dritto e lessi anche l’ azienda voleva far parte della comunuta’. Mi scuso se esagerò o navigo con la fantasia.. non e’ che volesse dirci che ci potrebbe liberare dal feudalismo della politica Sipontina? C’è una spietata resa dei conti? Purtroppo a noi comuni mortali ci tocca sempre e solo soffrire e subire. Una preghiera tutti lasciateci in pace.Grazie


  • Dunet a cioccje

    Bravo Vairo mi hai convinto io e famiglia voteremo no.


  • IL GRANDISSIMO INCUBO DELLE PIRAMIDI DI S.SPIRITICCHIO CON 12 TERRIFIBILI SARCOFAGI CON UNA QUANTITA' MOSTRUOSA DI GPL!

    VOTO SI NEL CASO LEGGESSI ENTRO IL 4/12/2016 CHE IL GOVERNO CON UN ATTO UFFICIALE SI PRONUNCI DEFINITIVAMENTE SULL’INSTALLAZIONE DEL CICLOPICO DEPOSITO DI GPL CHE LA CITTA DI MANFREDONIA NON VUOLE! BASTA CON QUESTO GRANDISSIMO INCUBO!


  • "2 NO -1"

    Giusto Prof. Vairo,
    l’importante è informare, poi gente come Alfredo è battaglia persa, la comicità di Grillo è la sua giustificazione.
    Io mi preoccuperei, se un comico è sceso in politica, vuol dire che questa bella Italia è allo sfascio.

    Se si vuole, le leggi si fanno velocemente, l’importante è farle per tutti senza disparità, ma voi di onestà politica non sapete nemmeno dov’è di casa.

    Le faccio un esempio, sig. Alfredo,
    un amico disoccupato, anche quest’anno fa lo scrutatore, mia moglie disoccupata mai fatto iscritta dal 1992, questa piccola cosa è la casta, quella che sta rovinando l’Italia.


  • Gino

    L’Italia è un centro di accoglienza mondiale, l’Italia è un caos totale, l’Italia è il paese dove i giovani fuggono per disperazione, l’Italia è il paese dove corruzione e disonestà ormai sono quasi legali, l’Italia è il paese delle prescrizioni penali dei ricchi e potenti, dei politici e dei colletti bianchi. L’Italia è il paese dove pagare le tasse spesso un opzional, l’Italia è il paese della giustizia ingiusta e altre centinaia di anomalie grave. Ebbene quando c’è confusione, quando c’è caos gli sciacalli con le idee chiare che sanno bene che cosa vogliono..ne approfittano o tentano di approfittare. NO nel modo più assoluto ad una scheda elettorale stranissima che non contempla tutto ciò che si intende modificare.


  • Cittadino onesto di Manfredonia

    Ho appena terminato di visionare i video relativi al Generale Marasco. Non ho parole, un grandissimo figlio del popolo sipontino. Fossi il sindaco gli assegnerei subito l’assesorato all’Ambiente. Quale migliore gendarme garante della sicurezza ambientale per noi cittadini di Manfredonia. Anche se non può scrivere nel forum del video. Grazie Giuseppe Marasco.


  • pentastellato

    Complimenti al professore Raffaele Vairo per la Sua chiarissima esposizione sull’argomento. Quelli del SI sono: o ciechi che non vogliono vedere( i peggiori); o ignoranti che non hanno mai sentito il piacere di essere ITALIANI, assaporando il gusto di avere la più bella Costituzione, esistente a livello Mondiale ( l’hanno scritta uomini di grande spessore culturale); o sono in mala fede, gentaglia, venduta ai partiti che hanno distrutto l’Italia, sotto tutti i punti di vista. Non dimentichiamo negli ultimi anni i numerosi suicidi di Stato per la tassazione più alta dei paesi occidentali, con l’opera di ‘Equitalia , dell’ Agenzia delle Entrate, ecc.; non scordiamo i numerosi affamati che cercano cibo nei bidoni dell’immondizia o presso la Caritas, da un po di anni a questa parte, dopo che siamo stati la quarta potenza mondiale a livello economico, circa 15 anni fa; le numerose truffe consumate dalle banche a spese di ignari risparmiatori( se ne contano oltre cinquecentomila truffati in tutta Italia), senza nessun responsabile in galera. A tutti gli uomini di buona volontà, il mio invito e quello del M5S è: VOTATE E FATE VOTARE “NO”, per il bene di tutti, anche di quelli che votano “SI”( LI PERDONIAMO; NON SANNO QUELLO CHE FANNO).


