Lavoro, notte di trattative. In corso vertice, Monti: chiudere
Roma – (Adnkronos/Ign) – OGGI si prova a chiudere la trattativa sul lavoro. E’ il giorno del vertice tra il governo e le parti sociali. Un vertice convocato lo scorso giovedì dal premier Monti che ha dato appuntamento per stamane. Al tavolo, con le parti sociali, oltre allo stesso Monti e alla Fornero, prenderanno parte anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, il ministro dell’Istruzione e della ricerca scientifica Francesco Profumo, il vice ministro dell’Economia Vittorio Grilli e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.
Nella serata di ieri il ministro del Lavoro, Elsa Fornero è salita al colle con Monti per fare il punto. Consultazione con Napolitano in vista di un nuovo incontro fra il ministro e i sindacati, iniziato nella sede di Via Flavia del dicastero del lavoro dopo le 20,30. Obiettivo, un’intesa che possa rendere decisivo il round negoziale di oggi a Palazzo Chigi.
Per tutta la giornata di ieri i sindacati hanno cercato una posizione condivisa sull’articolo 18.
Sul tavolo c’è stata la proposta avanzata dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni, da giorni in una posizione di mediazione fra le istanze del governo, da una parte, e quelle della Cgil, dall’altra. Il vertice di ieri mattina non è però riuscito a sancire una linea comune. La proposta Cisl sui licenziamenti disciplinari da presentare all’esecutivo nell’incontro di oggi a palazzo Chigi non ha infatti trovato disco verde né della Cgil né della Uil. Tanto che il leader di Corso d’Italia, Susanna Camusso, ha voluto rimarcare: “Non c’è alcun documento condiviso”, assicurando però che i contratti sarebbero andati avanti. Come effettivamente è stato. Nel pomeriggio, poi, si sono riunite le segreterie di tutte e tre le confederazioni. Questo, per verificare anche all’interno i margini di trattativa e preparare l’incontro di ieri sera con il ministro Fornero, per verificare sul campo se il governo possa aprire o meno uno spiraglio sulla riforma dell’articolo 18 rispetto alla proposta presentata al tavolo di confronto, tentando così di sciogliere il nodo in quella sede. A fare la sintesi, prima dell’inizio dell’incontro con Fornero, ai microfoni del Tg3, il leader della Cisl Bonanni. “Ci sono più accordi che disaccordi tra di noi”, dice, evidenziando ”avanzamenti importanti” e mostrandosi ”ottimista”: ”dobbiamo darci una mano tra di noi per non abbandonare agli estremismi questa partita così delicata”, insiste.
Aperto al dialogo ma meno ottimista di quello della Cisl l’approccio con cui arrivano all’appuntamento serale la Cgil e la Uil. Camusso, per altro, deve anche fare i conti con la posizione di ferma opposizione alla riforma del lavoro della Fiom. Il leader Maurizio Landini ha proposto e ottenuto il via libera del comitato centrale delle tute blu di Corso d’Italia per due ore di sciopero a sostegno del ‘no’ alla modifica dell’articolo 18. Un ‘no’ quello della Fiom che, non a caso, chiama in causa la stessa posizione della Cgil. Il Comitato centrale “respinge ogni manomissione all’articolo 18″, del resto affermato anche dal documento del Direttivo nazionale della Cgil del 27 febbraio e riconferma quale “unica disponibilità al confronto la proposta per una riduzione dei tempi dei processi”.
Dalla sponda del governo, il ministro Fornero ha continuato a lavorare in direzione di un accordo. “Spero in una posizione condivisa dei sindacati”, confida, commentando le notizie arrivate sulla divisione tra Cgil, Cisl e Uil sull’articolo 18. Prima ancora, in collegamento video con Milano, evidenzia: ”credo con molta sincerità che una riforma raggiunta con il consenso delle parti sociali abbia un valore aggiunto che la stessa riforma senza quel consenso non avrebbe”. Fino a ribadire: ”Il mio impegno è massimo perchè si raggiunga un’intesa con le parti sociali”.
Altrettanto caldo il dibattito all’interno del fronte politico. “La nostra opinione è che se c’è un accordo generale è meglio, perchè noi non dobbiamo strappare il tessuto sociale, se questo si compone in via autonoma, con un accordo tra di loro appunto è meglio”, premette il leader Pdl, Angelino Alfano. Ma, aggiunge subito dopo, “se non c’è questo accordo, noi non siamo per la paralisi, ma per dire si’, perchè il governo vada avanti, perchè questa è una occasione irripetibile per riformare il mercato del lavoro in Italia”.
Invita a discutere nel merito, e non rispetto a posizioni preconcette, Massimo D’Alema. ”In questi giorni i nodi della riforma sono sul tavolo della discussione pubblica e forse mai come in questo momento il lavoro di riflessione di Marco Biagi puo’ illuminare il nostro percorso aiutandoci a mettere al centro le persone in carne ed ossa e a superare astratte contrapposizioni di principio”, evidenzia l’esponente del Pd, intervenendo alla commemorazione di Marco Biagi.
Bisogna ”uscire dalla logica della tutela del posto di lavoro per entrare in quella della tutela del lavoratore”, suggerisce il presidente della Camera Gianfranco Fini. Il ”desiderio di innovare” il mercato del lavoro, spiega Fini, ”senza pregiudizi e tabù, può produrre frutti positivi solo se accompagnato da unita’, coraggio e senso di responsabilita’”. Per la terza carica dello Stato ”la politica, in tema relazioni industriali e di riforma del mercato del lavoro, non può solo limitarsi” a recepire le posizioni delle parti sociali, “ma individuare le soluzioni adatte ai nostri tempi”.
Fonte ADNKRONOS
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