Manfredonia

Comitato Rivoluzione civile Manfredonia: votare Ingroia, io ci sto

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Ingroia (st@)

Manfredonia – “L’ALTERNATIVA di governo si costruisce con una forza riformista che ha il coraggio di un proprio progetto per uscire dalla crisi e rilanciare l’Italia finalmente liberata dalle mafie e dalla corruzione”. Lo dicono in una nota i referenti del Comitato Costituente Lista Rivoluzione Civile Ingroia Manfredonia.

Le dichiarazioni riprendono il programma di Ingroia, firmato tra gli altri da Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Luigi de Magistris, Leoluca Orlando, Milly Moratti, Massimiliano Bruno, Max Paiella, Sabina Guzzanti, Vauro, Enrico Fierro.

“I promotori sono espressione della società civile e della politica pulita che vuole costruire un’alternativa di governo al berlusconismo e alle scelte liberiste economiche, sociali e culturali del governo Monti. Abbiamo come riferimento imprescindibile la Costituzione Repubblicana, a partire dall’art. 1 secondo cui il lavoro deve essere al centro delle scelte economiche. Per noi l’Unione Europea deve diventare autonoma dai poteri finanziari con organismi istituzionali eletti dai popoli ed è fondamentale il cambiamento della Casta politica e burocratica italiana mentre lo sviluppo del mezzogiorno è l’unica scelta per unificare il Paese”.


Il manifesto.
“1) Vogliamo che la legalità e la solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese; 2) Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere; 3) Vogliamo una scuola pubblica che valorizzi gli insegnanti e gli studenti con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale del settore”.

“4) Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico; 5) Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini, e che la scelta della pace e del disarmo sia strumento politico dell’impegno dell’Italia nelle organizzazioni internazionali, per dare significato alla parola ‘futuro’. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese”.

“6) Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse; 7) Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro, il ripristino del diritto al reintegro se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento e la centralità della contrattazione collettiva nazionale; 8 – Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici, e che l’informazione non sia soggetta a bavagli; 9) Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento; 10) Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune e non si limiti alla legalità formale, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per reati gravi. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi ed eliminare le leggi ad personam”.


Antonio Ingroia, 53 anni, è siciliano e partigiano della Costituzione. Entrato in magistratura a 28 anni al fianco di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; nel 1992 è diventato sostituto procuratore a Palermo nel pool coordinato da Giancarlo Caselli. “Nel tentativo di riuscire ad entrare nella stanza della verità sulle stragi mafiose e sulla trattativa stato-mafia, ho seguito le indagini e il processo al funzionario dei servizi segreti Bruno Contrada. Ho rappresentato la pubblica accusa nel processo contro il senatore Pdl Marcello Dell’Utri. Nel corso delle indagini preliminari per quel procedimento, ho indagato anche su Silvio Berlusconi e i suoi rapporti con la famiglia mafiosa dei Graviano: la sua posizione è stata poi archiviata”.

“Sono sempre mie le indagini sull’omicidio di Mauro Rostagno e sulla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro. Nel 2009 sono diventato procuratore aggiunto e coordinatore della Procura distrettuale antimafia, per conto della quale ho coordina l’ultima inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Il 17 aprile 2011 ho ricevuto con grande gioia dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia il premio speciale dedicato alla memoria dell’antifascista Renato Benedetto Fabrizi. Subito dopo la conclusione delle indagini sulla trattativa ho accettato l’incarico, propostomi dall’Onu, di dirigere l’unità investigativa specializzata nella lotta al narcotraffico in Guatemala”. “A dicembre 2012 sono tornato in Italia per dare il mio contributo alla Rivoluzione Civile come Candidato premier con l’ambizione di portare in Parlamento il meglio della politica e il meglio della società civile”. “Nel nostro paese c’è molto da fare non solo a livello giudiziario, ma soprattutto a livello politico-istituzionale. Il nodo della lotta alle mafie è sempre politico. Lo diceva Paolo Borsellino“.


Redazione Stato



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