  • Manfredoniano indignato

    Ma come si fa a votare delle modifiche incomprensibili? Tranne due ci togliono la possibilità di eleggere il senato!! Assicurare un riparo sicuro ai tanti delinquenti mafiosi politici con l’incolumità parlamentare e i prestanomi dei massoni e lobbisti del governo autorizzati a compiere macellerie e olocausti sui territori decidendo unilateralmente! Ma che cazzo dovete cambiere!!??? La vostra testa deve cambiare malati mentali!


  • M5S

    Se vince il NO noi dei M5S dimezzeremo tutti gli stipendi e le pensioni degli italiani come facciamo noi dei nostri stipendi per darli a persone bisognose.


  • NO ALLA DITTATURA DEI MASSONI BANCHIERI E PETROLIERI

    Siamo già sotto dittatura visto che ci impediscono di recarci al voto da anni!
    Ora ci vogliono imporre una totale deriva autoritaria!
    Badate bene queste elezioni sono importantissime!
    I nostri avi combatterono per la libertà versando lacrime e sangue dolori e immensi sacrifici.

    Non permettiamo che un gruppetto di cialtroni spesso di dubbio spessore morale e pervasi da interessi personali possano cambiare la Carta Costituzionale acquisendo ancora più potere e scemando la voce del popolo Italiano! Andate a votare e votate NO!


  • Alfredo #iovotosi

    @ 2 NO -1

    Certo certo,, vota no al referendum costituzionale,
    vedrai che poi tua moglie farà la scrutatrice per i prossimi 50 anni.
    Inoltre, i treni viaggeranno su linee più sicure e saranno sempre in orario.
    Senza parlare del tempo, ci sarà il sole tutto l’anno.

    Quando la smetterete di parlare di cose che non centrano nulla e parlerete solo in merito ai punti della riforma, non sarà mai troppo tardi.

    Se voti SI scegli di avere meno costi della politica, un Parlamento più veloce, meno burocrazia, meno poltrone. Se voti no, non cambia nulla.

    Non discuto comunque il fatto che ci sono persone come te a cui le cose stanno benissimo così come stanno, salvo poi continuare a lamentarsi.

    Il cambiamento è il SI.

    #iovotosi


  • Peppe Crilli

    Cambia marca di birra M5S o sei un impostore?

    Ma che -scrivi..i tagli agli stipendi e alle pensioni?
    A quelle dei politici e a quelle d’oro che -vuoi cambiare le pensioni se sono già misere per me tu non sei del Movimento 5 stelle ma solo
    uno che vuole confondere le idee ai lettori!


  • Il vino e le altre bevande alcoliche non si bevono prima del pranzo.

    Ops c’è gente che si spaccia per grillino o coltiva strane abitudini?


  • Zuzzurellone Sipontino

    Coerentemente difendiamo il No al bombolone con un No il 4 dicembre per bloccare anche a Roma energas. E ancor di più prevenire, per il futuro, iniziative piovute dall’alto, sul nostro territorio, che non ci appartengono. Appartengono forse a chi ci governa da più di 20 anni? E’ una semplice domanda.
    Inoltre come ben hanno sottolineato i precedenti interventi per il No, si può aggiungere,che i senatori passano da 315 a 100, riduzione dei due terzi, ma per ridurre veramente i costi andrebbero licenziati i 2/3 dei dipendenti del senato che pesano udite udite per il 95% circa delle spese. Ma quale bufala della riduzione dei costi. Ancora, le 5 regioni a statuto speciale non avrebbero rappresentanti per incompatibilità, nei propi statuti della carica di consigliere e di parlamentare, qualcuno prima di scrivere le modifiche ha chiesto in giro? Dal 48 l’abbiamo cambiata ogni 19 mesi, circa, cambiati circa 40 articoli su 139 e se non ricordo male eliminati 4 o 5. E magia magia, le varie crisi succedutesi non se ne sono accorte del cambiamento della carta , ma va là. Se fossimo veramente “fermi e risoluti” con l’Europa toglieremmo dalla carta costituzionale il pareggio di bilancio, se, se fossimo fermi. Siamo, da sempre, ai primi posti in Europa come velocità nel fare le leggi, e le facciamo così in fretta che poi facciamo la fine della legge Fornero, modificata poi quante volte? Ripeto solo domande.


