Manfredonia
A cura di Pasquale e Giovanni Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

La porta delle Palme

Di:

Manfredonia. Per avere chiaro nella mente la toponomastica e gli antichi siti della città di Manfredonia, la lettura dei manoscritti dello Spinelli sono essenziali. In questo caso, per la individuazione della “Porta delle palme”, dobbiamo andare su via Tribuna, all’altezza del largo Cessa, dove si aveva la tradizione di inchiodare al muro (come in altre tre parti della città) le crocette in legno, nel giorno delle Palme.

Per quanto riguarda la colonna con sopra l’arcangelo Michele, che ancora si ammira a Monte S.Angelo, sul corso principale, va detto che a Manfredonia la stessa colonna fu abbattuta, ed il simulacro Micaelico ancora persiste nella nicchia (edicola) posta sulla porta esterna dell’Episcopio. Verosimilmente, questa colonna esisteva nel 1831, quando, con provvedimento deliberativo si approvava la spesa per la costruzione di un tratto di strada dalla “colonna” del castello alla porta di Monte.
Per completare la conoscenza, va pur detto, come si legge ancora, alla base della colonna in Monte S.Angelo, che l’arcivescovo Alfonso Puccinelli (1652-1658), in divozione della scampata peste che impervesava in Italia, fece cavare dalla grotta michaelica delle pietre (a prete de SamMechele/ che ce ll’abbusche cj’arrecreje.- La pietra di san Michele,/ che la riceve, si ricrea -rinfranca)” a mo’ di oggetto sacro (o talismano) contro la pestilenza, indi si è addivenuti alla manifattura in pietra delle effigi dell’arcangelo Michele, apposte sui palazzi o rinchiuse nelle edicole, come tuttora si osservano nell’ambito territoriale della comunità sipontina.
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Correva dell’ Era Cristiana l’anno 1716, tempo in cui era Sindaco Generale nella nostra moderna Siponto Michele d’Apollo uno di Famiglia antica, e ben riguardata, il quale ad istanza fatta del Castellano Sipontino nella Real Corte di Napoli, fu ordinato di chiudere con masso di fabrica a conto delle publiche rendite l’antica Porta, che conduceva ai Monti Sipontini, come anche di chiudersi l’altra Porta antica, che menava entro del nostro Porto, le quali due nomate Porte eran situate immediatamente a destra della Real Fortezza l’una, e l’altra alla sinistra, perchè dovette farsi per commodo, e guardia del Castello l’Avanzata con difese di Balestriere, all’ Impalizzate, essendo le predette due Porte d’impedimento alla predetta esecuzione; onde si dovettero chiudere le nomate antiche, ed aprirsene altre due moderne frall’istessa Cordonata della Città, le quali feronsi con maggior magnificenza, che non avevan prima nel luogo in cui oggi sono situate discoste dal real Castello circa sedeci passi.
L’antica Porta, che conduceva ai Monti Sipontini, sin dall’edificazione della moderna Siponto per tutto l’anno dell’Era Cristiana 1656 si chiamò Porta Montanara; ma poi nel predetto anno, che fu cotanto malagevole per il nostro Regno di Napoli a cagion della Pestilenza riferita di sopra, si istituì dall’Arcivescovo Sipontino Alfonso Puccinelli prolungarsi la Processione delle Palme insino al di fuori della sudetta Porta Montanara, acciò sulla Colonna di marmo inalzata, al Santo Arcangelo posto si fosse un ramo delle Palme benedette, a fine di star sempre in pace con Dio, e godere nel tempo stesso la protezione del Gran Difensore del genere umano. Tal Processione delle Palme adunque introdottasi nel sudetto anno a prolungarsi dal Capitolo Sipontino sin fuori della Porta Montanara, cominciò la medesima a denominarsi Porta delle Palme, percui pianpiano cominciossi a dissusare l’antico nome di Porta Montanara, e talmente, che per toglierne allo ‘ntutto la rimembranza di quell’antica denominazione si appose sull’antica Porta a lettere maiuscole scolpite sul marmo la seguente Iscrizione:

“Porta delle Palme”

la qual’Iscrizione oggi osservasi affissata in un muro dell’Avanzata del Castello Reale, per conservare la memoria del luogo, dov’era l’antica Porta; quantunque a’ nostri giorni tal Processione si è dismessa, come a suo luogo si avviserà.



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