"La candidatura di Franco Salcuni proprio non è andata giù ai fratelli Fusilli (e non solo)"

“La Primavera montanara”: candidature e sviluppi

"A meno di due mesi dalle comunali, aldilà delle numerose iniziative già intraprese da mesi della civica La città nuova, non uno straccio di programma, di intenti per la città"


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Monte Sant’Angelo, 20 aprile 2017. QUANDO arriva, lo fa spesso fragorosamente da queste parti. Basta un mattino di pieno sole e la sua luce pare risvegliare i sassi, le vallate, le chiese, persino i cuori di questa gente rimasta come aggrappata a queste rocce. L’inarrestabile era glaciale montanara ormai va oltre i freddi inverni e le interminabili giornate di pioggia, gelo ed oscurità. Il gelo è entrato nelle viscere di ciò che rimane di un popolo antico, fiero e legatissimo a questi luoghi.

Inevitabilità storica, malaffare e malgoverno, decadenza socio-culturale o nichilismo poco importa. Ciò che conta è costatare che, persino questa volta, la primavera ci sta traendo in inganno. Ci ingolosisce, ci inebria coi suoi profumi unici, ci fa sentire il fuoco dentro. Quasi ci convince che una terra così bella potrebbe avere la forza di rialzarsi, di riprendersi la dignità smarrita.

L’ora legale ha i minuti contati e con l’aumentare delle ore di luce tutto appare tristemente chiaro. Neppure un’occasione storica come questa pare scalfire le vecchie logiche, le solite manovre ed inciuci sotto banco. Neppure all’indomani di un commissariamento per infiltrazioni criminali si sta provando a bandire l’ipocrisia in nome di un’opportunità irripetibile: mettere la città nelle mani dei cittadini. A meno di due mesi dalle comunali, aldilà delle numerose iniziative già intraprese da mesi della civica La città nuova, non uno straccio di programma, di intenti per la città. Nulla di nulla.

Oltre al timido tentativo ad effetto dei locali 5stelle di una candidatura al femminile (benché priva d’esperienza e carisma, nonché di un solido apparato a sostegno) da registrare, nel sedicente centro-sinistra locale, solamente le lotte intestine al PD, tra paventate scissioni e contrapposizioni correntizie, referenti territoriali e regionali. Il partito democratico rivendica con forza la propria (presunta) egemonia in una fantomatica gioiosa macchina da guerra che però stenta fortemente a prendere forma.

Per di più, l’unico dialogo vitale da intraprendere (oltre a quello inesistente coi cittadini), quello con la civica La città nuova, continua a produrre solo uno sterile tira e molla sull’espressione della figura del Sindaco.

La candidatura di Franco Salcuni proprio non è andata giù ai fratelli Fusilli (e non solo), che dopo poco individuavano in Pier Paolo d’Arienzo il candidato Sindaco del PD. Dotato di indubbie capacità e un discreto consenso popolare, rimane tuttavia il segretario candidato sindaco bruciato esattamente 5 anni fa in favore di Andrea Ciliberti, allora sindaco uscente di una coalizione di centro-destra. Tant’è vero che lo stesso d’Arienzo da li a breve avrebbe abbandonato ogni incarico politico di partito.

La domanda è: può d’Arienzo fidarsi della stessa gente che ora gli propone la poltrona da primo cittadino?

In più c’è la bega di Giuseppe Totaro, consigliere uscente d’opposizione, dapprima incoraggiato e rassicurato dall’assessore regionale PD Raffaele Piemontese e al contempo lasciato in stand-by dai vari Vergura, Fusilli e Rignanese. Fino a rendere impercorribile per ristrettezza dei tempi le tanto invocate da Totaro primarie. “L’ hanno tirata per le lunghe perché tutti sapevano che le primarie mi avrebbero visto vincitore”, sostiene.

Cosa farà adesso Totaro?
Nulla da rilevare, poi, per le neo civiche (o per meglio dire civette) che o si sono limitate al solo comunicato costituente, o non si sono neppure dati né forma e né sostanza!
Ma l’apoteosi (e come poteva non essere così) la stanno raggiungendo gli ex amministratori, i facenti parte della giunta commissionata. Da mesi tessono trame ininterrottamente, fanno proposte indecenti a destra e manca per bocca dei più presentabili (così si definiscono). Di chi si candiderà non v’è certezza, e fin’ora nemmeno una sola parola ufficiale, neppure una riga, neppure trapelata.

Figuriamoci quindi programma, dialogo con la popolazione, spiegazioni!