  • IO VOTO NO.

    VOTARE SI EQUIVALE IMBARCARSI SU DI UNA NAVE SENZA BUSSOLA E RADAR AFFRONTARE UN VIAGGIO VERSO L’IGNOTO CON UN CAPITANO ALLA SKIATTINO E UNA CIURMA DI PRESTANOMI DEI POTERI FORTI E INCAPACI. IL NO E’ UN LIDO SICURO MEGLIO EVITARE I SI DI SCONSIDERATI AVVENTURIERI.


  • Il direttorio

    Vorrei chiarire qualche dubbio. E’ STATO DECISO IL NO E NO SARA’!


  • Noi per la Costituzione

    Il 4 dicembre 2016 si terrà il referendum sulle modifiche alla Costituzione.
    La Costituzione rappresenta il complesso delle norme fondanti dell’ordinamento, regola i diritti fondamentali della persona e della comunità, l’organizzazione e l’azione della Repubblica e delle sue articolazioni, nonché l’equilibrio pluralistico dei poteri del sistema democratico.
    La Costituzione vigente è il frutto del voto favorevole del 90% dell’Assemblea costituente, eletta col sistema proporzionale, al fine di garantire una vastissima rappresentanza del popolo italiano.
    In merito alle modifiche oggetto del referendum del 4 dicembre va preliminarmente rilevato che la revisione di ben 50 articoli della Carta costituzionale è stata approvata da un Parlamento la cui composizione risulta illegittima, in quanto effetto di una legge dichiarata incostituzionale (“Porcellum”, definita “una porcata” dal suo stesso ideatore, l’on. Calderoli della Lega Nord).
    Tale composizione illegittima stravolge i presupposti fondamentali della rappresentanza parlamentare; infatti l’attuale coalizione di Governo dispone alla Camera di 340 deputati (il 54%) a fronte di un numero di voti inferiore addirittura al 30%; al Senato la revisione costituzionale è stata approvata solo grazie a operazioni di trasformismo politico a opera di senatori ‘zompa-fossi’ passati da uno schieramento all’altro.
    Quanto ai contenuti della revisione, essa, pur partendo da esigenze di miglior funzionamento delle istituzioni (in buona parte ottenibili con ritocchi a leggi ordinarie e ai regolamenti parlamentari), fornisce per lo più risposte equivoche, pasticciate e talvolta pericolose. Infatti:
    * costituisce pubblicità ingannevole già nell’enunciazione e nel titolo del quesito referendario, furbescamente pre-confezionato in modo generico, allusivo e fuorviante (vedi ammiccanti riferimenti – a mo’ di specchietti per le allodole – ai costi della politica e alla diminuzione dei parlamentari);
    * nasconde la privazione di diritti di decisione delle comunità locali e la concentrazione di poteri nei ministeri (e relativi corridoi infestati da maneggioni, lobby e interessi opachi);
    * contiene un groviglio disordinato di disposizioni contraddittori, discordanti e incubatori di conflitti istituzionali;
    * ipotizza risparmi di spesa in realtà modesti, mentre sono stati bocciati i risparmi di spesa ottenibili subito con la riduzione delle indennità dei 630 deputati e la soppressione dei vitalizi (reversibili a mariti, mogli, figli, fratelli e sorelle);
    * anziché promuovere, rende più difficile la partecipazione dei cittadini alle scelte che riguardano la comunità;
    * smantella fondamentali presidi a tutela del territorio e dell’ambiente;
    * ripropone l’organizzazione centralistica dello Stato ottocentesco, esoso, inefficiente e dilapidatore incontrollato delle ingenti risorse prelevate dai contribuenti;
    * l’Italia non ha bisogno di più leggi, ma di meno leggi, più chiare e comprensibili, applicabili e realmente applicate.
    Inoltre, al di là di un finta innovazione, la revisione costituzionale in senso centralista consegna gli organi dello Stato a ristretti gruppi di potere, più permeabili alla voracità degli interessi delle multinazionali, dei grandi poteri finanziari e delle banche.
    La revisione costituzionale è infine pericolosa, in quanto accoppiata a una legge elettorale (l’Italicum) che in buona parte riproduce i vizi del “Porcellum” (‘legge porcata’), altera l’esito del voto degli elettori e limita la rappresentanza parlamentare di milioni di cittadini.
    Pertanto si invita a recarsi al voto e votare NO al referendum del 4 dicembre 2016.


