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Una zona estesa per 3870 ettari, patrimonio ambientale e luogo di accoglienza per numerosa fauna, a cominciare dal fenicottero rosa

“La zona umida di Trinitapoli affascina i giornalisti”

I giornalisti e travelblogger hanno apprezzato l’impegno dell’amministrazione comunale nel puntare alla valorizzazione della zona umida e nell’intenzione di programmare nuovi interventi per incrementare la coscienza ambientalista dei cittadini

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Una zona estesa per 3870 ettari, patrimonio ambientale e luogo di accoglienza per numerosa fauna, a cominciare dal fenicottero rosa.

Questa è la zona umida di Trinitapoli che la Casa di Ramsar sta gestendo e valorizzando, attraverso il suo Centro di Educazione Ambientale. Un caseggiato che ospita una esposizione museale, una sala verde multimediale, usata anche per convegni e corsi di formazione e che fa da checkpoint prima di ricevere il via libera per inoltrarsi, senza pagare pedaggio, nella zona umida e raggiungere una delle tante torrette di avvistamento che sembrano sentinelle silenziose a guardia dell’ecosistema territoriale.

L’area gestita da Casa Ramsar, immersa nel Parco Naturale di Trinitapoli, realizzato a poca distanza dal centro abitato, è la porta di accesso alla zona umida delle Saline, e rappresenta una storia di riscatto ambientale, inteso come dell’azione di recupero di un’area degradata, ora sito di importanza comunitaria (SIC) e zona di protezione speciale (ZPS), secondo le direttive Habitat e Uccelli. La storia di recupero ambientale nasce oltre 20 anni fa, ed è una storia di successo, perché non solo è stata recuperata al suo originario stato, ma è diventata anche un parco a fruizione dei cittadini di Trinitapoli. Quindi una bonifica dei terreni, ma anche una bonifica della qualità della vita, tanto da meritare nel 2008 il premio per “La città per il verde”.

Il parco è così diventata un’area di pregio naturalistico, “i cui terreni salsi e paludosi ospitano una grande varietà di flora e di fauna”. Il Parco è anche “impreziosito da un laghetto con canali di collegamento” che hanno una duplice finalità: raccogliere le acque meteoriche e arricchire l’habitat della zona, “facendo da richiamo a molte specie di uccelli, osservabili dalle comode torrette di avvistamento”. Senza considerare che la zona è attraversata da una delle principali rotte migratorie che collegano l’Europa e all’Africa, tanto che in anni passati si sono registrate la presenza di oltre 200 specie di uccelli migratori che percorrono “le autostrade del cielo”, trovando nella zona umida di Trinitapoli un punto di ristoro ecologico che ha pochi esempi nella penisola italiana.

La zona umida e la casa di Ramsar sono stati al centro della visita dei giornalisti, provenienti da più parti d’Italia e redattori di testate nazionali ed estere, che hanno partecipato all’edumotional tour “Il futuro del passato”, realizzato dall’amministrazione comunale di Trinitapoli, in collaborazione con l’associaizone Inchiostro da Gustare, e finanziato dalla Regione Puglia, con fondi P.O.FESR 2014-2020 Attrattori culturali, naturali e culturali ASSE VI – Azione 6.8.

Dal 16 al 19 giugno i giornalisti hanno visitato i luoghi più significativi della storia della città di Trinitapoli, facendo tappa anche nella zona umida, che è considerata il biglietto verde di un territorio in passato non molto attento a tutelare e valorizzare il suo patrimonio ambientale.

I giornalisti e travelblogger hanno apprezzato l’impegno dell’amministrazione comunale nel puntare alla valorizzazione della zona umida e nell’intenzione di programmare nuovi interventi per incrementare la coscienza ambientalista dei cittadini. È una sfida non facile, ma fondamentale per regalare alle future generazioni un territorio più a misura d’uomo e sempre più verde.

(nota stampa)



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