Manfredonia
"Ringrazio l’arma dei carabinieri che mi ha permesso di diventare uomo, ringrazio i miei genitori"

Comandante Alfa a Manfredonia: “Terrorismo? Noi siamo pronti” (Ftgallery-VIDEO)

"La storia personale di un uomo che partendo da un paesino della Sicilia, si è conquistato il suo posto nel mondo diventando un professionista di altissimo livello"

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Manfredonia. Auditorium dell’ITE Toniolo gremito come non mai, un uditorio giovane attento e partecipe, un ricco parterre di autorità e la presentazione di un libro che è diventata una vera e propria lezione di vita. Al centro valori come lo spirito di sacrificio, la caparbietà nel raggiungere i propri obiettivi, lo spirito di squadra, l’umiltà ed il coraggio, quello “sano” temperato dalla paura.

Il comandante Alfa, uno dei fondatori del GIS (Gruppo Interventi Speciali) dei carabinieri ha presentato “Cuore di Rondine”: un po’autobiografia, un po’ libro di storia contemporanea, un po’ manuale di storia militare e geopolitica. “E’ come leggere tre libri in uno- ha affermato il prof. Gastone Breccia dell’Università di Pavia- La storia personale di un uomo che partendo da un paesino della Sicilia, si è conquistato il suo posto nel mondo diventando un professionista di altissimo livello, la storia degli ultimi 40 anni del nostro Paese, raccontata da un punto di vista insolito e il racconto delle missioni militari di pace svolte negli ultimi anni in Iraq e Afghanistan. Il libro si chiede se è giusto affrontarle ed in che modo.

Il professor Lorenzo Scillitani dell’Università del Molise ha definito “Cuore di rondine” “il riflesso della parte migliore di noi, che rende chi lo legge fiero di essere italiano”. Tuttavia il comandante Alfa, non si sente affatto un eroe ed ha esordito dicendo: noi siamo “Straordinariamente nessuno.Non facciamo nulla di eccezionale, siamo persone normali che hanno scelto una vita particolare”. E lui, nonostante i sacrifici, le rinunce e le mille difficoltà, questa scelta di vita la rifarebbe altre 1000 volte. Una vita fatta di continuo addestramento fisico fra paracadutismo (requisito indispensabile per entrare nei GIS è infatti essere un carabiniere paracadutista) sport vari, armi, guida veloce di automobili, esplosivi e un abbigliamento operativo che pesa più di 30 kg, caratterizzato dal “mefisto” il cappuccio nero che copre quasi interamente il volto, rendendo l’uomo irriconoscibile e quindi anonimo, e che il comandante Alfa portava anche questa mattina. Solo una volta ho tolto il mefisto durante una missione-ha raccontato-quel giorno del 1982 in cui abbiamo liberato la piccola Patrizia Tacchella, figlia di un imprenditore, sequestrata a scopo estorsivo.

Tuttavia è il cervello il muscolo più importante-ha continuato-nei GIS impariamo prima di tutto a “controllare il coraggio per mezzo della paura, ma senza farci condizionare da essa”, impariamo a non esaltarci, “perché è la squadra la nostra forza e senza squadra non siamo nulla, non siamo più bravi degli altri carabinieri, ma semplicemente più addestrati”. Non usa mai il singolare il comandante Alfa e ad una ragazza che le chiede qual è il segreto dell’umiltà risponde “Dimostrare il proprio talento nel momento in cui qualcuno ne ha bisogno”.
Fa tanti ringraziamenti e lo sguardo, limpido fra le fessure del mefisto si riempie d’orgoglio: “Ringrazio l’arma dei carabinieri che mi ha permesso di diventare uomo, ringrazio i miei genitori che mentre da ragazzino nella mia Castelvetrano (paese del boss latitante Matteo Messina Denaro) invidiavo i figli dei mafiosi perché “avevano tutto”, mi hanno insegnato che in realtà non avevano la libertà di movimento e quindi non avevano nulla. Ringrazio mia moglie che mi ha sempre sostenuto permettendomi di pensare solo al lavoro ed i miei figli, che mi ritenevano un padre assente ed egoista, ma dopo aver letto questo libro, mi hanno chiesto scusa.”

Il comandante non si è sottratto alle domande degli studenti contemporaneamente affascinati e turbati dalla sua scelta di vita ed ha risposto in modo brillante e sincero anche a rischio di sembrare “politicamente scorretto”. Ad un ragazzo che gli ha chiesto il suo pensiero sulla “pace armata” ha risposto che “la pace purtroppo si ottiene sempre con le armi, l’unico che può combattere per la pace senza armi è il papa. Le nostre infatti non sono missioni di pace, ma per la pace. Tuttavia il nostro primo obiettivo è cercare di risolvere i problemi senza sparare: “perché uno sparo può decidere il destino di una persona, ma noi non siamo Dio, quindi cerchiamo di sparare il meno possibile”. Come ci si sente dopo aver sparato, magari ferendo o uccidendo una persona?-Chiede una ragazza- Intervenendo in tempi rapidissimi, incappucciati ed in squadra, non si capisce mai chi materialmente ha sparato a chi, ma sappiamo che fa parte del nostro lavoro per cui cerchiamo di vivere quest’eventualità senza avere rimorsi di coscienza, ma senza “esaltarci” per il gesto compiuto. Molta curiosità ha suscitato l’argomento delle missioni all’estero. Le guerre arricchiscono chi è già ricco e impoveriscono ulteriormente chi è povero-ha affermato il comandante Alfa- il nostro più grande rammarico è quello di non poter aiutare tutti. A volte mentre siamo all’estero ci sentiamo in colpa perché a differenza dei bambini iracheni o afghani noi abbiamo il biglietto di ritorno.”

A proposito del rischio attentati di matrice terroristica internazionale Alfa ha poi rassicurato l’uditorio: “Noi siamo pronti, ma non ci sono pericoli imminenti e l’Italia è ben organizzata. Mai come ora tutto il popolo italiano deve essere una squadra e dobbiamo continuare ad avere le nostre abitudini senza paura.”

In conclusione il comandante ha definito le centinaia di giovani intervenuti attivamente alla presentazione di “Cuore di Rondine” come la sua più grande soddisfazione perché “Il cerchio della vita si chiude quando si restituisce ciò che si ha ricevuto” e lui sta cercando di trasmettere ai giovani ciò che la vita gli ha insegnato: “Non mollate mai, non abbattetevi, ma non esaltatevi. Vivete con la paura ma non fatevi condizionare da lei, e non stancatevi mai di sfidare continuamente voi stessi, perché ciò che si vuole davvero, lo si può sempre ottenere.”

(A cura di Annapina Rinaldi – aprinaldi@alice.it)

Redazione Stato Quotidiano.it- RIPRODUZIONE RISERVATA



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Commenti


  • fato

    Sono daccordo su cio’ Che afferma il comandante Rondine ma riguardo ai pericoli terroristici che corre l’Italia e’ da vedere siccome non abbiamo la palla magica e con il governo che ci ritroviamo….


  • Ris

    La maschera non mi piace, mi ricorda gli estremisti..


  • Michele

    Onore a questo leale e reale servitore dello stato.
    Una sola nota:le foto ricordo con i politici dovrebbe evitarle, perché un domani potrebbeto essere usate per scopi elettorali e questo sarebbe non solo ingiusto ma anche ingeneroso verso l’operato di un poliziotto VERO.


  • Giorgio

    Nel ringraziare la Redazione per lo spazio che ha dato all’evento, devo tuttavia stigmatizzare l’eccesso e la ripetizione di (Ftgallery) sulla testata. Da parte di taluni si tratta di mero esibizionismo. Inoltre, stona fortemente il volto coperto del Comandante Alfa con le decine di foto pubblicate, più o meno, sulle stesse persone. Come si suol dire: “il troppo stroppia” o se si preferisce “In medio stat virtus”.


  • Redazione

    La ringraziamo per l’intervento, eliminiamo la terza fotogallery e accogliamo la sua riflessione, a presto; Stato Quotidiano.it


  • A Manfredonia il carnevale non finisce mai

    Potevano fare un bella retata…


  • Cittadino

    Chissà se cuore di rondine sa il motivo perchè il centro periferico antimafia di Manfredonia non è stato più aperto.


  • Ultimo

    Michele ciò che hai scritto lo condivido. Aggiungo che forze dell’ordine e magistratura dovrebbero stare vicino ai politici solo per controllare il loro operato e non per fraternizzare.

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