Politica

Foggia, iniziata la verifica. L’ira di Lambresa: “Offeso mio ruolo politico”

Di:

Gianni Mongelli, alla prova del fuoco (St)

Foggia – SE verifica deve essere, allora che verifica sia. I giochi per il rimpasto a Palazzo di Città hanno preso il via ieri. Al centro, tutto l’operato di due anni di amministrazione di Gianni Mongelli e la possibilità, soprattuto, di andare avanti con la stessa compagine fin qui nelle stanze dei bottoni. Molti i mugugni, tanti i dissaporti. La squadra della “Foggia capitale”, quella allestita per far grande la città dauna, si è squagliata come neve al sole. Ciò, malgrado i grandi numeri di Mongelli nella votazione del bilancio di lunedì scorso. Numeri facilmente truccabili d’altronde, determinati in larga misura dalla gola dei partiti di giocare un ruolo da protagonisti nella fase “due”, quella della ricostruzione dalle grandi macerie.

Ieri, l’impatto non è stato dei più soft. In seduta con Mongelli, malgrado l’assenza della Lambresa, si sono accomodati tutti i partiti che compongono la maggioranza. Ognuno con le proprie avances ed i propri diktat. Abboccamenti per la verità già innescati dal giorno del voto in consiglio. Socialisti e “lambresini” (Laccetti e Leone) non accetteranno ulteriori mortificazioni. Anche se devono fare i conti con la voce grossa del Partito Democratico. La compagine di Paolo Campo, certa del potere dei numeri, trama nell’ombra. L’aspirazione è il Bilancio. Delega che, al momento, è nelle capienti mani del primo cittadino. E piddina sinora, è anche la casella della Cultura. Peppino D’Urso, a lungo in odor di assessorato, cede il testimone virtuale alla fedelissima Rita Amatore, presidentessa di Capitanata Futura (l’associazione vicina al consigliere) e responsabile immigrazione delle Acli.

Si muovono con cura anche Moderati e Popolari (ma per Sottile e De Vito è più certo un incarico di sottogoverno), Sinistra ecologia e Libertà e Socialismo Dauno. Tutti con Mongelli in sede di voto e tutti fermi dinanzi alla porta del sindaco con il cappello in mano, pronti a decifrare le strategie dell’Ingegnere e, nel caso, allestire la reazione. Al momento, comunque, sembra allontanarsi l’ipotesi di azzeramento. Consiglieri, assessori ed addetti ai lavori la escludono a prescindere. Ma le dichiarazioni sono flebili dimostrazioni di realtà in prassi di stress politico. Ed allora, non resta che attendere lo svolgersi dei colloqui. Mongelli ha promesso di ascoltare tutti, dai partiti alle associazioni e i movimenti prima di dare una risposta polico-amministrativa definitiva. Già domani, ad esempio, sarà la volta del Prc di Giorgio Cislaghi, senza dimenticare che, sulla testa del primo cittadino, pende con pericolo estremo anche la spada Terrevoli, pronta a contare la percentuale femminiile in Giunta.

Oggi, intanto, il primo cittadino ha incontrato la grande delusa, Lucia Lambresa. L’intento, quello di convincerla a rimanere in squadra. Tuttavia, la mancata convocazione della ex (?) vicesindaco alla riunione di maggioranza di ieri ha lasciato morti sul campo. Lucia è furiosa. E, a questo punto, difficile pensare ad un suo facile rientro. In ingresso nella sala sindacale, la sua faccia era tutta un programma. Quella di Mongelli, un monumento alla tensione. Certo, la nota diffusa in serata dallo staff dell’ex pasionaria missina, lascia intendere che la quadra è ben donde da venire. Si tratta di una lettera (aperta) indirizzata ai consiglieri eletti nella sua civica (ed oggi alla ricerca di un autore) e allo stesso sindaco.