  • La Repubblica delle banane

    Il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana nonchè Capo del Pd
    si permette di inviare delle missive a casa degli italiani per pubblicizzare il voto ad una consultazione referendaria. In passato lo fece Silvio Berlusconi per pubblicizzare la sua vita e il suo partito, giustificabile.

    Ma quello che osa Renzi farebbe rabbrividire persino Jean-Bedel Bokassa detto noto anche come Salah Eddine Ahmed Bokassa se fosse vivo e anche da morte se potesse sapere quello che succede in Italia rivoltarsi nella tomba tanto sareppe il raccappriccio dell’ex presidente prima e imperatore dopo della Repubblica Centrafricana


  • Uditore discreto

    mamma mia a Manfredonia ci potrebbe essere un plebiscito assoluto per il NO con la totale disfatta di Renzi e i 3 magnifici del Pd sipontino.


  • IL PRESIDENTE DEL DIRETTORIO

    Vorrei chiarire qualche dubbio. E’ STATO DECISO IL SI E SI SARA’!


  • avv. Orazio Totaro

    Cari amici,
    Le leggi sono documenti scritti e come tali vanno interpretate. “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse” (art. 12 disposizioni sulla legge in generale). Io faccio quello e non altro.
    Saluti
    avv. Orazio Totaro


  • Il milite ignoto


  • Sebastiano

    Questa notte ho sognato FO’ che mi indicava il NO sulla scheda.


  • SI al referendum costituzionale

    Leggete questo articolo e votate con la testa, non con la pancia http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/20/referendum-perche-il-si-serve-a-renzi-per-salvare-mps-e-tutte-le-altre-banche/3205994/

    La Dott.ssa Napoleoni ha giustamente evidenziato il pericolo di fallimento dei piani di ricapitalizzazione di alcune banche italiane in caso di vittoria del NO, con effetti disastrosi sui risparmi delle famiglie.
    La prospettiva non è affatto rassicurante e rappresenta una ulteriore conferma della difficoltà di scegliere tra approvare con il SI una riforma imperfetta della Costituzione o votare NO, gettando l’Italia in un periodo di instabilità, che potrebbe essere fatale per la nostra economia e le nostre banche fragilissime.
    Chi ha qualcosa da perdere (casa, risparmi, figli in cerca di occupazione, cure mediche da portare avanti, ecc.) ha tutta la convenienza a votare SI, evitando al paese una situazione “alla greca”, con sportelli bancari chiusi, cure mediche a pagamento, disoccupazione in aumento esponenziale, con fuga degli imprenditori.
    Chi invece ha già portato i soldi in posti sicuri, non ha casa di proprietà, ha un impiego pubblico e se ne frega del futuro, può tranquillamente votare NO e rischiare di far saltare il governo, facendo felici Salvini, Grillo, Berlusconi e la Meloni.
    Grazie Dott.ssa Napoleoni per averci chiarito gli scenari ed averci aiutato nelle scelte !


  • Decreto antigas di Renzi prima del 4 di dicembre: altrimenti il NO al referendum

    Forza sipontini tutti uniti!


  • Zuzzurellone Sipontino


  • SI al referendum SI all'ITALIA

    Paese di pecoroni che preferisce i D’Alema, De Mita, Cirino Pomicino, Casa Pound, e chi più ne ha e più ne metta.

    E non sparate stro…..zate che se passasse il si la democrazia sarebbe in pericolo!


  • Renzi il bamboccione viziato aspirante ducetto

    Mandiamo a casa lui è tutti i suoi “ammiratori” locali.


