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“Gli insetti del Parco del Gargano, una biodiversità tutta da scoprire”

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Foggia. Per gli amanti delle foreste, il Parco Nazionale del Gargano è un paradiso di quercete, pinete, faggete e boschi misti. Catturati dalla maestosità degli alberi, spesso non facciamo attenzione a quello che succede nel sottobosco, che letteralmente brulica di vita. Le foreste ospitano migliaia di specie animali a cui non si presta l’attenzione che meriterebbero: gli insetti. Tra questi, nel Parco Nazionale del Gargano abbondano i coleotteri, alcuni così importanti da esser sorvegliati dall’Europa che li ha inseriti nella lista degli animali da proteggere allegata alla “Direttiva Habitat” (disposizione della Comunità Europea il cui scopo è salvaguardare la biodiversità degli stati membri attraverso la conservazione degli habitat e delle specie).

I ricercatori del Life “MIPP” (Monitoring of Insects with Public Participation), progetto di tutela della biodiversità cofinanziato dall’Europa e coordinato dal Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare Carabinieri (ex Corpo Forestale), da anni studiano la distribuzione dei coleotteri Osmoderma eremita, Lucanus cervus, Cerambyx cerdo, Rosalia alpina e Morimus asper/funereus nel nostro paese, individuando le metodologie di monitoraggio più adatte per ciascuna specie. Le larve di questi insetti vivono nei boschi nutrendosi del legno morto e giocano un ruolo fondamentale nel garantire la buona salute di tutto l’ecosistema forestale. Purtroppo, nel Gargano come in altri boschi italiani, la loro esistenza è minacciata da pratiche di gestione che spesso prevedono la rimozione del legno morto o l’abbattimento degli alberi più vecchi, dove vivono gli esemplari adulti.

Per sensibilizzare i cittadini alla necessità di proteggere queste specie, i ricercatori del “MIPP” hanno organizzato in collaborazione con il Parco Nazionale del Gargano un seminario dal titolo “Fiuto per la Biodiversità: il cane Teseo, la scienza dei cittadini e altri nuovi metodi per monitorare gli insetti rari e protetti” che si terrà venerdì 21 aprile presso la Sala riunioni del Parco (Via Sant’Antonio Abate, 121 – Monte Sant’Angelo) a partire dalle ore 11.00. L’incontro è aperto ai cittadini, che hanno la possibilità di partecipare attivamente al progetto aiutando i ricercatori nella raccolta dati sulla presenza delle specie.

«Il “MIPP” è un progetto di citizen science: utilizzando l’applicazione “MIPP” per smartphone ognuno può segnalarci l’avvistamento di un coleottero e di altri insetti studiati dal progetto (la cavalletta Saga pedo e le farfalle Zerynthia polyxena/cassandra, Parnassius apollo e Lopinga achine) contribuendo alla conservazione della biodiversità dei nostri boschi – ha spiegato Marco A. Bologna, Professore Ordinario di Zoologia e Biologia della Conservazione dell’Università degli Studi Roma Tre e coordinatore di questa unità del progetto “MIPP” – Sino a oggi abbiamo ricevuto 1700 segnalazioni dai cittadini e dagli operatori delle aree protette, alcune proprio dai boschi del Parco Nazionale del Gargano. Tra queste ce ne sono 6 del coleottero Morimus asper/funereus, per lo più dall’Ufficio territoriale della Foresta Umbra dei Carabinieri per la biodiversità, e siamo certi che il seminario aiuterà a incrementare le segnalazioni in quest’area così ricca di entomofauna, dove sospettiamo ci sia anche la bellissima Rosalia alpina nelle foreste di faggio».

«Coinvolgere i cittadini e non solo gli entomologi – afferma il Presidente del l’Ente Parco del Gargano Stefano Pecorella – rappresenta un proficuo momento di condivisione che prelude alla pianificazione di iniziative per la tutela del territorio e la sicurezza ambientale. In questo modo ciascun segnalatore avrà contribuito alla protezione di queste specie di insetti così importanti per la conservazione della biodiversità e per gli equilibri delle foreste che le ospitano».

Un altro aspetto innovativo del progetto “MIPP” è la presenza di Teseo, un golden retriever addestrato al riconoscimento del particolare odore di frutta matura (dovuto a un feromone, una sostanza che le specie usano per trasmettere messaggi tra loro) emesso da una delle specie del progetto, Osmoderma eremita. Questo coleottero vive nascosto nelle cavità dei vecchi alberi ed è difficilmente avvistabile a occhio nudo. Teseo accompagna i ricercatori sul campo e, quando fiuta l’odore del coleottero, si ferma e abbaia. In questo modo segnala ai ricercatori la presenza dell’insetto in modo veloce ed efficace.



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Commenti


  • Tutelare la processionaria

    Anche la processionaria va tutelata come in tutto il resto di Italia. Dalla processionaria nascono le farfalle, solo qui in Puglia le vogliamo distruggere per ignoranza.

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