Missiva dura, durissima, sin dall’attacco. “Caro sindaco, Ti manifesto il mio disappunto per la mancata convocazione alla riunione di maggioranza che hai tenuto lunedì 18 u.s. con i referenti politici e le rappresentanze consiliari”. Lucia non le manda a dire e sottolinea l’incoerenza di Mongelli. “Nel mentre ricevo la tua lettera con la quale manifesti la tua “ferma volontà” di respingere le mie “dimissioni da vicesindaco”, gesto che apprezzo umanamente e politicamente, rilevo una contraddizione palese, ancorchè offensiva del mio ruolo politico, che nonostante le ultime vicissitudini, non è venuto meno”. Il ruolo d’allusione è quello di testa d’ariete della formazione di “Noi Sud”. Ma la Lambresa è dura soprattutto nei confronti dei due eletti con la sua civica. “Il mio credito nei tuoi confronti e la stima che ripongo in te ancora oggi, mi fanno ritenere, a parziale giustificazione del tuo comportamento, che sei stato tratto in errore dai due consiglieri comunali, i quali avrebbero dovuto assicurarsi della mia presenza alla riunione quale condizione della loro partecipazione, e pertanto non puntualizzo che non hai inteso informarmi e invitarmi neanche durante le conversazioni telefoniche con me intercorse mentre eri intento a coordinare la detta riunione”. E continua: “Ai consiglieri, infatti, ho ritenuto di inviare la presente per conoscenza per rammentare, e questo vale per tua memoria, che sono il responsabile politico del movimento per il quale sono stato il candidato sindaco e con il quale, con una stretta di mano ci siamo presentati alla Città (senza simboli di partito) al ballottaggio, vincendo le elezioni e consentendo la loro elezione, nonchè il segretario prov.le e vicesegretario reg.le di Io Sud, partito al quale sono iscritti anche loro”.

Precisa dunque che “i consiglieri Laccetti e Leone da tempo hanno deciso di interrompere ogni rapporto politico con il movimento e con il Partito, e in conseguenza di ciò non concordano il loro comportamento in Amministrazione con chicchessia”. E ancora: “E’ appena ovvio che, in attesa che ponendo fine alla ambiguità della loro posizione e alla ridda di voci che li collocano ora di qua ora di là, decidano di dichiararsi, possono partecipare a tutte le riunioni che riterrai di convocare, ma non sono sicuramente rappresentativi nè tantomeno delegati a rappresentare il consenso elettorale della lista “Lucia Lambresa Sindaco” pari al 3,50 % – 2994 voti (di cui rappresentano solo una minima parte) al quale va aggiunto il consenso riconosciuto al candidato sindaco pari a 3491 voti pari al 4%”.

Ma l’ex vicesindaco, tuttavia, chiede rispetto per il “mio ruolo politico di responsabile (di Io Sud, ndR), a meno che l’incidente di lunedì non sia tale, ma sia la scelta di disegnare una maggioranza diversa”. ma parla come da minoranza ormai la Lambresa, ponendo infine al sindaco le stesse identiche domande avanzate, nel corso del Consiglio di lunedì, da Paolo Agostinacchio: “qual è la maggioranza che amministra la città? Dopo il “caso” bilancio 2011, è ancora valido il percorso che abbiamo sottoscritto con gli elettori? Hai optato per una maggioranza consiliare, che comunque è effetto di quel risultato elettorale? La risposta, comprendi bene, è indispensabile per la prosecuzione, senza sgambetti e nebulosità, dell’esperienza amministrativa così come l’avevamo delineata nel giugno 2009″



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • Anonimo

    E’ PROBABILE CHE LUCIA LAMBRESA SOTTO L’ASPETTO POLITICO AMMINISTRATIVO ABBIA BUONE RAGIONI PER DISSENTIRE, MA ESSENDO LEI STESSA UNA CHE HA VISUTO E CONTINUA A VIVERE IN UN PARTITO DOVREBBE ESSERE PIU’ PORTATA A FAR VALERE LE RAGIONI DEL SUO DISSENSO MOTIVANDOLE, NON SOLO IN UN CONTESTO COMUNALE MA PORTANDO IL SUO PENSIERO ANCHE ALL’ESTERNO ” TRATTANDOSI DI UN PENSIERO POLITICO” NON E’ CENSURABILE , IL CITTADINO E’ SEMPRE ATTENTO ALLE VICENDE COMUNALI. A NULLA VALE CREARE UNA CONFLITTUALITA’ CHE PUO’ PENALIZZARTI, E POI IN POLITICA MAI, MAI LE DIMISSIONI CI SONO SEMPRE ALTRI CHE POSSONO SOSTITUIRTI ,IN SENSO GENERALE SPECIALMENTE OGGI CHE L’ITALIA VIVE DI UNA SUFFICIENTE PER NON DIRE BASSA CULTURA POLITICA . LUCIANO GIANCASPERO FOGGIA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi