Manfredonia
A Manfredonia sta partendo, ma sono tante le perplessità dei cittadini

N.Giandolfi: “La raccolta differenziata dei rifiuti: io speriamo che me la cavo!”

Tonnellate e tonnellate di materiali provenienti da abitazioni, garage e cantine che anziché essere portati alle “isole ecologiche"

Di:

Manfredonia. E’ noto anche a livello europeo che l’Italia produce una quantità enorme di rifiuti, oltre 100 milioni di tonnellate con una produzione individuale di circa 550 kg. Purtroppo la tipologia dei rifiuti è talmente varia da rendere necessaria una complessa classificazione che va dai rifiuti urbani pericolosi, a quelli speciali, dagli imballaggi ai metalli di vario tipo, dai medicinali e le batterie agli oli esausti, ai rifiuti provenienti dagli impianti industriali, ai macchinari obsoleti, agli scontrini fiscali e ai pannolini per neonati. Una lista lunghissima di sostanze e materiali quindi che devono necessariamente essere smaltiti. E per farlo si ricorre a vari metodi con vantaggi e svantaggi: accertata la inidoneità del metodo più semplice e rapido, la discarica, a causa della produzione di gas nocivi e di percolato, tenuto conto della complessità dei sistemi di incenerimento che a fronte di una produzione di energia rilasciano comunque fumi tossici non resta che la gestione differenziata dei rifiuti con il conseguente riciclo e recupero di materiali. Ma l’obiettivo fissato dal Decreto Ronchi (35%) è stato raggiunto negli anni passati solo dal Nord Italia con oltre il 40% di differenziata e da alcuni virtuosi comuni che con i rifiuti, addirittura ci guadagnano.

Al centro e al sud, nonostante gli sforzi, la situazione rimane molto difficile aggravata inoltre da una gestione truffaldina, dal mancato adeguamento delle strutture e da una “scarsa cultura” in merito al “problema rifiuti”. L’Unione Europea è intervenuta con una direttiva che impone a tutti gli stati membri la raccolta differenziata, ed anche Manfredonia si è dovuta adeguare. Ma a Manfredonia come al solito, quando si fanno le cose, bisognerà sperare che vada tutto per il meglio. Di questa problematica ne abbiamo parlato con Nunzio Giandolfi, segretario cittadino dei Cristiani Uniti, già assessore all’ambiente (2010-2011), e foriero di lamentele dei cittadini che hanno invaso il loro call center di Manfredonia.

Quali sono le sue perplessità in merito.
Purtroppo dobbiamo arrenderci all’evidenza e ammettere che siamo distanti anni luce dalla “cultura” della raccolta differenziata e del riciclo, e si chiede se non fosse stato il caso di continuare a prevedere fin dalle scuole elementari specifiche lezioni su come disfarsi dei rifiuti insegnando ai bambini la metodica della raccolta, cosa che il sottoscritto ha iniziato a fare nel mio breve periodo di reggenza dell’assessorato (vedi anche una brochure ideata e pubblicata) la quale sarebbe stata conveniente ristamparla ed inviarla ad ogni famiglia, e non assumendo dei “facilitatori”, come ha fatto l’ASE di Manfredonia, con non so quali criteri, affidandosi ad una azienda leader delle assunzioni a tempo, senza però fare un bando pubblico (forse a saperlo erano soltanto i “bene informati”). Comunque il problema della raccolta differenziata è esploso negli ultimi tempi, perché, alla fine degli anni ’50, la spazzatura veniva raccolta porta a porta dai netturbini (oggi operatori ecologici) che svuotavano i piccoli bidoni di latta che si aveva la cura di foderare con carta di giornale (le buste di plastica non esistevano).
Ogni famiglia “produceva” una quantità modestissima di rifiuti perché non si sprecava nulla ma soprattutto perché c’era poco o nulla da gettare.
Era quella una Italia lontana dal consumismo e povera: un paese con una modesta ricchezza ma forse con una maggiore educazione e senso civico.

Quando eri assessore all’ambiente, hai avuto a che fare con questa problematica?
La raccolta differenziata dei rifiuti ha fatto importanti passi in avanti, nonostante le difficoltà di alcune aree territoriali e le tante incertezze normative che circondano il settore, ma è una realtà che costa: è bene saperlo, soprattutto in una fase nella quale il lavorio sull’introduzione dei nuovi tributi prova a imporre per legge la copertura quasi integrale dei costi del servizio con le tasse locali versate dai cittadini.

Faccio un esempio, aumenterà la gestione complessiva dei veicoli di raccolta e quindi il consumo di carburante, come potrebbe aumentare il numero degli addetti alla raccolta, con una incidenza sulle dinamiche contrattuali; lo sviluppo della raccolta porta a porta com’è ovvio impegna una quantità più importante di personale. E da dati a livello nazionale, emerge che mettendo a confronto una tonnellata di rifiuti indifferenziati con una tonnellata di materiale gestito in modo differenziato: la seconda costa più del doppio. Ciò ha indotto cinque anni fa il sottoscritto e la p.a. a soprassedere e a trovare nuove strategie.

Ed allora secondo lei non dovremmo fare la differenziata?
La si deve fare per legge, ma adottando metodi iniziali che non incidano sulle tasche dei cittadini, come per esempio creare delle “isole ecologiche” e “punti ecologici” in zone specifiche di Manfredonia, dove con una tessera microcippata, si va a versare il rifiuto e si raccolgono dei punti per poi ottenere degli sconti sulla tasse. Ma il sistema che stanno adoperando potrebbe creare un impatto devastante, in cui la gente si tiene il pattume a casa, e poi lo va a gettare dove vuole, perché non possiamo sottacere, mio malgrado, che a Manfredonia vi è la pessima abitudine degli abitanti di disfarsi dei rifiuti ingombranti lasciandoli accanto ai cassonetti. Tonnellate e tonnellate di materiali provenienti da abitazioni, garage e cantine che anziché essere portati alle “isole ecologiche” e “punti ecologici” vengono nottetempo abbandonati sui marciapiedi. Ecco creiamo queste isole, invece di spendere soldi per personale ed iniziative a vuoto e che potrebbero essere inefficaci.

Per quanto sopra esposto, si rimane a disposizione di qualunque esponente dell’ASE per cercare di migliorare i servizi in questione nell’interesse della collettività tutta, ringraziando della opportunità dell’intervista. (nota stampa inviata a Stato Quotidiano.it; 20.03.2016)

(FORUM PER QUEST’ARTICOLO NON DISPONIBILE, SU RICHIESTA)



Vota questo articolo:
1

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This