Di certo si sa che si stanno stringendo attorno all’anziana figura di Donato Troiano che da ultra settantenne pare tra quelli più determinati e agguerriti, seppur in un totale, torbido riserbo. Eppure all’indomani del commissariamento era stato lo stesso Troiano (fresco di sentenza riabilitativa di secondo grado) a sdegnarsi tra i primi per i gravi fatti invocando rinnovamento ed un cambio di registro.

Ma si sa, solo gli stupidi non cambiano mai idea. Sarà capitato questo al chiacchieratissimo Troiano? La sensazione è quella che proprio non riescano a trovare il coraggio di tirar fuori la testa seppur fermi nel ribadire (parole del vice sindaco uscente Felice Scirpoli) che sono tutti tecnicamente candidabili poiché in attesa dell’ultima sentenza da parte del Consiglio di Stato su scioglimento e candidabilità. Persino il Sindaco Di Iasio. Leggi e pratiche democratiche rendono il tutto ineccepibile, certo. Ma questa gente dovrà pur aver a che fare per un attimo con la propria coscienza! Ed allora come potrà proporsi nuovamente, chissà quando, al governo della Città restando, a meno di due mesi dalle elezioni, mere figure ectoplasmiche?
Va bene che fino ad ora i programmi per la città “Sono sempre quelli” (asserisce tristemente più di un politico) e che i comizi in piazza sembrano appartenere ad un’altra epoca ma qui sembra non esserci proprio un limite all’indecenza

Dinanzi a questo panorama desolante, Morettiano nel continuarsi a farsi male senza dire neppure una cosa di sinistra da una parta e a dir poco kafkiana dall’altra. Il rischio è che una coda d’inverno ghiacci ogni accenno di fioritura e con esse le flebili speranze dell’ennesima, mendace, primavera montanara.

(A cura di Antonio Gabriele, Monte Sant’Angelo 20.04.2017)

“La Primavera montanara”: candidature e sviluppi ultima modifica: 2017-04-20T20:23:36+00:00 da Antonio Gabriele



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Commenti


  • osservatore esterno

    A me il tuo modo di esporre i fatti non piace, sei confusionario


  • Word and the Monte

    Un copia e incollare di notizie già pubblicate su altri giornali e siti, farciti da parole e sostantivi che nulla hanno a che fare con la politica, ma con un linguaggio filosoficamente green di casa a chi ha commissionato questo articolo. In questo modo tutti sanno scrivere notizie. Se questo è un editoriale?


  • Ciao ciao

    Concordo non si capisce un tubo…


  • L'orgoglio montanaro dov'è?

    Io credo fermamente che si dovrebbe andare a votare scarabbocchiare la scheda elettorale ed uscire tranquillamente dalle urne;
    è un’indecenza non avere nemmeno il coraggio di guardare i propri elettori negli occhi.
    Cmq sia sono 2 legislazioni, cioè 8 anni, che non c’è una giunta che porta a termine il suo mandato con è senza gelo… qua non serve una primavera ma un vero è proprio risorgimento dopo tanto MEDIOEVO…


  • Giuly

    Concordo in tutto, un quadro molto vero e desolante. La primavera montanara avviata dai commissari è purtroppo destinata a sfiorire quando il ceto politico locale riprenderà in mano le redini della città.


  • machedavero

    Deve avervi dato proprio fastidio l’articolo! Tutti esperti di giornalismo e di estetica voi si porta borse di chissà chi! C’è chi la pensa diversamente per fortuna ed i vostri commenti rimangono la sola vostra opinione. Perché non provate ad entrare nel merito?


  • Giuseppe

    Io credo che oggi a Monte solo il Commissario ha il consenso della gente, perché ha dimostrato che in poco più di un anno e mezzo ha fatto quello che gli altri non sono riusciti in dieci anni. Basta guardare al Galluccio, ai musei riaperti, alla casa di riposo che finalmente ora è gestita da professionisti e con la dovuta assistenza medica, al centro storico liberato dai pullman, la differenziata, gli appalti finalmente regolari ecc ecc.
    Alla fine si voterà ma non per consenso, ma solo perché i gruppi di potere hanno ciascuno i loro pacchetti di voti. Chi vincerà non dovrà credere di avere il consenso della gente.


  • Franco

    merito? ma de che!


  • Giuseppe A.

    Guardo con terrore a quando il commissariamento finirà e torneranno le vecchie facce da c…


  • Antonio

    Bisogna lasciare il Commissario altrimenti torna tutto come prima

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