Politica
A cura di Valentina Sapone

Si parla di scissione nel PD e Salvini posta macchine da scontro

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Matteo Salvini ha postato poche ore fa sul suo profilo Twitter una foto che ritrae le macchine da scontro di un lunapark con il tweet “Tutto pronto per il pacifico congresso del PD.

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Si è aperto, infatti, stamane a Roma il Congresso del PD che porterà, tra quattro mesi, con le primarie, alla scelta del nuovo segretario. Si parla anche e soprattutto degli indirizzi e delle correnti interne al partito, è subito polemica, soprattutto per quanto riguarda le decisioni prese nel corso del mandato da segretario di Renzi e del suo governo.

Tra i temi più caldi, quello della scissione del partito:

“Scissione – ha affermato Renzi – è una delle parole peggiori, peggio c’è solo la parola ricatto, non è accettabile che si blocchi un partito sulla base dei diktat della minoranza”. “Tutti si sentano a casa nel Pd, liberi di discutere ma se in tutte le settimane c’è un’occasione di critica, se per tre anni si è pensato che si stava meglio quando si stava peggio, io non dico che siamo nemici né avversari ma dico ‘mettetevi in gioco’, non continuate a lamentarvi ma non potete immaginare di chiedere a chi si dimette per fare il congresso di non candidarsi per evitare la scissione non è una regola democratica”.

Il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano è intervenuto prima con un discorso dai toni concilianti in cui aveva detto di avere fiducia in Renzi e nella sua capacità di evitare lo scontro:

“Siamo a un passo dalla soluzione. Un piccolo passo indietro consente a una comunità di farne cento avanti. Io sto provando a fare un passo indietro, ditemi voi quale, che consenta di uscire con l’orgoglio di appartenere a questo partito. Senza mortificare nessuno”. “Stasera non posso che dire al segretario che ho fiducia in lui”, aveva aggiunto chiedendogli un’ultima mediazione sulla conferenza programmatica.

Attese probabilmente deluse, almeno in parte, come ha evidenziato, in serata, la dichiarazione congiunta dello stesso Emiliano, insieme a Rossi e Speranza:

‘Anche oggi nei nostri interventi in assemblea c’è stato un ennesimo generoso tentativo unitario. È purtroppo caduto nel nulla. Abbiamo atteso invano un’assunzione delle questioni politiche che erano state poste, non solo da noi, ma anche in altri interventi di esponenti della maggioranza del partito. La replica finale non è neanche stata fatta. È ormai chiaro che è Renzi ad aver scelto la strada della scissione assumendosi così una responsabilità gravissima“.

 

 

(A cura di Valentina Sapone, 20.02.2017)



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Commenti


  • Redazione

    Il corsaro Renzi, suo papà Tiziano e la ciurma di governo

    Il PD e il gruppo di politici intorno a Renzi stanno tirando solo a campare, discutendo sull’inutilità di quando andare al voto, dimenticandosi dei veri problemi di un’Italia che sta andando a rotoli, in cui i giovani, in particolar modo, non hanno nessuna speranza di futuro, perché 4 su dieci non lavorano.
    Per il momento a guidare il nostro paese c’è il quarto premier non eletto dal popolo e ciò la dice lunga su come interpretare questa anomalia politica, tutta italiana. Abbiamo battutto il record, siamo da Guinness dei primati.
    La priorità sembra essere la data delle elezioni, cioè prima di giugno, in autunno o a fine mandato, nel febbraio 2018.
    Nel frattempo all’interno del Pd c’è una confusione totale, perché
    Renzi non sa cosa fare dopo la batosta della sconfitta al Referundum. A dir la verità questa sinistra con Renzi al timone non ha avuto mai idee chiare su come risollevare l’Italia. Ora l’attuale premier è Gentiloni che però da un momento all’altro rischia di saltare pure lui, perché se Renzi decidesse di andare al voto, allora verrebbe sfiduciato dal suo stesso partito.
    D’altra parte l’Italia è in balia di una maggioranza di governo incapace di agire per il bene del paese, in quanto frenata dagli interessi personali di Renzi e dalle esigenze dei suoi amici banchieri, industriali e addirittura dei campi da golf.
    Nella Circoscrizione estera infine, è peggio ancora, perchè qui il PD su 18 parlamentari ha la stragrande maggioranza degli eletti, ma invece di preoccuparsi delle problematiche degli italiani residenti oltreconfine fa solo gli interessi del partito. E ora che la campagna elettorale è in un certo qual modo già partita, pensano solo alla candidatura e vedere con chi schierarsi, nel caso che Renzi non fosse più il candidato premier. La priorità per gli eletti all’estero è salire sul carro giusto, altrimenti si perderà il treno della candidatura. Per esempio in Svizzera prima dell’avvento di Renzi erano tutti Bersaniani, per poi cambiare casacca al volo. Mi riferisco ai vari Bernasconi e Schiavone, rispettivamente presidente e segretario del PD-Svizzera, per continuare con Da Costa, consigliere CGIE e dulcis in fundo all’ultimo arrivato in casa PD, l’ex M5S Tacconi. Si salva per coerenza solo l’on. Farina che è rimasto fedele alla corrente di minoranza Bersani-Cuperlo.
    Purtroppo la classe politica che ci governa è alle prese solo con scandali, divisioni, scissioni annunciate e inchieste. Una delle ultime riguarda addirittura il papino di Renzi che sarebbe accusato di aver aiutato alcuni imprenditori ad aggiudicarsi commesse Consip. Ma ormai nessuno si scandalizza più, come per l’altro papino banchiere della fallita Banca Etruria della ministra Boschi, ora sottosegretaria di Stato alla presidenza del Consiglio. I veri problemi dell’Italia sono altri, per esempio il lavoro, la sicurezza, la povertà, la disoccupazione giovanile, etc.
    Non ci rimane che pregare.
    Di questa situazione potrebbe approfittare il centrodestra se riuscisse a trovare un’intesa su un comune programma. Non sarà facile, ma l’occasione c’è. Infatti anche il M5S è in serie difficoltà a causa della sindaca di Roma, Virginia Raggi, e di molti illustri esponenti di questo movimento, che si stanno dimostrando incapaci di assolvere al compito che si erano preposti. Criticare gli altri è molto più facile che essere propositivi e costruttivi!
    Il M5S dovrebbe farsi un serio esame di coscienza.
    Personalmente, mi auguro che torni il buonsenso in tutta la classe politica italiana e di sfruttare il tempo che resta, tanto al massimo tra un anno andremo comunque a votare, cercando di scrivere insieme una decente riforma elettorale per poi dare la parola finale al popolo italiano. Non dobbiamo però dimenticarci che la nave Italia non può essere lasciata in balia delle onde di questa crisi economica che ci sta spingendo contro qualche scoglio o alla deriva. È necessario che tutti diano una mano per guidare il nostro paese in acque piu tranquille, altrimenti sarà la fine per tutti e dovremmo dare ragione alle parole di una canzone di Rino Gaetano che diceva:
    PCI-PSI, PLI-PRI (Nun te reggae più).
    Parole sante, tanto che oggi potrenmmo estenderle a:
    PD, NCD, PSI, CpE, CD, …

    Chi vivrà, vedrà.

    Gerardo Petta

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