Foggia
Difficoltà di riscossione, giudizi pendenti

Comune di Foggia: dissesto possibile se saltano gli obiettivi

La corte dei conti analizza le criticità finanziarie dell’ente

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Foggia, 20 aprile 2017. Primo semestre 2016, la Corte dei conti ha effettuato il monitoraggio della situazione finanziaria al Comune precisando: “Pur essendo previsto un arco di tempo fino a 10 anni per la realizzazione del riequilibrio finanziario, per garantire il buon esito della procedura occorre realizzare buona parte degli obiettivi già nella prima metà del periodo interessato”.

Nell’analisi finale il magistrato relatore Cosmo Sciancalepore scrive: “Si accerta il mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi, gravi criticità indicate in diritto ed una profonda incertezza e confusione contabile. Dichiara che il mancato recupero del divario finora maturato potrà determinare l’accertamento della presenza di un grave mancato rispetto degli obiettivi del piano di riequilibrio. Dispone che l’organo di revisione svolga in merito un’attenta attività di monitoraggio e vigilanza riferendo a questa sezione ogni aspetto rilevante a 30 giorni dalla trasmissione della presente” depositata in segreteria il 4 aprile 2017.

Come nelle relazioni del 2011 – quando i documenti della sezione contabile paventavano il “dissesto guidato”, mai partito per l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario nel 2013- la parola “dissesto” viene evocata verso la fine delle 34 pagine. Per dire che “la procedura di riequilibrio finanziario, nei casi in cui risulta doverosa la dichiarazione di dissesto, oltre ad avere un contenuto elusivo e dilatorio, risulta molto pericolosa per l’ente ed idonea ad occultare responsabilità di carattere personale”. Ma si aggiunge: “Gli scostamenti finora registrati rispetto agli obiettivi stabiliti si manifestano di entità tale da non poter completamente escludere un futuro recupero. Si ribadisce che la possibilità di riequilibrio finanziario potrebbe essere seriamente compromessa nel caso in cui emergano, come già emerso negli ultimi esercizi, nuove ingenti passività. Fondamentale importanza riveste, in questo quadro, il prossimo monitoraggio del secondo semestre 2016”. Questo è l’unico margine di “ottimismo” che emerge dalla relazione in cui si attestano le dichiarazioni del Comune, dei dirigenti, del collegio dei revisori fino alle conclusioni, per ora parziali.
Ma vediamo alcuni dettagli del quadro finanziario.

Massa debitoria e crediti di difficile esigibilità
Il piano di riequilibrio finanziario in esame, nella versione iniziale, prevedeva il ripiano in 10 anni di oltre 35 milioni di euro. Questo nel 2012. Nel corso di questi anni il disavanzo è raddoppiato e sfiora il 67 milioni. A cosa è dovuto? A una serie di crediti difficilmente esigibili. Circa i debiti fuori bilancio (33milioni di euro da riconoscere e finanziare in 10 anni) la relazione attende ulteriori lumi accogliendo gli appunti dell’ente in cui si spiega che molti di essi derivano per l’87% da sentenze esecutive del 2013 e solo per la restante percentuale sono riferite a contenziosi recenti. Il Comune ha fatto presente la difficoltà di ricostruire le varie vicende a causa della loro anzianità e carenze documentali, vicende già segnalate alla procura”. Che “prende atto” delle rassicurazioni dell’ente anche “sull’assorbimento delle massa passiva relativa ai debiti fuori bilancio più rapida del previsto”. Nella pagine successive darà comunque ulteriori delucidazioni su cosa possa passare in consiglio come “debito fuori bilancio” e cosa no, a proposito delle società partecipate, per esempio.

I debiti certi ed esigibili
Si aggiunge la mole dei debiti (di bilancio) certi, liquidi ed esigibili per i quali sono pervenute al comune centinaia di fatture negli anni 2015-2016. Viene citata la questione della fornitura di energia elettrica per cui l’ente è stato destinatario di due decreti ingiuntivi per un debito complessivo di 10 milioni e 600mila euro. Saldati finora 3milioni e 600mila euro mentre si sta monitorando la riconducibilità a se stessi, cioè al Comune, delle varie utenze interessate. Lunga è l’attività di ricognizione, argomentano da Bari, ingiuntivi i decreti: la corte esorta il collegio e definire quanto prima la questione e di essere aggiornata entro il 30 aprile.

Controversie con la curatela fallimentare e altre passività
Sono 18 milioni e 700 mila euro le c.d. passività pregresse da risanare in base al piano. Fra queste, oltre alle utenze con la curatela fallimentare di Amica (8 milioni e 700mila euro) e le utenze dell’energia elettrica, figurano i rapporti di locazione per emergenza abitativa (2 milioni e 300mila euro circa). Ma le considerazioni del magistrato si soffermano anche sull’atto di citazione trasmesso all’ente dalla curatela fallimentare di Amica per la condanna del comune di Foggia al pagamento di quasi 58 milioni di euro. “Tale contenzioso è stato avviato in quanto la parte attrice sostiene che il Comune, quale socio unico della società in house, sia responsabile per i danni cagionati all’integrità del patrimonio sociale nell’esercizio dei poteri di direzione. Considerato che il contenzioso ‘potenzialmente’ è da solo sufficiente a compromettere il buon esito del’intero piano di riequilibrio finanziario, l’organo di revisione dovrà fornire ulteriori aggiornamenti nel prossimo piano di monitoraggio”. Nel frattempo si incrina anche la capacità di cassa del Comune con il macigno della difficoltà di riscossione: “Un contributo decisivo alla carenza di liquidità dell’ente è stato dato certamente dal mancato recupero di entrate tributarie per circa 40milioni di euro relative alla gestione dell’ex concessionaria fallita”.

Società partecipate “ripianate” dal Comune
Quanti soldi può ottenere il Comune da Ataf se la situazione monitorata è critica? si chiede la Corte. “Nel corso del 2016 il Comune non solo non ha ricevuto il pagamento dei propri debiti (734 mila euro versati) ma ha provveduto a ripianare le perdite di esercizio del 2014 pari ad un terzo del capitale sociale (693mila euro circa). Segue la precisazione sulla “natura” del debito fuori bilancio relativa al ripiano delle perdite di Ataf che il Comune non ha riconosciuto come tale richiamando una deliberazione della sezione controllo Piemonte. Il collegio pugliese si richiama alla sezione controllo Liguria e distingue “tra operazioni di mero ripiano delle perdite e di ricostituzione del capitale sociale. Solo queste ultime possono essere oggetto di riconoscimento dei debiti fuori bilancio”.

Per quanto riguarda Amgas la sezione ha appreso che nel 2015 il Comune ha proceduto ad un finanziamento di 3 milioni di euro da rimborsare gradualmente fino 2019. “Le operazioni di finanziamento devono essere prudentemente valutate- annota il magistrato- laddove la società partecipata versi in condizioni critiche. L’ente deve fornire tutela a garanzia della restituzione del finanziamento. La decisione di erogarlo presuppone la disponibilità delle risorse necessarie al bilancio dell’ente e non appare normalmente consentita per gli enti che si trovino a loro volta in difficili condizioni finanziarie”.

Alienazioni patrimoniali
Dalla cessione di beni dell’ente il Comune aveva previsto un importo complessivo di 4milioni e 700mila euro, ne sono arrivati 1 milione e 660mila euro: “Risulta del tutto palese che la dismissione del patrimonio immobiliare senza conseguire il relativo prezzo, oltre ad esporre al rischio di danno erariale, non fornisce alcun rilevante contributo per il risanamento finanziario dell’ente”.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 20.04.2017)



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