La farmacia italiana dalla liberalizzazione alle multinazionali

L'incontro tra l'ex Ministro della Salute professor Ferruccio Fazio e il Ministro della Salute, il professor Renato Balduzzi (17.11.2011 - archivio)
Le proposte al tavolo erano semplici: aumento consistente del numero di farmacie, maggiore possibilità da parte dei giovani di concorrere per l’acquisizione, assegnazione di tutti farmaci a pagamento (la Fascia C) ai farmacisti titolari di parafarmacia. Risultato: possibilità di risparmio sulla spesa farmaceutica, aumento del numero di posti di lavori, maggiore capillarità di farmacie, plauso corale delle associazioni di consumatori. Gli effetti della più controversa “liberalizzazione” è storia: prima un gruppo di parlamentari titolari di farmacia, guidati dal presidente dell’ordine dei farmacisti della Regione Puglia, il senatore Luigi D´Ambrosio Lettieri coordinatore Pdl Bari, hanno “ammazzato” alle 4 di notte il decreto legge sulla fascia C (articolo 11) già firmato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, riducendolo a un ridicolo “delisting”. Quest’ultimo, introdotto di recente, ha portato come farmaci da banco (e quindi vendibili anche in parafarmacia) solo alcune specialità di scarsissima richiesta. Giusto per non scontentare qualcuno.
Le altre beffe si stanno consumando in questi giorni, ora che l’onda mediatica delle “liberalizzazioni”, tanto annunciate e mai realizzate, è scemata drasticamente. Il Governo ha portato un disegno di legge che azzererebbe il limite di 40 anni per i laureati di farmacia per concorrere all’assegnazione di sedi farmaceutiche sommando i loro titoli. Se passasse si ridurrebbero praticante a zero le già scarse possibilità per i giovani di vincere un concorso per soli titoli. Un provvedimento pensato per rinforzare ulteriormente la Casta.
Di recente, inoltre, il ministro della Salute Renato Balduzzi ha pensato bene di fare tabula rasa della pianta organica delle farmacie, proponendo di annullare i parametri territoriali che regolano la distanza da una farmacia ad un altra, permettendo di fatto a una farmacia di spostarsi in una zona a un altra in base alla redditività.
In questi giorni si è registrato anche un avvicinamento da parte del presidente della Fofi (Federazione Ordine Farmacisti Italiani) Andrea Mandelli e il presidente del Coordinamento delle parafarmacie, Giuseppe Scioscia che a Quotidiano Sanità.it ha spiegato che: “I provvedimenti del Governo sembrano avere il solo obiettivo di distruggere la farmacia” e “affidare la distribuzione dei medicinali a grandi compagnie”. “L’annunciato decreto correttivo -sostiene Scioscia- che dovrebbe eliminare il vincolo dei 200 metri tra un esercizio e l’altro, hanno finito per dare vita a un sistema selvaggio che anziché creare una sana concorrenza, metteranno farmacie e parafarmacie le une contro le altre per la sopravvivenza. Di fatto questo provocherà il fallimento di numerose farmacie e parafarmacie, aprendo la strada alla grande distribuzione organizzata”. Da qui l’appello a Fofi e Federfarma: “Mettiamo da parte vetusti pregiudizi e resistenze e lottiamo insieme”.
Nel frattempo i Tar di Lombardia e Calabria si sono pronunciati a favore della dispensazione della fascia C da parte dei farmacisti in parafarmacia e si attende a breve le sentenze definitive della Corte di Giustizia e della Corte Costituzionale. Probabilmente la fine dei monopoli di casta verrà sancita dell’Unione Europea e non da parlamentari italiani in conflitto d’interesse.
n.marchitelli@statoquotidiano.it







5 Commenti
gia in grecia si era liebralizzatp di brutto,col risultato che alla prima crisi i cittadini si so0n ritrovati senza medicine…………………vogliam riprovar l’eprienza?bene,,,,,,,,,,,,,andiam avanti
siete dei figli di bagascia………….stalin al vostro cospetto era meno censuratore…..sperim che cancro vi colga
E’ ora di cambiare… Come si dice, quando si tira troppo la corda, questa si spezza!!!
ma che ci incastra le liberalizzazioni con il fatto che non si trovano le medicine in grecia ?!? le medicine in grecia non vengono più dispensate solo perchè il governo non ha i soldi e non paga le ditte farmaceutiche da quel dì….con il conseguente risultato che i farmacisti stessi sono in grosse difficoltà economiche e i pazienti non trovano le medicine. Anche in italia lo stato/regioni hanno tempi di pagamento lunghissimi e di liberalizzazioni non ce ne sono state. E poi basta con queste caste che mandano il paese a rotoli……..speriamo veramente che liberalizzino il settore e che ogni farmacista possa svolgere la sua professione scegliendo liberamente se essere dipedendente o aprire una farmacia propria!!!
La questione è molto delicata, ed è la gente come voi che senza conoscere il settore spara a zero sciocchezze senza un fondamento farmacoeconomico che rovina l’italia. Paese dei mille professori e dei milioni di allenatori della nazionale di calcio.
Chiacchere da bar, solo questo colgo da questo articolo e relativi commenti…