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Ai dati tecnici si sono aggiunte le considerazioni del sindaco di Barletta, Pasquale Cascella

Zona Industriale di Barletta, dati su indagine ambientale

I dati di CNR ed ARPA sono pressoché sovrapponibili

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Bari. I tecnici di CNR ed ARPA hanno riferito in V Commissione i risultati del primo step dell’indagine ambientale avviata su un’ampia porzione della zona industriale di Barletta. Ai dati tecnici si sono aggiunte le considerazioni del sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, quelle dei rappresentanti della Provincia, dell’assessore all’ambiente Domenico Santorsola e l’annuncio dell’avvio di un progetto promosso dalla Asl BT per la redazione di un rapporto ambiente-salute. Il confronto tra tecnici e rappresentanti istituzionali è giunto a circa sei mesi di distanza dalla richiesta di verificare lo stato ambientale dell’area industriale di Barletta formulato al presidente della Commissione Filippo Caracciolo dall’amministrazione cittadina.

“Abbiamo prontamente allertato e coinvolto tutti gli attori più accreditati a fornire un contributo qualificato sullo stato di salute della zona industriale di Barletta – ha detto il presidente della Commissione Caracciolo. E’ stato sottoscritto un protocollo sui risultati scientifici che stanno progressivamente confluendo in un dossier che si arricchisce giorno dopo giorno. Lo scopo è individuare cause di inquinamento e responsabili, informare i cittadini sullo stato di salute ambientale dell’area industriale di Barletta con dati scientifici attendibili, credibili e certificati da fonti qualificate. E’ diritto della cittadinanza sapere e stiamo facendo in modo che il dossier tecnico sia completo ed esauriente, contenga tutti quegli elementi necessari a delineare un quadro della situazione utile anche all’amministrazione cittadina nelle scelte di carattere urbanistico che si appresta a compiere. CNR ed ARPA hanno indagato su una ampia porzione della zona industriale. Sono state utilizzate risorse finanziarie regionali, nel bilancio disponiamo di ulteriori somme, 100.000 euro per la precisione, che permetteranno di estendere la ricerca sull’intera area industriale e di rendere permanente il monitoraggio del territorio, di svolgere indagine scientifiche ancor più sofisticate ed approfondite”, ha concluso Caracciolo.

I dati di CNR ed ARPA sono pressoché sovrapponibili. Confermata, soprattutto a monte dell’area individuata e dove sono stati collocati 22 piezometri, una concentrazione più elevata della norma di sostanze inquinanti come cromo 6, solfati, nitrati e selenio. Per risalire all’azienda che ha disperso nell’elemento analizzato (l’acqua) le sostanze inquinanti, saranno approfondite le indagini, installati altri rilevatori ed il CNR utilizzerà tecniche innovative come quella biomolecolare le cui valutazioni consentono di mettere in relazione sostanze inquinanti con i processi produttivi, quindi di risalire con nessun margine di errore ai responsabili. In questo contesto si inserisce l’azione promossa dalla ASL BT che di qui a sei mesi fornirà i primi dati del rapporto ambiente-salute che conterà su un finanziamento di circa 100.000 euro. Sinergico e qualificato è stato definito dall’assessore regionale Santorsola il lavoro sino ad oggi svolto dai soggetti sottoscrittori del protocollo di indagine ambientale messo in moto da un finanziamento iniziale di 20.000 euro affidato alla Provincia dalla Regione. “Faremo la prossima verifica tra alcuni mesi – ha detto in conclusione il presidente della Commissione Filippo Caracciolo – avremo altri dati, un quadro ancora più definito, altri elementi di conoscenza si aggiungeranno a quelli di cui già oggi disponiamo”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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