GarganoManfredonia
Il riferimento è l’attribuzione (emendamento alla finanziaria) di 100 milioni di rimborso ai risparmiatori, che hanno perso tutto con il salvataggio di CariFerrara

Perché non si fa una legge per risarcire tutti i truffati dalle banche, se ne discute a Rignano

La legge ha una valenza retroattiva, come tante altre, specie se ha un risvolto di tipo penale? Avranno anch’essi diritto ad un rimborso?


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Rignano Garganico. “Fammi primo e fammi asino!”. Come noto, con questo proverbio si indicava il privilegio riveniente dalla cosiddetta legge del “maggiorasco”, vigente in regime feudale, che aggiudicava al primogenito ogni titolo e diritto di successione. Nell’attuale regno del premier Renzi accade il contrario. Infatti, la legge si fa, ma è l’ultimo a beneficiare di siffatto privilegio. Il riferimento è l’attribuzione (emendamento alla finanziaria) di 100 milioni di rimborso ai risparmiatori, che hanno perso tutto con il salvataggio di CariFerrara, CariChieti, Banca Marche e Banca Etruria. Con ogni probabilità la gestione del rimborso sarà affidata alla Consob o ad un commissariato speciale retto da una figura al di sopra di ogni sospetto come per esempio Cantone, che deciderà di volta in volta chi ha le carte in regola o meno per accedere al ristoro delle perdite subite. Il rimborso, anche se parziale, è pur sempre accettabile e “benedetto” al di là delle polemiche di questi giorni. Lo è di più, specie se la soluzione data dal governo la si confronta con casi simili del passato.

La legge ha una valenza retroattiva, come tante altre, specie se ha un risvolto di tipo penale? Avranno anch’essi diritto ad un rimborso?. Come già scritto, un caso non dissimile è costituito dai 100 risparmiatori rignanesi (garganici), imbrogliati in modo simile, circa quindici anni fa , dalla “defunta” Cassa di Mutualità del Tavoliere (pare non era neppure riconosciuta dalla Banca d’Italia), senza ricevere alcun rimborso dei tre miliardi e passa di vecchie lire da loro depositati, né risulta l’adozione di qualche procedimento civile – penale nei confronti dei dirigenti del predetto istituto di credito. Allora la banca in parola “fallì” improvvisamente mandando sul lastrico un centinaio di rignanesi, I depositanti erano tutti piccoli risparmiatori, molti dei quali anziani e proprietari di conti correnti per diverse decine di milioni. Per taluni i risparmi sarebbero serviti per l’ultimo viatico. In pratica, si erano messi da parte i sacrifici di una vita per garantirsi un degno funerale e non pesare sulle casse dei propri figli o famigliari. Molti di loro sono deceduti, anche di recente, senza che abbiano potuto esaudire il loro “sogno dell’aldilà” e senza che, finora, nessuno abbia spiegato loro cosa sia successo realmente. Anche per questo i “superstiti” si aspettano ancor oggi dalle forze politiche, religiose e sociali del paese un aiuto a risolvere questa intricata questione, che buttò a suo tempo nel ridicolo una intera collettività.

Come si ricorderà, in passato a Rignano ci furono infuocate riunioni e incontri-dibattito sul caso. Vennero in paese deputati e senatori, consiglieri regionali e provinciali, sindacati e esperti di economia e finanza, ma non si arrivò a nulla, anzi sulla questione da tempo è calato il sipario del silenzio e dell’immobilismo. Ecco perché gli antichi soci della Cassa sanseverese oggi, seguendo la cronaca nazionale, anch’essi urlano la loro rabbia contro tutto e contro tutti, invocando la benevolenza di chi vuole dare loro una mano, prima che qualcun altro ci rimetti la pelle, tra dispiaceri, pianti e delusioni, senza che abbia ricevuto indietro una sola lira o centesimo di euro da chicchessia. Ed è andata a finire proprio male, come sopra descritto e prospettato. Infatti, la banca non esiste più e non c’è stato alcun rimborso per i soci, nonostante i vari ricorsi presentati alle autorità competenti. Anzi, molti creditori, specie anziani, sono morti di crepacuore, per lo “smacco” subito. Infatti, in quei tristi momenti, intervistati, la pensavano proprio come il pensionato suicida di Civitavecchia. Non a caso, qualcuno di loro tolse persino il saluto all’intervistatore, che aveva tentato di scherzarci su, azzardandosi a dire: “Non te la prendere, i soldi vengono e vanno…!”. Insomma, nonostante il tempo trascorso e il cambio degli attori, la storia sul tema nel Belpaese si ripete ancora.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico 19 dicembre 2015)

Perché non si fa una legge per risarcire tutti i truffati dalle banche, se ne discute a Rignano ultima modifica: 2015-12-19T10:00:11+00:00 da Redazione



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