Manfredonia
"Nella fase tumultuosa non tutti riescono a mantenere la percezione del loro ruolo genitoriale"

La separazione attraverso gli occhi dei nostri figli

"L’amore è l’arma migliore da mettere in campo per far 'funzionare' una separazione"

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Quando in una famiglia i genitori decidono di separarsi, tutto il nucleo familiare viene fortemente coinvolto, sia sul versante organizzativo che emotivo. Le crisi di coppia possono coinvolgere un figlio ancora prima della separazione avvenuta. Hanno, infatti, prospettive peggiori quei figli che da lungo tempo stavano sperimentando il cattivo funzionamento dei genitori, soprattutto, se c’erano esplosioni di grida, reazioni violente, aggressioni fisiche.

Nella fase tumultuosa non tutti riescono a mantenere la percezione del loro ruolo genitoriale e, infatti, accade spesso che i bambini vengano triangolati nella conflittualità. Questo accade non per disamore nei confronti dei figli, ma, perché l’evento separazione coinvolge le persone in modo talmente intenso che queste non colgono la ferita che può colpire i bambini.

La separazione, in molti casi, rappresenta, nella sua drammaticità, un evento auspicabile ai fini di una maggior serenità ed è, quindi, da considerare un evento coerente quando è la conclusione più razionale che si accompagna alla presa di coscienza che le cose non andavano.
L’evento separazione presuppone la riorganizzazione della famiglia in due nuclei separati e un riadattamento dei figli. Esaminiamo cosa accade nel sottosistema genitori-bambino. La perdita percepita dai bambini, della coppia genitoriale, è una delle cause principali della loro sofferenza. L’allontanamento da casa, di uno dei due genitori, costituisce, forse, l’evento più traumatico per il figlio che avrà reazioni diverse in rapporto all’età, al sesso, al livello di maturità, al ruolo occupato nella famiglia e al livello di preparazione emotiva avuto in precedenza.

Nell’infanzia, spesso, si verificano manifestazioni di timore, ansia, depressione, fantasie magiche di ricomposizione della famiglia e l’angoscia di rimanere soli. Si può generare instabilità, irritabilità, aggressività, disagi e somatizzazioni. Una delle reazioni più frequenti è la negazione e la rabbia.

In preadolescenza (9-12 anni) si hanno comunque vissuti di perdita, sofferenza con componenti depressive o dominanza di fantasie di riconciliazione dei genitori. In questi bambini possono comparire reazioni compensative, come enuresi notturna o l’ iperfagia oppure l’inizio di rituali ossessivi. Possono presentarsi anche disturbi come cefalee persistenti, gastriti o asma bronchiale, definiti anche psicosomatici.
In adolescenza spesso i comportamenti, anche leggermente trasgressivi del ragazzo o della ragazza, vengono ridefiniti. In questa fase la percezione della svolta è spesso molto traumatica perché difficilmente dispongono di una percezione positiva della famiglia dal momento che, la maggior parte, ha avuto una partecipazione, anche durata anni, alla discordia tra i genitori.

Rispetto al bambino piccolo, difficilmente l’adolescente subirà lo shock improvviso della separazione dei genitori anche se, sul piano clinico, si possono osservare reazioni più o meno acute all’evento, come il rifiuto di vedere il padre o la madre; in alcuni casi si riscontra l’avvio di comportamenti devianti o atteggiamenti provocatori, come le fughe da casa.
C’è da dire però che l’incidenza di disturbi importanti e persistenti, nei figli di separati, è bassa e si verifica, soprattutto, quando vi è una problematica irrisolta a carico della coppia che si è “separata male”.

La terapia di coppia o la mediazione familiare, a seconda dei casi, possono essere utili e funzionali proprio ad una “buona separazione” dei coniugi affinché non siano i figli a pagare le conseguenze di una mancata o cattiva separazione e per poter continuare a garantir loro un adeguato sostegno emotivo. E’ importante incoraggiare i figli a manifestare le proprie emozioni, a rielaborare l’evento in modo consapevole, ad eliminare eventuali sensi di colpa, mediante l’ascolto ed il contenimento emotivo. Inoltre, è necessario rassicurarli sul fatto che papà e mamma continueranno a prendersi cura di loro, anche se separatamente e con dei cambiamenti nell’organizzazione di vita.

L’amore è l’arma migliore da mettere in campo per far ‘funzionare’ una separazione..dopo tutto si smette di essere coniugi, ma mai genitori dei propri figli.

(A cura della Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale –
Dott.ssa Libera Gatta
)



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