GarganoManfredonia
"Il viaggio giubilare di andata e ritorno del Santo, pur con toccata e fuga, è stata una vera tirata di orecchie, per una fervente rinascita nella devozione a padre Pio"

Viaggio spoglie Padre Pio, insegnante Manfredonia: “Grazie a..”

"Da vescovo, dopo un periodo di intenso lavoro pastorale, è stato destinato alla diocesi di Lecce, i cui abitanti si sono sentiti onorati di ricevere un vescovo che veniva dai luoghi vissuti da padre Pio"

Di:

Manfredonia. ”Grazie a papa Francesco e al vescovo di Manfredonia Michele Castoro, per averci onorato con il viaggio di padre Pio, per la presenza tangibile delle sue spoglie in San Pietro e nei luoghi a lui cari . Un grazie, particolare, a chi ha avuto l’intuizione di vedere lontano; a chi ha avuto il coraggio, pur contrastato, di far riesumere il corpo del frate garganico, perchè sicuro che la fede, per caricarsi, va alimentata anche con simboli visivi, come ai tempi lontani della cristianità. Il viaggio giubilare di andata e ritorno del Santo, pur con toccata e fuga, è stata una vera tirata di orecchie, per una fervente rinascita nella devozione a padre Pio. Capace di smuovere, ancora, come ai tempi degli antichi albori, genuine folle ed affratellarle nella preghiera e nell’ eucarestia, perchè supportate dalla misericordia della confessione, di cui fu promotore di avanguardia. Un grazie, anche, alle varie riprese televisive, che hanno immortalato, alcuni anni fa, la riesumazione di padre Pio, avvenuta a sera tarda; ora, questo storico viaggio, che, con la fantasia di chi vi sta scrivendo, ha accompagnato in prima fila la presenza di quel pastore coraggioso; vigile nel seguire la transumanza non facile, delle pecore affidategli tra le alture impervie del Gargano e oltre. Ora, invece, segue la transumanza nelle terre del Salento, dove l’accoglienza non deve mancare per quelle pecorelle migranti e smarrite, in fuga attraverso il mare. Le impronte indelebili di questo “Pastore” non possono essere occultate, perchè don Domenico D’Ambrosio, detto don Mimì, è stato promotore di una fede bisognosa di essere scossa da queste testimonianze coinvolgenti.

Con un salto nel passato sono grata ai suoi insegnamenti profusi ai giovani di G.S.( oggi C.L.), nei lontani anni ’70, quando era rettore del seminario di Manfredonia ed insegnante di religione al Liceo Scientifico “Galileo Galilei”. Con l’aiuto del vescovo Andrea Cesarano, gli furono messi a disposizione dei locali sulla piazzetta, adiacente alla chiesa San Domenico, dove avvenivano gli incontri con i giovani studenti, per una catechesi formativa. In seguito, fu mandato come priore alla chiesa di San Giovanni Rotondo ed a Termoli come vescovo. Dopo alcuni anni fu trasferito a Foggia e , poi, nell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo; dove era consuetudine, fin dai tempi dell’antica Siponto, l’entrata trionfale del vescovo su un cavallo bianco. Don Mimì, essendo legato ad un ricordo della sua fanciullezza, arrivò in barca circondato dall’affetto della sua famiglia e da alcuni amici conoscenti più stretti; mentre una folla festante lo attendeva sul porto di ponente. Questo, per rievocare il suo primo ingresso a Manfredonia, quando, all’età di appena 11 anni, decise di entrare in seminario. Essendo nativo di Peschici, suo padre pensò di chiedere a dei marinai un passaggio per entrambi sulla barca da pesca. Don Mimì, così, con la mano stretta a quella del padre, dopo aver salpato il mare, attraversò tutta via Arcivescovado ed arrivò in seminario.

Da vescovo, dopo un periodo di intenso lavoro pastorale, è stato destinato alla diocesi di Lecce, i cui abitanti si sono sentiti onorati di ricevere un vescovo che veniva dai luoghi vissuti da padre Pio. Il suo primo ingresso lo ha fatto alle carceri della città, dove lo attendeva la banda musicale in festa. Un grazie, anche, al dott. Giuseppe de Filippo, responsabile del giornale “Stato Quotidiano” che mi permette di collegarmi con il mondo esterno. Sono grata di aver seguito per televisione il viaggio delle spoglie di padre Pio, dal momento che il mio parkinson mi inchioda sempre più in casa. Un grazie a coloro che con piacere mi seguono su questo giornale”.

(A cura di Paola Prencipe in Falcone, Manfredonia 20.02.2016)



Vota questo articolo:
2

Commenti


  • Domenico d'Ambrosio

    Un saluto affettuoso e particolarissimo alla cara Paolo che molti e molti anni fa da giovane prete ho incontrato nei primi anni del mio sacerdozio a Manfredonia insieme a tanti altri giovani di allora, ora forse anche nonni.
    Hai esagerato su di me con qualche imprecisione frutto della bella amicizia tra me e voi di GS.
    Mi dai l’occasione per salutarti e augurarti di continuare a combattere, certa che a Lecce c’é un vescovo amico che ti ricorda con affetto e prega per te. Sono supercontento per questo ritrovarti. Ti prometto che ora ti sarò vicino e riprenderà il dialogo interrotto
    Hai scritto una pagina da Fioretti di Francesco. Che Dio ti benedica. don Mimì arcivescovo


  • Silvia

    Cara zia Paola grazie a te perché scrivendo ci dai la possibiltá di riflettere su tante cose che noi presi dalla frenesia del quotidiano non riusciamo a vedere!
    Hai sempre un pensiero per tutti.Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi