Cronaca

Dati su acque contaminate: e un tenente di Potenza perde il lavoro


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Il Tenente Giuseppe Di Bello

Il Tenente Giuseppe Di Bello (image from Facebook)

Foggia – PUNITO per aver fatto (semplicemente) il proprio dovere: denunciare un reato. Il tenente della polizia provinciale di Potenza, Giuseppe Di Bello, è stato sospeso dal servizio professionale, da circa 2 mesi, per aver divulgato i dati sulla contaminazione delle acque degli invasi principali della Basilicata. Dati sconvolgenti che coinvolgono anche le regioni limitrofe, prima fra tutte la Puglia, che si approvvigiona dell’acqua degli invasi lucani. E’ questa l’accusa sollevata dai deputati radicali Zamparutti, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Maurizio Turco (e dallo stesso tenente della polizia), tramite un’interrogazione indirizzata al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministro della salute.

ANALISI BIOCHIMICHE RIFERITE AD ACQUE INVASI DI CAMASTRA E MONTE COTUGNO – “E’ sempre più acuta nell’opinione pubblica -recita l’interrogazione a risposta scritta 4-07738 presentata alla Camera dall’On. Elisabetta Zamparutti lo scorso mercoledì 23 giugno 2010- la coscienza dei gravi rischi di compromissione della salute, in relazione alla qualità delle acque nella regione Basilicata”. Le analisi bio-chimiche riferite alle acque degli invasi lucani di Camastra, Monte Cotugno (Senise) e Pertusillo (quest’ultimo ubicato in prossimità dei pozzi petroliferi dell’Alta Val d’Agri e del Centro Oli di Viggiano), documentano che l’inquinamento delle acque destinate ad uso potabile per le regioni Basilicata e Puglia è dovuto ad inquinanti biologici, quali i coliformi (totali e fecali), gli streptococchi e le salmonelle, ed in parte ad inquinamento chimico da sostanze come il bario ed il boro.

I PRELIEVI – A seguito delle analisi dell’ARPAB, è stata redatta una informativa della polizia provinciale di Potenza e, al fine di verificare l’attendibilità dei dati, il 21 gennaio 2010 venivano eseguiti, su iniziativa di Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani, dei prelievi di campioni di acque sugli stessi invasi, allo scopo di farli analizzare presso un altro centro di analisi ubicato fuori regione.

DAI RISULTATI: “PEGGIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLE ACQUE” – I risultati delle analisi documentavano un peggioramento della qualità delle stesse acque, nonostante il 21 gennaio 2010, gli invasi fossero pressoché colmi, e pertanto ci si aspettasse una maggiore diluizione dei contaminanti. Si evidenziava invece, una forte contaminazione da coliformi, streptococchi fecali ed escherichia coli, ad avviso degli interroganti con probabili responsabilità di Acquedotto lucano, consorzi di bonifica e comuni che scaricano i propri reflui nei corsi d’acqua, senza effettuare un’adeguata depurazione o senza effettuarla affatto. “E’ stata inoltre registrata la presenza – spiega ancora il documento firmato dai deputati radicali- di altre sostanze chimiche tossiche, come il bario, che potrebbero ricondursi ad un inquinamento delle acque ad opera dei fanghi usati per la trivellazione dei pozzi petroliferi”.

LA PROBABILE SOSPENSIONE PER LA TRASMISSIONE DEI DATI – Ed è proprio a seguito a seguito della diffusioni di tali dati che sarebbe stato sospeso dal servizio l’ufficiale di polizia giudiziaria tenente Giuseppe Di Bello, accusato di aver trasmesso i dati delle analisi delle acque destinate alla fornitura di acqua potabile e di aver fatto assistere il segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti , ai prelievi delle acque eseguiti il 21 gennaio 2010. “Da sottolineare -sostengono i deputati radicali firmatari- che il tenente Di Bello aveva consegnato quei dati in piena legittimità, trattandosi di analisi di acque potabili destinate ad uso umano; i portatori di interessi diffusi risultavano avere, infatti, pieno titolo e diritto di ricevere copia di tali dati”

