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Recente un servizio de "Le Iene" sulla Blu whale

Follia “Blue Whale”, 13enne di Pescara “Sì, ho fatto il gioco”

La giovane "ha ammesso candidamente ai professori e ai compagni di classe quando mercoledì si è accasciata davanti a tutti, priva di forze"

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Ancona, 20 maggio 2017. UNA “sorta di gioco”? No, una follia. Una ragazzina di 13 anni di Pescara era arrivata “a un soffio dalla sua purificazione finale”, seguendo le regole della Blue whale (“balenottera azzurra” in inglese), “presunta moda di origine russa e collegata ai social media”. La ragazzina “aveva compiuto l’intero percorso delle cinquanta prove”. La 13enne aveva anche programmato il suicidio finale.

Come riportato in un articolo odierno del “Quotidiano.net, la giovane “ha ammesso candidamente ai professori e ai compagni di classe quando mercoledì si è accasciata davanti a tutti, priva di forze. L’hanno salvata le amiche che sapevano del suo stato di depressione profonda. Portata in ospedale a Pescara, ai medici del pronto soccorso lo ha detto ancora: «Colpa della Blue Whale»”. “La tredicenne era in uno stato di profonda prostrazione. Aveva i segni di tagli a un avambraccio.”

Recente un servizio de “Le Iene” sulla Blu whale.

SERVIZIO LE IENE – puntata 14 maggio 2017

La Polizia ci va comunque cauta: al momento non c’è stato un riconoscimento ufficiale del fenomeno in Italia.

BLUE WHALE (WIKIPEDIA), ”Il nome del gioco deriva dallo spiaggiamento dei cetacei che, lasciandosi andare a riva, trovano la morte”.

Secondo NetFamilyNet.org, che cita Georgi Apostolov del Centro Bulgaro per un Internet più sicuro, la storia del Blue Whale sarebbe una falsa notizia sensazionalista nata tra il novembre 2015 e il maggio del 2016 in Russia e recentemente ripresa sui media occidentali, tra cui tabloid scandalistici come The Daily Mail e The Sun. In Italia, con mesi di ritardo, è diventata di improvvisa attualità nel maggio del 2017.

L’ipotetico gioco sarebbe distribuito sotto forma di app, che però risulta introvabile a chi la cerca davvero per verificare la notizia.

L’ideatore del gioco sarebbe un russo, Philipp Budeikin, ex studente di psicologia (nato attorno al 1996) espulso dall’università ed arrestato a novembre 2016, anche se tra il 15 e il 16 maggio 2017 vari quotidiani italiani hanno dato la notizia come se fosse appena avvenuta. Budeikin ha dichiarato di non ritenersi pentito, oltre che di aver creato il gioco per spingere all’uccisione persone che giudicava indegne di vivere. A lui sarebbero riconducibili le morti di 16 ragazze.

Sulla stampa tale numero appare solitamente assai gonfiato e si dice che la moda, iniziata nel 2013 con un gruppo del social network russo VKontakte detto F57, avrebbe ucciso 130 o secondo altri più di 150 adolescenti, ma in realtà finora non è stato identificato alcun suicidio con collegamenti concreti al gioco. Al fenomeno, la trasmissione televisiva italiana Le Iene ha dedicato un servizio il 14 maggio 2017, raccogliendo le testimonianze di due matri di ragazze suicide per cause non accertate, del responsabile di un’associazione russa si assistenza all’infanzia e del compagno di classe di un ragazzo livornese uccisosi di recente[8], per il quale gli inquirenti hanno già il 7 marzo escluso che il gioco possa essere la causa del suicidio.

Questo fenomeno ha dato spazio a teorie del complotto, alcune delle quali affermano che sia una campagna gestita ed organizzata da nazionalisti ucraini”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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Commenti


  • Michele

    Le cause del fenomeno sono la crisi profonda (con le dovute eccezioni) delle fondamentali istituzioni educative: la famiglia in primis, poi la scuola e le parrocchie.
    Riguardo alle parrocchie, si vedono sempre meno giovani e adolescenti.
    Una società, la nostra, vuota e sempre più orientata al piacere (nel senso negativo del termine) e dominata da una cultura di morte…

  • follia allo stato puro!! l’inventore deve marcire in galera sernza pieta’!! questo stupido gioco va bloccato in tutti i modi!!!


  • Dino

    Ragazzi è una moda stupida che ha conseguenze pesanti, per chi lo pratica, per i genitori e amici che ne soffriranno per la tutta la vita. Non è un gioco, ma una stupida follia che fa sorridere malati di mente che l’hanno inventata. Parlate con i genitori e amici per cancellare questa stupita follia.

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