Foggia
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Ripristino asfalti a Foggia, tutti i nostri dubbi

"Per colmare le nostre distrazioni pensiamo che sia doveroso che il Servizio Lavori Pubblici renda pubblica la documentazione raccolta durante i sopraluoghi effettuati durante i lavori"

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Foggia. E dopo avere sventrato le strade della città per ammodernare la rete fognaria e idrica partono i lavori per il ripristino degli asfalti e affiorano i dubbi. Abbiamo osservato come sono stati eseguiti i riempitivi degli scavi e spesso non abbiamo notato, sicuramente per distrazione nostra, i contenitori d’acqua che doveva essere utilizzata per costipare gli strati di stabilizzato in strati non superiori ai trenta centimetri come spesso non ci siamo resi conto dei centimetri di asfalto di fondo, l’asfalto tipo binder, che deve ricoprire lo stabilizzato e fare da legante tra la breccia e l’asfalto superficiale, ossia il “tappetino d’usura”. Se manca il binder la strada non avrà vita lunga.

Per colmare le nostre distrazioni pensiamo che sia doveroso che il Servizio Lavori Pubblici renda pubblica la documentazione raccolta durante i sopraluoghi effettuati durante i lavori delle aziende che svolgono i lavori a nome e per conto di AqP. I controlli sull’esecuzione dei lavori sono espressamente previsti nelle “autorizzazioni alla manomissione del suolo pubblico” e servono per assicurare alla città che viene preservato il patrimonio stradale e la sua durata nel tempo per evitare che, come spesso è successo, dopo pochi anni dal rifacimento delle strade si riformino le buche stradali, odiosa eredità dei pessimi lavori di ripristino fatti negli anni passati.

Controlli che sono indispensabili viste le fidejussioni presentate all’Amministrazione Comunale, fidejussioni che garantiscono i lavori effettuati per conto di AqP sulla rete idrica e fognaria, fidejussioni che difficilmente si possono incassare in seguito a contestazione per i lavori di ripristino. Almeno questo è quello che capiamo leggendo le copie delle fidejussioni che ci sono state consegnate. Entrando nel merito dei ripristini in corso su via Matteotti,salta subito agli occhi che in alcune parti, grattato lo strato di binder messo a protezione dello scavo, riappare lo stabilizzato segno che in quei punti qualcosa non è andato bene. Se poi proviamo a guardare i marciapiedi sfregiati dai lavori sulle condotte ci rendiamo conto che non basta rifare la strada ma chi ha operato deve rifare anche i marciapiedi.

Ancora più inquietante è la situazione nei quartieri settecenteschi dove sono state rimosse anche parte dei marciapiedi e delle chianche che disegnano i bordi delle strade. Sono pietre secolari di grande valore economico e storico, pietre che non devono andare perse ma rimesse al loro posto dopo aver rifatto a mestiere le strade. Anche qui abbiamo qualche perplessità sulla consistenza dello strato di binder che in qualche strada non siamo ancora riusciti a vedere nonostante i lavori sulle condotte siano finiti da tempo. La sensazione è che, almeno per i quartieri settecenteschi, si sia persa l’occasione per ridare alle strade il vecchio splendore riportando alla luce la pavimentazione in pietra evitando di rimettere l’asfalto che ha dimostrato la sua breve durata a confronto delle secolari strade in pietra. Che cosa impedisce rifare le strade “com’erano”?

Non siamo ottimisti, a differenza dell’Amministrazione Comunale, perché abbiamo potuto constatare la precarietà di certi lavori di ripristino fatti cominciando dalla buca ricoperta in via Pepe, passando per gli sgretolamenti rappezzati in via Calvanese, per finire, e sono solo degli esempi, allo sbriciolamento dell’asfalto sotto le ruote delle auto in manovra su via Fraccacreta dove abbiamo anche segnalato l’assenza di binder in corrispondenza di alcune parti dello scavo. Della “qualità” dei ripristini se ne è reso conto anche l’assessore ai LL. PP. quando insieme abbiamo preso visione dei cedimenti in via La Torre, cedimenti ricoperti con altri strati di asfalto. Come dire la pezza sopra la pezza. Quando avremo notizia, e documentazione scritta, delle contestazioni fatte ad AqP per la precarietà dei ripristini?

Se Foggia non ride Troia dovrebbe piangere perché, in questo comune,i lavori di ripristino appena finiti dalle aziende che operano per AqP stanno dando già segni di cedimento e la differenza tra quanto avviene tra Troia e Foggia da la misura di quanto siano importanti le proteste dei cittadini e la continua azione di sorveglianza sull’operato dell’Amministrazione Comunale.

Foggia 20 luglio 2016 Vincenzo Rizzi Consigliere Comunale A.L.
Marcello Sciagura Consigliere Comunale IDV
Giorgio Cislaghiper Alternativa Libera Foggia

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