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Ingegneria a Foggia, meno 11 giorni a chiusura corsi

Egregi Sindaco di Foggia, Presidente della Provincia, della Camera di Commercio, egregie associazioni degli imprenditori, siete nelle condizioni di prendere impegni “chiari e pluriennali”

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Foggia. Mancano 11 giorni. Tra meno di due settimane l’esperienza dei corsi di Ingegneria a Foggia sarà chiusa per sempre. Parliamo del Politecnico di Bari, per qualità riconosciuto al secondo posto il Italia e al 65mo posto tra le università di tutto il mondo. Corsi grazie ai quali hanno potuto studiare migliaia di foggiani e che vanta laureati con percentuali di occupazione altissime. Tra tredici giorni tutto questo potrebbe essere un ricordo. Chi è ancora iscritto sarà costretto a frequentare e sostenere esami a Bari, con tutto quello che significa in termini di costi da sostenere. Soprattutto in termini di impoverimento del territorio, perché Ingegneria resta il miglior investimento in capitale umano che si possa fare.

Da semplici studenti, alcuni di noi oggi laureati, abbiamo lanciato mesi fa la campagna #Polifò, per la riattivazione dei corsi di Ingegneria a Foggia. Abbiamo promosso raccolta di firme, organizzato banchetti, animato pagine social, spesso sottraendo tempo anche ai nostri studi, per il solo interesse collettivo. Abbiamo avuto accoglienza e ascolto nelle sedi istituzionali. Dichiarazioni di principio e sostegno incondizionato. Nell’ultima seduta di laurea a Foggia – che rischia di essere davvero l’ultima per i corsi di Ingegneria – abbiamo ascoltato il rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio, dichiarare che “siamo disponibili a continuare un impegno a Foggia, ma solo a fronte di un impegno delle istituzioni chiaro e pluriennale per sostenere un’eventuale riattivazione”. Un impegno assicurato in questi mesi dalla Regione Puglia, grazie al Presidente Emiliano e all’assessore Piemontese. Ebbene mancano undici giorni, e ora vorremmo che le dichiarazioni di rito e il politichese fosse messo definitivamente da parte. Abbiamo domande, dirette, alle quali vorremmo risposte chiare e definitive.

Egregio Rettore Di Sciascio, cosa intende quando parla di “impegno delle istituzioni chiaro e pluriennale?”. E’ possibile tradurre queste parole in una cifra, un impegno di speso, in strutture necessarie?

Egregi Sindaco di Foggia, Presidente della Provincia, della Camera di Commercio, egregie associazioni degli imprenditori, siete nelle condizioni di prendere impegni “chiari e pluriennali” affinché questa provincia non perda un’occasione così importante, e su quella possa cominciare – perché no – a costruire un futuro Politecnico di Foggia?

Egregio Presidente Emiliano, egregio Assessore Piemontese, quali impegni può assicurare la Regione Puglia, a partire dal farsi promotore di un tavolo dove faccia a faccia tutti i soggetti interessati possano parlarsi, confrontarsi, verificare la fattibilità di questa progetto di riattivazione dei corsi di Ingegneria a Foggia.

Non è più tempo delle parole ma dei fatti, degli impegni concreti. Chi ha a cuore il futuro di questa provincia, di questa città, chi ha interesse a investire – perché tale è, non spesa ma investimento – sull’alta formazione, è chiamato a dare un segnale ora, subito. Altrimenti avremo perso la nostra personale battaglia. Ma, credeteci, a perdere sarà soprattutto la Capitanata. Lasciando a noi l’amaro dubbio sul modo di guardare da parte delle istituzioni agli interessi e al futuro del nostro territorio.

Per contatti: Antonio Di Gregorio, 333.2769889



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Commenti


  • Zuzzurellone Sipontino

    Il male viene da lontano. Anni 80 del secolo scorso con una presenza all’ ITIS Leonardo da Vinci del Diploma di perito aereonautico, e lo stabilimento Aereitalia , già allora uno dei più grandi del Sud, la nostra INTELIGHENZIA, tutta ( imprenditori , politici, ecc.) cosa fa aprire : Giurisprudenza , economia e Commercio, Lettere. Ho detto tutto. 40 anni dopo a Grottaglie, con uno stabilimento Alenia , più piccolo di quello di Incoronata, l’Università di Bari cosa fà……. apre a Taranto Ingegneria Aereospaziale. Ci dimostri Emiliano che la nostra provincia non è più colonia interna del resto della Puglia, coi fatti.

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