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Il tratto costeggia la strada lungomare che da Rodi Garganico porta a S.Menaio (Vico del Gargano)

Dopo il nubifragio, riapre tratta ferroviaria Rodi-Peschici Calenella

I danni più ingenti si registrarono all'altezza del km 13+500, circa 200 metri massicciata risultano danneggiati così come nei pressi della fermata “Guardiola”

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Foggia – Riapre la tratta ferroviaria Rodi Garganico-Peschici Calenella chiusa dal settembre scorso a causa dell’alluvione che flagellò il Gargano Nord. Lo rende noto la Direzione di Esercizio delle Ferrovie del Gargano: ultimati i lavori di manutenzione straordinaria, da domani la circolazione tornerà alla normalità a dieci mesi dall’evento meteo che provocò ingenti danni a divrsi Comuni della zona.

La ripaertutra della linea ferrata ricongiungerà i due tratti del promontorio mettendo la parola “fine” ai disagi che hanno coinvolto personale e, soprattutto, viaggiatori. «I lavori di ripristino della ferrovia – commenta Daniela Giannetta, direttore di esercizio delle Ferrovie del Gargano – sono stati condizionati dalla ricostruzione di tre ponti di cui il più importante quello in località “Mulino di mare” sul torrente “Asciatizzo”. Contestualmente si è intervenuti per la pulizia della sede ferroviaria e delle opere idrauliche da fango e detriti e quindi, a seguire, alla ricostruzione del binario e degli impianti di protezione dei passaggi a livello. Imponente è stato l’impegno economico e di risorse umane delle Ferrovie del Gargano e della società controllata “Lavori Ferroviari2».

Il tratto, come si ricorderà, costeggia la strada lungomare che da Rodi Garganico porta a S.Menaio (Vico del Gargano), spazzato via dalle piene dei canali e dalle mareggiate provocatE dai nubifragi dello scorso settembre, quando l’intero comprensorio fu costretto a fronteggiare un’autentica emergenza per via del dissesto del territorio che trascinò fango e pietre ma che erose anche la massicciata su cui corrono i binari. «La attivazione della tratta a mare – conclude Giannetta – è stato il nostro obiettivo prioritario considerata la vocazione turistica del Gargano. Già da diversi anni stiamo proponendo un servizio più efficace ed efficiente che ci conforta nei dati di traffico costantemente crescenti. Treni nuovi, stazioni presenziate con servizio di 118, vigilanza, infomobilita’, esercizio notturno costituiscono un valore aggiunto all’economia del territorio. Il completamento della variante di Apricena e l’attuazione del modello treno tram da Ischitella a Peschici città sarà la spinta decisiva per portare il Gargano in Europa. Riconfermare il treno tram notturno, perché il nostro territorio, ad alta vocazione turistica, possa trarre vantaggi, così come il completamento della variante ferroviaria che consentirà tempi di percorrenza più competitivi».

Soddisfazione in casa delle Ferrovie del Gargano. «Mi viene offerta la possibilità di ringraziare le maestranze e i tecnici della Direzione di Esercizio – sottolinea il direttore generale Vincenzo Germano -, il cui pervicace impegno riafferma con forza l’ormai pluridecennale connubio tra le Ferrovie del Gargano e il territorio attraversato dai suoi binari. Per molti anni, la ferrovia ha rappresentato l’unica reale possibilità per le genti garganiche di sottrarsi all’isolamento cui la morfologia dei luoghi le aveva destinate. Sui binari sono transitate persone e merci contribuendo all’emancipazione socio-economica di quei territori.

Con il tempo la “mission” della “Garganica” è andata modificandosi di concerto con la valorizzazione turistica delle bellezze naturalistiche di cui tutto il Promontorio è ricco. Le Ferrovie del Gargano vogliono pienamente ‘essere infrastruttura’, ponendosi a servizio del territorio per il crescente sviluppo di un turismo ecosostenibile, fermamente convinte che tale scelta imprenditoriale sia l’unica realmente perseguibile. In tale desiderio devono essere inquadrati l’istituzione di nuovi servizi ferroviari, l’impiego di veicoli sempre più confortevoli e performanti e la volontà di reperire le necessarie risorse per l’introduzione di tecnologie innovative, quale quella del treno-tram, che ancor di più risultano confacenti alla mutata domanda di mobilità».

I danni più ingenti si registrarono all’altezza del km 13+500, circa 200 metri massicciata risultano danneggiati così come nei pressi della fermata “Guardiola”, poco prima della località “S.Barbara”. Due le frane che interessarono la stazione di Rodi Garganico, mentre nella Baia di Calenelle sulla linea ferrata si riversò un vero e proprio fiume di fango che ricoprì binari in prossimità del passaggio a livello che conduce al’omonima spiaggia.

Redazione Stato



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Commenti

  • Casta politica non previene rischio idrico, idraulico e idrogeologico derivante da cambiamento del clima.
    E nessun amministratore paga il prezzo della propria negligenza ed incompetenza.
    Siamo in idaglia e questi sono gli idagliani.

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