ManfredoniaMonte S. Angelo
A cura di Benedetto Monaco

Manfredonia, “Quali scenari lavorativi ecosostenibili nell’epoca post’industriale?”

Anche l’area industriale sulla strada di Foggia può divenire un interessante sito dove far sviluppare un polo di aziende farmaceutiche

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Manfredonia. Quanto segue è il frutto delle proposte che lo scrivente ha accennato nella sala consiliare delComune di Manfredonia, in occasione dell’indagine conoscitiva sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente della città sipontina. Così dopo la disamina di questioni rilevanti, in quanto aventi a cuore la questione della salute e dell’ambiente, chi scrive, nel dibattito che è seguito, ha accennato su due possibili scenari che possono aprirsi dopo l’epoca industriale: Uno è bonificare il sito Ex – enichem, con il florovivaismo, e l’altro può essere quello di favorire l’insediamento di un polo di ricerca medica e sportiva avanzata attorno a cui far sorgere un distretto industriale farmaceutico.

Partendo dalla prima prospettiva per poter riqualificare il territorio cercando di risanare i terreni inquinati e nel contempo trovare nuovi posti di lavoro è possibile coltivando i fiori. E’ risaputo che esistono piante specifiche che bio – accumulando i metalli pesanti con l’effetto desiderato di decontaminare aree compromesse ambientalmente. Infatti, alcuni tipi di piante quando sono trattate con sostanze dette chelanti, sostanze che servono sostanzialmente a rendere estraibili i metalli inquinanti. Infatti i chelanti agendo come pompe che lavorano ad energia solare, assorbono dal terreno e dall’acqua, oltre che i sali minerali necessari per la propria sopravivenza, anche elementi tossici, siano essi organici e/o minerali”. Si può così individuare un compromesso tra lavoro e salute? Non è difficile immaginare che, anche su spinta politica e sindacale, l’area del sito ex Enichem, possa divenire “una immensa serra” dove coltivare specie floreali. Inoltre, il clima mite del nostro golfo si presta bene alla crescita di tante piante floreali e di conseguenza a creare posti di lavoro, che di questi periodi valgono oro.

In questo modo chi vorrà fare un pensiero donando un fiore, avrà contribuito a dare nuove opportunità di lavoro e nel contempo a disinquinare il territorio, creando anche un importante indotto. Probabilmente oltre a chi ha il pollice verde, potrà inseristi chi sa di impiantistica, ed attività di supporto che competono la logistica ed i trasporti, dando un ulteriore senso al porto Industriale di Manfredonia. Inoltre, anche un industriale condividerà che siccome la materia di scarto dei fiorai e delle aziende florovivaistiche essendo una risorsa energetica, che può essere costituita da fiori sfioriti e piante ingiallite può dare adito a delle per lo meno a delle esenzioni. Es.: Chi svolge l’attività di fioraio potrà essere esente dalle tasse sui rifiuti? Probabilmente in loco, questi ed altri accorgimenti, potranno anche fare abbassare il prezzo dei fiori, facendo divenire l’invenduto una risorsa da termovalorizzare. Lo scenario da inferno dell’inceneritore non è sorto sostanzialmente per poter incenerire solo le biomasse? Cosa dire qualora questo scenario troverà applicazione? Avrebbe anche un nuovo senso il testo di Dalla, quando musicava il testo “Siamo Angeli” con le seguenti parole “… e rinasce un fiore sopra un fatto brutto …”.

A Manfredonia non sappiamo quanti angeli ci sono, di certo il nostro primo cittadino Angelo porta un nome promettente, che sia proprio lui ad interessarsi su questo nuovo scenario in grado di far divenire rinomato il nostro territorio come una Sanremo del Sud? Anche l’area industriale sulla strada di Foggia può divenire un interessante sito dove far sviluppare un polo di aziende farmaceutiche, magari guidato da un Istituto di Medicina e Scienza dello Sport. Per Fare anche questo speriamo di non dover attendere le Olimpiadi italiane, sull’esempio di quanto già accaduto nel 1963 più info cliccare qui .

(A cura di Benedetto Monaco – benedetto.monaco@gmail.com)



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