Manfredonia

Gatta:”Piano di rientro, documentazione del fallimento di Vendola”

Di:

G.Gatta attacca piano di rientro sanitario Puglia

G.Gatta attacca piano di rientro sanitario Puglia

Manfredonia – “BASTA scorrere il lunghissimo elenco dei tagli compresi nel “Piano di rientro” dell’Assessore Pelillo, che il Consiglio Regionale esaminerà in questi giorni ( I commissione. Sì al ddl a copertura perdite del servizio sanitario e ( I tagli nell’Asl di Foggia), per constatare la prematura rottamazione di tutte le mistificazioni elettorali di Vendola e compagni”, ha detto in una nota il Consigliere Regionale PDL Giandiego Gatta, che ha aggiunto: “si va dal colpo di grazia alla grande dimenticata della politica vendoliana, che è l’Agricoltura, le cui voci di Bilancio sono letteralmente azzerate e falcidiate mentre continua a languire il più tardivo ed inadempiente Piano di Sviluppo Rurale d’Italia, al sostanziale smantellamento delle politiche sociali della Regione, con particolare accanimento nei confronti dei soggetti più deboli come i disabili, passando per la vanificazione del diritto allo studio ed allo sport e del sistema della cooperazione”.

C’è anche la risposta implicita alla mia interrogazione sulle scuole materne private, con la conferma dei tagli che rischiano di soffocarle una volta per tutte. Se a ciò si aggiungono – dice Gatta – i 18 Ospedali ed i 2200 posti letto che l’assessore Fiore si è impegnato ad eliminare, pena l’impossibilità a breve di pagare gli stipendi a medici ed infermieri, e se si considera che da mesi la Regione non paga più nessuno e che anche Vendola riconosce che stiamo per restituire alla UE un miliardo di euro che non è stato capace di spendere, il quadro degli effetti reali del governo-Vendola si colora delle tinte fosche della tragedia sociale e si comprende perché il nostro Governatore non vede l’ora di fuggire dalla Puglia”.

“Se poi si pensa che di tutto ciò Vendola ed il suo Assessore al Bilancio si sono addirittura vantati, rivendicando la scelta di violare reiteratamente il “patto di stabilità”, che ha ridotto la Regione Puglia- unica in Italia- in queste condizioni, non si può non concludere che prima se ne vanno e meglio è. Certo è che non possiamo più affidare i conti regionali a chi ha clamorosamente dimostrato di non saperli governare. Almeno Pelillo, insieme a questo genocidio sociale dovuto alla sua imprevidenza, avrebbe dovuto avere la dignità di presentare le proprie dimissioni”, conclude il consigliere regionale del Pdl.

Negro: “Sistema equo solo con partenze omogenee” – Intervento del capogruppo dell’UDC-Partito della Nazione in Consiglio regionale, Salvatore Negro, sui costi standard in sanità.“Quella del Piano di rientro sanitario è solo la prima delle sfide che la classe politica meridionale (soprattutto quella che ha maggiori responsabilità di Governo) dovrà affrontare da qui ai prossimi mesi. In particolare altre due sono le questioni di particolare importanza ed essenziali per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia e della nostra Regione: la revisione delle regole del Patto di Stabilità e i “costi standard” in sanità. Su quest’ultimo punto, va evidenziato che l’applicazione della metodologia del “costo standard”, potrebbe essere un sistema equo solo in presenza di condizioni di partenza omogenee.
A questo proposito si deve realisticamente ammettere che le regioni italiane presentano una estrema eterogeneità dei fattori di produzione”.
Un esempio: la Puglia, con numero di abitanti pari alla Emilia Romagna e con analoga distribuzione percentuale di posti letto ospedalieri, dispone di circa 5.000 infermieri in meno rispetto a quella Regione. E’ evidente che questa condizione di squilibrio inficerebbe una assegnazione standardizzata di risorse: quale dovrebbe essere infatti la dotazione appropriata di personale infermieristico sulla base della quale definire il costo standard delle prestazioni? Quale, ad esempio, dovrebbe essere il costo standard, o sarebbe meglio dire il costo equo, della assistenza domiciliare per una Regione come la Puglia che non ha un numero sufficiente di infermieri, è costretta dal piano di rientro a non sostituire chi va in pensione e non può neanche “internalizzare” gli Operatori delle ditte esterne che da oltre 10 anni assicurano tale particolare servizio ai cittadini?”.


Secondo Negro, è prevedibile allo stato attuale che “neanche la ulteriore contrazione dei posti letto fino alla percentuale estrema del 3 per mille, contenuta nel piano di rientro, potrà consentire realisticamente di ottenere una mobilizzazione di personale infermieristico sufficiente a garantire le esigenze di assistenza sul territorio”.

Redazione Stato



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi