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"#‎Statesereni‬ perché i partiti sono avversari ed i cittadini li votano"

“A Zapponeta lo fanno strano”. Il parlamentare D’Ambrosio contro “l’agglomerato” di partiti

"Bisognava prendere in mano il destino di una piccola comunità e scegliere cittadini lontani da certe logiche"

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Foggia. “A Zapponeta piace farlo strano. Tutti insieme allegramente nella lista ‘CambiAmo Zapponeta. Tranquilli. #‎Statesereni‬ perché i partiti sono avversari ed i cittadini li votano. Pensando questo…scusate, corro a ridere in un angolo”. Il parlamentare del M5S Giuseppe D’Ambrosio, di Andria, posta queste parole sulla sua bacheca facebook e si scatena il pandemonio. Quasi 600 condivisioni, oltre 250 like, uno schieramento nei commenti fra chi lo sostiene ciecamente, chi lo critica perché “oggi guadagna tanto, ha la case e i portaborse”, e, addirittura, i candidati della lista avversaria che gli chiedono di andare a Zapponeta – 2400 abitanti, Comune in dissesto dal 2012 – dove la campagna elettorale è già al calor bianco. Per far cosa? Per sostenerli, naturalmente. D’Ambrosio si schernisce: “Non sostengo nessuno dei due”. Ma ha osato di più, ha modificato la foto della lista ‘CambiAmo Zapponeta’, un cuore su tondo bianco con nastro, ed ha allineato i nomi dei 4 partiti uniti: Ncd, Fi, Sel e Pd. In mezzo il viso del candidato sindaco D’Aloisio che sorride con leggera smorfia.

Il Comune in dissesto. Le liste a suo supporto si presentano in quaterna come “costituente per salvare il paese” – spiegano alcuni militanti- in grave difficoltà economica, con la capacità di cassa nulla se non per determinate spese, con il numero degli addetti alla tecnostruttura comunale a ranghi ridotti, 4 o 5, e alla fine di un periodo di instabilità che ha visto cadere un sindaco dopo 14 mesi, Domenico Rizzi (anche coordinatore di Sel) e il suo successore (Giovanni Riontino,ndr) sfiduciato dopo due anni e mezzo. Fra i firmatari delle dimissioni, il capo dell’opposizione Matteo Scommegna, oggi candidato sindaco nella lista ‘Liberi di Ri-cominciare’ dove R sta per Riontino, l’ultimo sindaco in carica.

“Quei simboli causa situazione attuale ”. Ma insomma, i quattro simboli insieme – per urgenze finanziarie, con la premessa che sono “tutti volti nuovi”, che si pensava ad un’unica lista per evitare cadute a ripetizione di sindaci al governo per poi cambiare idea- fanno dire a D’Ambrosio “ho svelato un cortocircuito imbarazzante”. E non si capacita: “Capisco le difficoltà amministrative ma proprio quei simboli sono la causa della situazione attuale. Bisognava prendere in mano il destino di una piccola comunità e scegliere cittadini lontani da certe logiche. Mi fido della loro capacità di rinnovamento quanto mi fido di Renzi, non voglio giudicare le persone che non conosco ma quando si proviene da logiche di partito, che in quella realtà come a Trinitapoli e San Ferdinando sono incancrenite, è bene tagliare ogni rapporto con i potentati, con le famiglie che spostano pacchetti di voti. Non è con una ‘cintura nera di catechismo’ che si superano i problemi”. Il riferimento alla “cintura” dipende dal fatto che D’Aloisio è molto impegnato nell’associazionismo cattolico.

“Tagliare con i potentati e pacchetti di voti”. I 5 stelle, in ogni caso, non saranno presenti in questa tornata elettorale: “Qualche persona in quella zona la conosco, non siamo noi che mettiamo il timbro sul territorio ma sono i cittadini che formano la lista e chiedono una certificazione. Come mai i cittadini di Zapponeta non si sono voluti legare ad un simbolo libero? Forse fa comodo un agglomerato del genere, se la politica arriva ad un certo punto è anche colpa nostra che lo permettiamo e che dobbiamo guardarci allo specchio. Sul fatto che avrei dei privilegi? Mi piacerebbe che anche loro si dimezzassero lo stipendio, che rinunciassero ai tanti rimborsi, io non viaggio in auto blu, non è più tempo di privilegi”. Intanto la stagione dei comizi a Zapponeta è ripresa, e a dire il vero non si è mai fermata vista l’instabilità di governo negli ultimi anni. I toni sono molto accesi, non c’è “costituente” che tenga.

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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Commenti


  • Puntualizzazione

    On. D’Ambrosio, dice di non voler giudicare persone che non conosce eppure lo sta facendo. Quei simboli a zapponeta non contano niente! Esistono solo perché qualcuno ama le etichette, ma in quanto a scelte politiche non ci sono differenze relative alle logiche di partito. Massimo le differenze sono gli interessi personali in campo! E le assicuro che questa è la logica trasversale a tante persone nel mio paese. Capisco che da rappresentante del M5S vedere queste ammucchiate con simboli di partito possa disturbare, ma le assicuro che i partiti da noi non contano un bel niente!
    Un elettore del M5S


  • Pasquino

    Onorevole, come fa a parlare uno che fa parte di un movimento governato da dittatori, l’articolo ha delle imprecisioni e, pertanto, prima di scrivere si informi. A Zapponeta non vige Montecitorio, ma le famiglie e non esiste ne politica e ne politici. Conta solamente la famiglia.


  • Pidocchi

    Privilegi a zapponeta?
    Stipendi?
    Rimborso spese?
    Ma dove vivete?
    Qui ci sono solo miseria e pidocchi.

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