  • Raffaele Vairo

    E’ in atto da qualche settimana una vera e propria campagna a tappeto di propaganda, fatta di menzogne e terrorismo finanziario, al fine di intimidire e convincere gli italiani a votare questa riforma costituzionale per non rischiare di perdere i loro sudati risparmi depositati in banca. I grandi centri di potere della finanza mondiale: FMI, BCE, Commistione Europea, Riserva Federale americana e le solite grandi banche d’affari e d’investimento (come Santander, Goldman Sachs, JP Morgan, Citi, Credit Suisse, UBS, Deutsche Bank, Bank of America, Black Rock, ecc.) nonché Agenzie di rating e la stampa da loro controllate stanno mettendo in atto una sistematica e scientifica disinformazione; basta leggere quello che il Financial Times in modo miserabile ha avuto il coraggio di pubblicare ieri. Secondo il FT se il No al referendum dovesse avere la meglio l’UE si disintegra, l’Italia esce dall’area euro, possono saltare molte banche nazionali (vedi MPS), il Paese rischia il fallimento e moltissimi italiani saranno ridotti sul lastrico per la perdita dei lori risparmi. Non meno allarmanti, seppure meno catastrofiche, sono le previsioni del Wall Street Journal: “Dopo la Brexit e Trump, un eventuale vittoria del NO alla consultazione porterebbe a una caduta dei titoli bancari italiani e a un ulteriore indebolimento dell’euro”.
    Ora, ricordate che cosa dicevano queste stesse testate sui rischi della Brexit e sulla eventuale elezione di Trump alla presidenza USA? Uno scenario apocalittico (la fine del mondo) per l’Europa, l’economia mondiale, i mercati finanziari e il sistema monetario e bancario internazionale! Ebbene, dopo la Brexit la situazione economica del Regno Unito è migliorata e la bilancia commerciale ha visto ridurre il proprio disavanzo. Per quanto riguarda, invece, l’elezione di Trump non solo non ha fatto crollare le quotazioni dei titoli i sui mercati di borsa ma li ha addirittura “rinvigorite”.
    Non voglio aggiungere altro e mi rimetto alla vostre personali conclusioni….


  • viale dei pini

    Da queste parti tutti per il NO. Quando vi avvicinano dite loro di SI per farli felici e poi fate fate quello che riterrete opportuno la prima domenica di dicembre.
    saluti


  • Zuzzurellone Sipontino

    Dimenticavo cercate su internet:
    Riforme, Financial Times: “Sono un ponte verso il nulla. Servono meno leggi, ma migliori”
    Come il vasariano motto ” Cerca Trova ” di Giorgio Vasari nel Salone dei Cinquecento (Palazzo Vecchio, Firenze)…..ironia della sorte…….


  • Raffaele Vairo


  • Filippo Altieri

    Signor Raffaele Vairo,
    ho dei risparmi investiti in obbligazioni sub Mps.

    Lei dice che in giro c’è un falso allarmismo finanziario fatto di menzogne. Io le credo e voto no.

    Se però poi dovessero avverarsi le nefaste previsioni e dovessi perdere i miei risparmi poi che faccio? Vengo da lei?


  • Raffaele Vairo

    Gentile Filippo Altieri,
    io non detto che le banche non possono fallire. Ho affermato, invece, che gli istituti di credito (compreso MPS) non falliranno a causa vittoria del NO al referendum costituzionale. Le ragioni di un eventuale dissesto finanziario di qualche banca andrebbero ricercate altrove e non già nella vittoria del NO. Pertanto, sostenere e/o far credere ai cittadini che la mancata approvazione della riforma potrà scatenare un terremoto finanziario e il fallimento delle banche più in difficoltà (come MPS) è un menzogna e un atto di terrorismo finanziario!
    Lei scrive di possedere obbligazioni subordinate MPS e presumo che sappia che questi sono titoli il cui diritto alla restituzione del capitale è subordinato, in caso d’insolvenza, alla soddisfazione dei diritti di altri creditori della banca (se avanza qualcosa ancora da ripartire). Il fondo interbancario di garanzia copre solo i depositi e c/c bancari fino a 100.000 euro. Concludendo, in caso di dissesto della sua banca lei rischia di perdere i soldi che ha investito in questi titoli obbligazionari ma, ribadisco, il referendum non c’entra nulla!
    Cordialità.


  • Filippo Altieri

    Gentile Raffaele Vairo,

    La salvezza del Monte dei Paschi di Siena passa dal referendum costituzionale del 4 dicembre.

    E’ scritto nero su bianco nella relazione all’assemblea degli azionisti sull’aumento di capitale dell’istituto di credito convocata per il 24 novembre: un’operazione legata all’esito del voto sulla riforma della Carta.

    Il motivo direttamente dalle parole utilizzate nel documento ufficiale: “I riscontri ottenuti dalle banche del consorzio” di collocamento evidenziano la “sostanziale indisponibilità manifestata dagli investitori istituzionali ad assumere importanti decisioni di investimento relative a società italiane prima di conoscere l’esito del referendum costituzionale“.

    Quanto riportato nella relazione, del resto, era stato quasi anticipato da Goldman Sachs. Che però aveva fatto un passo ancora più avanti.

