Manfredonia

Documentazione antimafia: definite due norme di delega

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Entrata Camera di Commercio di Foggia (image from Italianews.it)

Una circolare del Ministero dell’Interno chiarisce che la legge 136/2010 stabilisce l’obbligo di prevedere una clausola espressa per i contratti sottoscritti dal 7 settembre.


Foggia – STABILITE due norme di delega rispettivamente per l’adozione del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e per la modifica e l’integrazione della disciplina delle certificazioni antimafia. Vale a dire la documentazione antimafia richiesta per la stipula di contratti pubblici o per ottenere concessioni o erogazioni pubbliche. Sono le principali novità della legge 10 agosto 2010 n. 136 ( La normativa) pubblicata sulla Gazzetta ufficiale serie generale n. 196 del 23 agosto 2010, ed entrata in vigore lo scorso 7 settembre.

La legge, inoltre, estende gli accertamenti fiscali nei confronti di soggetti sottoposti a misure di prevenzione o condannati per taluni reati, prevede la costituzione di coordinamenti interforze provinciali presso le direzioni distrettuali antimafia ed introduce disposizioni puntuali per prevenire infiltrazioni nei pubblici appalti.

OBBLIGO UTILIZZO CONTI CORRENTI PER LE PUBBLICHE COMMESSE – In particolare, l’articolo 3, per consentire la tracciabilità dei flussi finanziari e prevenire infiltrazioni di tipo criminale, obbliga gli operatori economici coinvolti in appalti pubblici e i soggetti destinatari di finanziamenti pubblici (appaltatori, subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese a qualsiasi titolo interessate a lavori, a servizi e forniture pubbliche nonché i concessionari di finanziamenti pubblici anche europei) ad utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati alle pubbliche commesse. Le movimentazioni finanziarie di qualsiasi importo, quindi, devono essere eseguite con mezzi di pagamento che ne consentano, in ogni caso, la tracciabilità; per questo i pagamenti devono essere effettuati unicamente tramite bonifico, bancario o postale, per qualunque importo. Prevista una deroga soltanto per le spese giornaliere di importo inferiore o uguale a 500 euro, fermo restando il divieto di impiego del contante. I pagamenti devono obbligatoriamente riportare il Codice Unico di Progetto (CUP) assegnato all’intervento.

La stessa norma prevede ancora l’obbligo per la stazione appaltante, a pena di nullità assoluta, di inserire nei contratti sottoscritti con gli appaltatori relativi a lavori, servizi e forniture pubbliche un’apposita clausola con la quale essi assumono gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari ai sensi della legge 136/2010. Il contratto deve essere munito, inoltre, di una clausola risolutiva espressa, che deve essere attivata in tutti i casi in cui le transazioni sono state eseguite senza avvalersi di banche e Poste s.p.a.. L’appaltatore, il subappaltatore o il subcontraente che ha notizia dell’inadempimento della propria controparte agli obblighi di tracciabilità finanziaria deve procedere alla immediata risoluzione del contratto.

Il Ministero dell’Interno, per sciogliere alcuni dubbi interpretativi sull’applicabilità dell’articolo 3, ha predisposto la circolare n. 13001/118/Gab ( La circolare) in cui chiarisce che la norma si applica ai soli contratti stipulati successivamente alla data di entrata in vigore della legge e non riguarda i rapporti già in essere, visto che laddove il legislatore ha ritenuto di estenderne l’applicazione anche a questi ultimi, lo ha sancito espressamente. I Comuni, pertanto, in quanto amministrazioni pubbliche interessate dall’applicazione della legge 136/2010, dovranno adeguarsi a tali disposizioni per i contratti stipulati a partire dal 7 settembre 2010, a pena di nullità.

Redazione Stato



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