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Personale ATA: arriva proroga contratti a tempo determinato

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19 giugno 2014. Nell’ambito della seduta ordinaria dell’Assemblea Generale, la CRUI ha incontrato il Ministro Giannini, che ha illustrato ai Rettori alcuni degli interventi previsti per l’Università nei i prossimi mesi.

I principali punti toccati dal Ministro:
– Semplificazione e delegificazione per favorire l’azione degli Atenei nelle rispettive autonomie.
– Un nuovo sistema di ripartizione delle risorse, basato sui costi standard e sulla premialità, che tenga conto anche delle variabili territoriali e preveda percorsi per gli atenei in difficoltà.

– Margini più ampi di autonomia alle Università con migliori indicatori di sostenibilità economica.
– Una rivisitazione del meccanismo dell’assegnazione dei punti-organico che consenta una programmazione certa ed equilibrata del reclutamento con maggiore flessibilità per il reclutamento dei ricercatori a tempo determinato.

– Una revisione dell’abilitazione nazionale che la renda più semplice, più regolare e più vicina alle competenze delle aree disciplinari tecnico-scientifiche, da un lato, e umanistico-sociali, dall’altro.

– La necessità di un piano straordinario per l’assunzione di giovani ricercatori.
– Il rilancio dei dottorati, con particolare riguardo per i dottorati industriali al fine di incentivare il trasferimento alle imprese delle high skills accademiche.

– L’avvio di una nuova fase per i test di accesso alle discipline medico-sanitarie per la quale valutare insieme alla CRUI forme e modalità diverse da quelle attuali.

“Abbiamo apprezzato l’intervento del Ministro Giannini – ha dichiarato Stefano Paleari, Presidente della CRUI, al termine dell’incontro – che sottolinea l’intenzione del Governo di
affrontare alcuni dei nodi vitali per il sistema universitario italiano. In particolare quello dei giovani. Le Università conferiscono circa 10.000 titoli di dottore di ricerca l’anno – pochi nel confronto europeo – e, dati del 2013, riescono ad assumerne appena 700. Un dramma a cui è necessario porre rimedio subito.

Resta tuttavia, dobbiamo dircelo con trasparenza e sincerità, la ferita delle politiche finanziarie fin qui intraprese. Il rilancio
dell’Università è elemento fondamentale per avviare la ripresa. In quest’ottica il taglio di altri 170 milioni previsto per il 2015 rischia di far naufragare anche le migliori intenzioni del Governo sull’Università”.

Redazione Stato



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