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FIAB espone le ragioni per cui il governo dovrebbe finanziare la via verde dell'acquedotto

Otto buoni motivi ragioni per finanziare la ciclovia dell’acquedotto pugliese

"Perché il Sud non può mancare fra i destinatari dei finanziamenti statali per le ciclovie turistiche dalla legge di stabilità"


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FIAB espone le ragioni per cui il governo dovrebbe finanziare la via verde dell’acquedotto.

1. Perché il Sud non può mancare fra i destinatari dei finanziamenti statali per le ciclovie turistiche dalla legge di stabilità, a fianco alla Venezia-Torino, alla Verona-Firenze e al GRAB di Roma, e perché questo intervento in particolare ha interesse nazionale. Storicamente l’acquedotto è stato un simbolo del riscatto del Sud dopo l’Unità d’Italia. Negli ultimi mesi cittadini da tutto il Paese hanno indirizzato al governo pugliese ed a quello nazionale ashtag e petizioni, come quella di Bikeitalia.it.
2. E’ un percorso protetto, continuo e riconoscibile quasi interamente ricavato dal sedime di pubblico demanio delle condotte del più grande acquedotto d’Europa che scorre con una dolce pendenza naturale dalle sorgenti campane di Caposele, in Irpinia, fino al Salento per una percorrenza potenziale di 500 km.
3. E’ innovativa. Sarebbe il primo esempio in Italia di una via verde (greenway), corridoio creato dall’uomo – deviando le sorgenti di un fiume che altrimenti sfocierebbe nel Tirreno -, diventato di fatto connettore di paesaggi e serbatoi di biodiversità: linear open space già in diversi tratti percorso autonomamente a piedi, in sella a biciclette o cavalli e asini.
4. Identità. Perché, oltre ad unire natura e cultura, l’acquedotto è un monumento della storia economica e sociale del Mezzogiorno d’Italia, della Puglia assetata narrata da Orazio dove l’afa sale al cielo, così come la fatica delle vive genti che hanno spietrato una terra carsica e “amara”. Per questo, le comunità locali, associazioni riunitesi in un coordinamento dal basso, ricercatori e frontisti, sono pronti ad adottarne pezzi significativi.
5. Esiste già un progetto di massima nel tratto pugliese (circa 250 km da Venosa in Lucania fino a Grottaglie nel tarantino) fatto realizzare dalla Regione Puglia nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale Cyronmed – Cycle Route Network of the Mediterranean. La stessa Regione Puglia ne ha già recuperato a proprie spese un primo tratto di 10 km, inaugurato nel 2014, ed altri 5 km saranno completati nel prossimo anno in Valle d’Itria.
6. L’idea ha il sostegno di FIAB Onlus che ha inserito il percorso all’interno del progetto della rete nazionale Bicitalia come spina dorsale dei due itinerari di lunga percorrenza Eurovelo che attraversano la Puglia, quello costiero sul corridoio Baltico-Adriatico e la più interna Via Romea Francigena: con quest’ultima in particolare, la ciclovia dell’acquedotto si completa a vicenda, permettendo, non solo il collegamento ai siti UNESCO di Matera, Alberobello e Castel del Monte, ma anche – in quanto pista in sede, lontana dal traffico motorizzato – l’utilizzo da parte di utenti principianti e speciali: (carrozzine, famiglie con carrelli per bambini, ecc.) e quindi di un turismo attivo accessibile a tutti. Nel 2005 il coordinamento regionale FIAB aveva già presentato una proposta di valorizzazione integrata all’allora presidente dell’AQP, il prof. Riccardo Petrella, economista autore del Manifesto Acqua Bene Comune.
7. Perché è economicamente e tecnicamente fattibile. Non un’opera nuova, ma una grande opera leggera che parte dal riuso di un’infrastruttura esistente, quasi interamente di competenza di un unico interlocutore, l’AQP società di proprietà della Regione.
8. Non esiste altro itinerario che abbia un significato umanitario più grande: l’acqua è vita.

Giuseppe Dimunno – Coordinatore FIAB Apulo Lucano (puglia.basilicata@fiab-onlus.it)

Otto buoni motivi ragioni per finanziare la ciclovia dell’acquedotto pugliese ultima modifica: 2015-12-19T10:42:15+00:00 da Redazione



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