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Marea di gente alla presentazione del libro “La Vadda de Stignane e altri canti popolari di San Marco in Lamis” di Grazia Galante

Folla alla presentazione del v.”La Vadda de Stignane…” di Grazia Galante

A ruota è seguita la lucida ed articolata introduzione di Raffaele Cera


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San Marco in Lamis. Marea di gente alla presentazione del libro “La Vadda de Stignane e altri canti popolari di San Marco in Lamis” di Grazia Galante, 300 pagine e passa, con prefazione di Raffaele Nigro e musiche di Michelangelo Martino, da poco in vetrina, per i tipi di Levante Editore in Bari. Il tutto si è svolto nell’ampio ed accogliente Auditorium dell’IISS”Giannone”, ubicato nel popoloso quartiere “Starale”, a un tiro di schioppo dal Convento-Santuario di San Matteo. Si è cominciato subito con la canzone che dà titolo al volume, affidata alla voce calda di un chansonnier di calibro, qual è Ciro Iannacone, accolta con altrettanto calore e plauso dalla variegata platea, composta in massima parte da esponenti della scuola di ieri e di oggi, professionisti ed anche esponenti del popolo minuto, eredi diretti degli anonimi autori della medesima raccolta.

A ruota è seguita la lucida ed articolata introduzione di Raffaele Cera, nella sua veste di presidente della Fondazione”Soccio”, superlativa istituzione culturale della città. Ha preso, poi, la parola Francesco De Martino, ordinario di Letteratura greca pressi l’Università di Foggia, che ha definito il lavoro di Galante una straordinaria enciclopedia lirica, che arricchisce ulteriormente la letteratura dialettale e la cultura e tradizione della Puglia. Lo fa in virtù della quantità e originalità dei dati raccolti, su cui gli studiosi del futuro avranno modo di riferirsi ed affondare il bisturi della critica. Ha riscontrato tantissime affinità tra lirica popolare e quella dei grandi autori greci e latini, a cui hanno attinto per secoli anche i nostri più grandi letterati e musicisti. In sintonia si è espresso anche lo scrittore Raffaele Nigro che ha parlato a lungo di quel mondo che non c’è più, ucciso dal consumismo e dallo sviluppo della tecnologia, sia nei valori sia nella lingua, dove ha contribuito in una certa misura anche la “fiction” televisiva e la comunicazione in genere. A suo dire, l’italiano con la sua grammatica e sintassi di un tempo è andato in soffitta per essere sostituito ed omologato ad una sorta di mega-dialetto più esteso. Il rivolgimento egli lo ha assistito nella sua Melfi “industrializzata” di cui ricorda ancora le serenate, il canto notturno degli ubriachi, il cantastorie ed altro ancora.

Della Galante ha apprezzato la certosina pazienza e precisione nel riporto degli eventi, “attenta – come egli ha scritto – nella prefazione del libro in parola – “…a non perdere i modi di raccontare e di articolare le proposizioni e le strutture narrative dei raccontatori orale; alla gestualità al modo in cui la lingua si assoggetta ai bisogni dei tanti anfratti narrativi”. Lo fa, “come volesse conservare e tramandare, con emozione infinita, parole pause gesti suoni e atteggiamenti dei volti di chi narra e di chi ascolta”. Insomma, secondo Nigro, è “un raccontare partecipato e vivo” di un mondo patriarcale antico, che segna e caratterizza il Mezzogiorno d’Italia e il Mediterraneo in generale. A prendere la parola per ultima, è stata la stessa autrice. Lo ha fatto con semplicità di linguaggio, raccontando la sua “ultima fatica”, gli ostacoli e le difficoltà affrontati e superate, nonché la collaborazione ricevuta ad ogni livello. Infine, si soffermata sugli obiettivi: trasmettere alle future generazioni il bagaglio di conoscenze, per fortificare in essi l’identità e l’attaccamento alle origini. Ha concluso la serata un revival delle principali canzoni del libro, messo in atto da “artisti” di eccezione, come la 98 enne Luigina Sabatino, che ha cantato una lunga e pregnante “Ninna nanna”, Pietro Nardella, quasi novantenne, con più pezzi di “amore e ritrosia” e il figlio Matteo, con altre quartine accattivanti. Così pure Michele Fulgaro, chitarrista ed accompagnatore, con un suo significativo brano dalettale sul Natale (parole del compianto Filippo Pirro) e lo stesso conduttore iniziale Iannacone.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico 19.12.2015)

Folla alla presentazione del v.”La Vadda de Stignane…” di Grazia Galante ultima modifica: 2015-12-19T12:34:47+00:00 da Redazione



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