    Secondo gli analisti della banca d’affari Usa coinvolta nella ricapitalizzazione dell’istituto senese, la vittoria del no metterebbe a rischio l’ennesimo salvataggio di Mps. In pratica, quindi, non approvare la riforma dell’esecutivo significherebbe mandare in fumo i risparmi di milioni di cittadini.

    Nessuna nota invece sulle responsabilità del governo.

    Il motivo direttamente dalle parole utilizzate nel documento ufficiale: “I riscontri ottenuti dalle banche del consorzio” di collocamento evidenziano la “sostanziale indisponibilità manifestata dagli investitori istituzionali ad assumere importanti decisioni di investimento relative a società italiane prima di conoscere l’esito del referendum costituzionale“.

    Questo non lo dico io, ma lo si può leggere su un giornale legato a doppio filo con il M5S, il fatto quotidiano.

    Di seguito l’articolo completo.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/03/mps-la-relazione-ricapitalizzazione-dipende-dallesito-del-referendum-costituzionale/3165287/

    Ora, non è che do la colpa di un eventuale dissesto finanziario di Mps al referendum, ma sicuramente, la vittoria dei NO, per i motivi elencati nell’articolo (e perché comunque un no creerebbe instabilità politica che in questo momento non può che nuocere alla situazione economica globale), sarebbero una bella botta sfavorevole contro i miei risparmi di una vita.

    Conosco i rischi del mio investimento, ma mps è la terza banca d’italia, e mi creda, siamo in tanti ad avere investimenti sulle sub MPS, sono 3 miliardi di euro le obbligazioni sub in mano ai piccoli risparmiatori.

    In pratica, quello che è successo dopo il fallimento delle 4 banchette, è nulla in confronto a quello che succederebbe se fallisse MPS.

    Se c’è gente che collega il referendum a Renzi, all’Energas, al Pil, alla disoccupazione ecc ecc,
    a maggior ragione, possiamo collegarlo ad una probabile instabilità finanziaria causata dalla vittoria dei NO.


  • CHI RUBA E' UN LADRO E AI LADRI BISOGNA MOZZARE LE MANI.

    Ancora disastri? Decine di migliaia di famiglia rovinare e c’è la possibilità che si accodano altre. Ma nessuno prende i banchieri disonesti e li manda in Turchia da Ergodan per delle stupenda vacanze nelle patrie galere?
    E mo lo spread e mo l’euro e mo le banche non se può più di politici inetti e banchieri ladri e approfittatori!! Poi magari i parenti fanno anche i politici e hanno incarichi istituzionali importanti. NO!! MILLE VOLTE NO, DIECIMILA VOLTE NO!! UN MILIONE DI VOLTE NO! Se fallisce una grande banca mi devo sentire in colpa perchè ho votato NO? ASSURDO! Si ricerchini i veri colpevoli i delinquenti e si taglino le mani a questi ladroni! Che c’entriamo noi???????


  • Stefano Stelluti

    Buonasera,
    anche io ho degli investimenti, per la precisione ho i miei risparmi investiti in SUBORDINATO EURO BPOP VICENZA 18 scadenza 28.12.18.

    Giusto mandare in galera i banchieri disonesti, i veri colpevoli i delinquenti e i ladroni, ma questo non toglie, come ha detto Filippo Altieri, che una vittoria dei NO probabilmente metterebbe a rischio i miei risparmi.

    Magari non succede nulla, ma nel dubbio…voto SI.

    Facile votare contro il sistema e fare le rivoluzioni quando non si ha nulla da perdere, io ho investito la mia pensione in quelle obbligazioni.

    Per decidere cosa votare, si dovrebbe restare e ragionare solo tema referendario, ma sappiamo benissimo che (soprattutto per i favorevoli al NO) le cose stanno diversamente.

    Buona serata.