LA MORIA DI PESCI NELLE ACQUE DELL’INVASO DEL PERTUSILLO – In questi giorni l’opinione pubblica è stata allertata sull’attuale peggioramento delle acque dell’invaso del Pertusillo, caratterizzate dalla moria di migliaia di pesci a causa della presenza dell’alga cornuta vegetale, che si sviluppa proprio in presenza di inquinamento diffuso, e fatto ancor più inquietante il sindaco di Potenza in data 27 maggio 2010, ha emesso l’ordinanza 21/2010/prot. 794/2010 che vieta – al fine di salvaguardare la salute pubblica – l’uso di acqua potabile in contrada Valle Paradiso, ricompresa nella più vasta contrada di Gallitello, a causa di probante inquinamento chimico della rete idrica.

DI BELLO: “SE NECESSARIO ANDRO’ FINO ALLA CORTE EUROPEA” – “Mi ha sospeso la Procura della Repubblica di Potenza, -spiega il tenente Giuseppe Di Bello in un intervista a sito Il Tulipano.it-, riguardo a quest’aspetto posso solo dire che procederò fino alla Corte Europea se sarà necessario, hanno adottato un provvedimento nei confronti di un pubblico ufficiale che pur tra 1000 difficoltà ha cercato di informare contemporaneamente sia l’autorità giudiziaria perché facesse quanto in suo potere per evitare il peggioramento di una situazione di inquinamento e sia i cittadini attraverso l’informazione ai portatori di interessi diffusi (presidenti di associazioni e segretari di Partiti politici) in ossequio alla convenzione di Aahrus, dell’Unione Europea e condivisa con ratifica del parlamento italiano, così come hanno fatto altri Stati membri.”

LE PROCEDURE D’INFRAZIONE DELLA UE – L’Unione europea ha da tempo aperto una procedura d’infrazione per il mancato trattamento delle acque reflue in ben 525 comuni italiani con oltre 15mila abitanti. Tale inadeguatezza del sistema di depurazione, a parere dei deputati del partito Radicale, è gravissima perché mette a rischio la salute pubblica, in quanto si tratta di impianti destinati alla produzione di acqua potabile.

“Indagare su un omicidio ed indagare su un inquinamento non è la stessa cosa – afferma Di Bello-, nel caso dell’inquinamento la legge impone la conoscenza non il segreto chi vuole tenere le analisi chiuse nei cassetti senza offesa a nessuno dovrebbe ricevere degli aggiornamenti professionali”.

IL GRUPPO SU FACEBOOK – DI BELLO DA MESI SENZA STIPENDIO – Da qualche giorno è nato anche un gruppo sul social network Facebook a difesa del tenente di polizia lucano. “Ha scoperto che finti agricoltori lucani intascavano milioni di euro di fondi europei – spiega nella descrizione del gruppo- e che nei terreni dell’ex Liquichimica di Tito, alle porte di Potenza, c’erano tonnellate di veleni. Ha segnalato alla Procura potentina l’esistenza di strane società che avevano fiutato l’affare del ponte attrezzato. Ha sequestrato discariche abusive, multato cacciatori di frodo e indagato su un clan della camorra che cercava di mettere le mani su appalti per bonifiche ambientali. Poi, forse, ha messo il naso dove non doveva. E l’hanno sospeso dal posto di lavoro. Da un paio di mesi è senza stipendio. Il tenente della Polizia provinciale di Potenza Giuseppe Di Bello per un po’ non potrà fare l’investigatore scomodo”.

Dati su acque contaminate: e un tenente di Potenza perde il lavoro ultima modifica: 2010-07-20T08:08:32+00:00 da Agostino del Vecchio



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Commenti


  • Antonio Farinaccio

    Giuseppe di bello sei grande un eroe lo stato che difendi ti ha tradito non merita il tuo lavoro, onesta. Sono dei sciagalli parlano di dovere ma non pensano altro he a arricchirsi.
    Antonio

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