  • Raffaele Vairo

    Gentile Filippo Altieri,
    lo ribadisco: MPS e gli altri istituti di credito italiani in difficoltà non falliranno a causa vittoria del NO al referendum costituzionale. Qualora dovessimo assistere a un dissesto bancario le ragioni vanno ricercate altrove, segnatamente nella cattiva e irresponsabile gestione indotta, anche, da gravi ingerenze politiche nella concessione degli affidamenti agli amici e agli amici degli amici. Fenomeno che ha generato, com’è noto, una montagna di crediti deteriorati (NPL) di fatto inesigibili. Quello che c’è scritto (da lei riportato), nella relazione all’assemblea degli azionisti sull’aumento di capitale dell’istituto di credito senese convocata per il 24 novembre, conferma il fortissimo potere di condizionamento che le grandi banche d’affari e d’investimento hanno sulle politiche economiche e sociali di interi Paesi. E’ inaccettabile che un Paese, che si dica sovrano, possa diventare “schiavo” dei mercati finanziari dominati da poche banche d’affari. Non posso tediare lei e i lettori, in questa sede, sul perchè ci siamo ridotti in questa condizione. Sul MPS la mia opinione è questa: l’istituto di credito senese essendo una “banca sistemica” non fallirà; se l’operazione di ricapitalizzazione in corso non dovesse andare a buon fine interverrà il Tesoro dello Stato per acquisirne “temporaneamente” il controllo, risanare la banca e rimetterla sul mercato in un secondo tempo. L’Unione europea non potrà opporsi per ragioni economiche (il fallimento MPS avrebbe effetti devastanti per l’intero sistema finanziario bancario europeo) e politiche (si rischierebbe la deflagrazione dell’area euro e questo la Germania non lo può consentire per i suoi interessi).
    Le auguro buona fortuna.


  • Filippo Altieri

    Gentile Raffaele Vairo,

    quello dell’intervento di un aiuto di Stato si poteva prima del cambio delle regole.

    Adesso, se interviene lo Stato, causa regola sul bail in, i subbisti perdono tutti i loro risparmi, mentre i correntisti e detentori di obbligazioni senior vengono salvaguardati. Questo è quello che è successo con CariFerrara, Banca Marche, Popolare dell’Etruria e CariChieti.

    Siamo schiavi dei mercati finanziari, questa è la realtà, ma non credo che questo stato di cose cambierà mai.

    Domani, 24 novembre, assemblea Mps, che Dio me la mandi buona.

    Buona giornata.


  • Io voto NO

    Gentile Filippo Altieri,
    lei ha ragione quando dice: “un aiuto di Stato si poteva realizzare prima del cambio delle regole “. Purtroppo i nostri governati si sono rivelati, su questa vicenda e sull’approvazione del bail in, degli irresponsabili e degli incapaci. Io intravedo, pertanto, una ragione in più per votare NO al referendum.
    Comunque, sul futuro del MPS io sono ottimista anche per i possessori di obbligazioni subordinate.
    E’ vero c’è il precedente di CariFerrara, Banca Marche, Popolare dell’Etruria e CariChieti, ma per l’Istituto senese è diverso per le ragioni che ho già esposte. In altri termini, alla sua Banca si applica il principio: “Too big to fail”. E’ un ente creditizio considerato troppo grande, all’interno della nostra economia, perché in caso di rischio di bancarotta possa essere escluso l’intervento pubblico!
    E’ stato un piacere discutere con Lei su questo delicato argomento.
    Buona giornata anche a Lei.


  • VOTO SI

    Dovremmo votare NO al referendum perché i nostri governati si sono rivelati degli irresponsabili e degli incapaci sull’approvazione del bail in???

    Solo i grillini possono riuscire a trovare un collegamento tra le modiche costituzionali ed il bail in.

    Infatti la fantasia a quelli del M5s non manca, soprattutto quando devono raccogliere firme, dopo gli imbrogli di Palermo, le firme irregolari a Bologna http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/11/23/news/bologna_inchiesta_firme_false_quattro_grillini_indagati-152611440/

    Sarebbero questi i paladini della giustizia?


  • Un manfredoniano per il NO alla "schiforma" costituzionale.

    Per VOTO SI
    Per favore, abbia la compiacenza di sciacquarsi più volte la bocca prima di parlare di giustizia, legalità, ecc.
    Per quanto riguarda le irregolarità nella raccolta firme, sappia che nel M5S chi sbaglia paga, nel suo PD chi sbaglia fa carriera!


  • VOTO SI

    Forse da oggi in poi saranno i grillini a doversi sciacquarsi più volte la bocca prima di chiedere le dimissioni degli altri.

    Chi sbaglia paga?

    A Palermo otto tra attivisti e parlamentari M5s sono stati iscritti nel registro degli indagati, si è dimessa solo Claudia La Rocca. Gli altri (ci sono anche 2 parlamentari) sono tutti al loro posto.

    Ed abbiamo anche Bologna…per ora

    PER DIRE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati