Manfredonia

Determine dirigenziali, Comune: “occorrerà risolvere problema della privacy”

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Le indicazioni riportate all'interno di una delle determine dirigenziali del Comune (St - albopretorio, archivio)

PRECISAZIONE dell’Ente Comunale in seguito alle numerose richieste, nonchè mozione di alcuni consiglieri comunali per l’accessibilità integrale delle determine dirigenziali. Una richiesta in merito era stata volta anche al Prefetto di Foggia dr.ssa Luisa Latella.

IL TESTO. Il Comune di Manfredonia nel suo sito informatico istituzionale www.comune.manfredonia.fg.it, nel link “Atti e Servizi”, ha evidenziato i servizi “Bandi e Appalti”, “Albo Pretorio on line”, “le Delibere”, nei quali confluiscono tutti gli atti e i provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale con obbligo di pubblicazione.

La pubblicazione sul sito internet è conseguente alla modifica dell’articolo 124 del d.lgs.vo 267/2000 che prevedeva la
pubblicità in forma cartacea nell’albo pretorio della sede comunale.
Dal primo gennaio 2011 tale procedura è stata sostituita dalla pubblicazione sul sito istituzionale fermo restando il termine di 15 giorni consecutivi o di altri termini
secondo le disposizioni di legge. “Cliccando su quei link si possono avere tutte le informazioni che si desiderano in tempo reale”.

“Per quanto riguarda in particolare le Determinazioni dirigenziali, cioè gli atti emessi dal dirigente del settore di riferimento, all’attualità non c’è una legge o un dispositivo equipollente, che stabilisca in maniera chiara e testuale, che debbano essere o non essere pubblicate. Di modo che le varie amministrazioni pubbliche si comportano in maniera del tutto autonomo“.

“Il Comune di Manfredonia che da tempo ha attivato, come innanzi chiarito, un servizio di pubblicità e trasparenza degli atti amministrativi, ha affrontato su sollecitazione dal sindaco Angelo Riccardi, anche questo particolare aspetto della questione con l’intento di completare il panorama informativo sugli atti amministrativi del Comune pubblicando anche le Determinazioni dirigenziali per esteso”.

Parte relativa testo Decreto Sviluppo (DECRETO-LEGGE 22 giugno 2012, n. 83 – Misure urgenti per la crescita del Paese - st@)

“Su input dello stesso sindaco, gli uffici preposti sin da giugno scorso hanno aperto un fascicolo dedicato allo studio delle procedure da adottare per assicurare la forma migliore e più efficace di estendere l’informazione anche per quanto concerne le Determinazioni dirigenziali nella loro stesura ampia dal momento che quella sintetica, viene evidenziato, è già presente sul sito del Comune”.

“Il lavoro di progettazione amministrativa e tecnica anche di questi atti, è a buon punto. Oltre che l’approntamento della specifica piattaforma informatica, occorrerà risolvere il problema della privacy, vale a dire della tutela dei dati personali delle persone richiamate negli atti. Tanto è vero che il nuovo Decreto sviluppo prevede che dal primo gennaio 2013, la sola pubblicazione degli atti dei pagamenti sopra i mille euro e non nella loro integrità. La pubblicazione avrà una fase sperimentale per poi passare, una volta messa a punto la procedura informatica e i relativi aspetti tecnici, al normale espletamento del servizio”, scrive l’Ente.

Si ricorda che sono diversi i comuni italiani che pubblicano integralmente le determine dirigenziali. Di seguito quanto disposto dal Decreto Sviluppo approvato dal Governo il 15.06.2012.

FOCUS
Cosa dice il Decreto Sviluppo, approvato dal Governo in data 15 giugno 2012″

MeC: soddisfatti per indicazioni Prefetto su determine

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    Norme e Tributi > Enti locali e PA
    Dirigenti: decisioni da pubblicare online

    Gli enti locali sono tenuti a pubblicare le determine, cioè le decisioni dei dirigenti, sull’albo pretorio online. A chiudere l’incertezza sull’esistenza o no dell’obbligo è il decreto legge sviluppo, approvato il 15 giugno dal Consiglio dei ministri.
    Il provvedimento, infatti, punta sulla trasparenza nei rapporti economici tra Pa, imprese e cittadini e introduce una disposizione (dal titolo significativo «amministrazione aperta») che prevede la pubblicità obbligatoria su internet delle spese superiori a 1.000 euro: sovvenzioni, contributi, sussidi e compensi per servizi, incarichi e consulenze. La pubblicazione costituirebbe condizione legale di efficacia del titolo legittimante le concessioni e delle attribuzioni, vale a dire compensi per prestazioni, appalti, contributi, sussidi eccetera.
    La norma ha ricadute sugli enti locali. In primo luogo, ha l’effetto, implicitamente, di porre fine in via definitiva alla problematica della sussistenza o no dell’obbligo di pubblicare i provvedimenti gestionali, come le determine, che costituiscono, di fatto, il titolo per lo svolgimento di incarichi, prestazioni e forniture nell’ambito dell’ente locale e il titolo per percepire i compensi. Finora, infatti, vi è stata incertezza sull’obbligo di pubblicare le determine sull’albo pretorio informatico comunale: alcuni enti ritengono che questo obbligo normativo non sussista, non ritenendo di portata generale la sentenza del Consiglio di Stato 1370 del 2006 secondo la quale «la pubblicazione all’albo pretorio del Comune è prescritta dall’articolo 124 del Testo unico 267/2000 per tutte le deliberazioni del comune e della provincia ed essa riguarda non solo le deliberazioni degli organi di governo (consiglio e giunta municipali) ma anche le determinazioni dirigenziali, esprimendo la parola “deliberazione” ab antiquo sia risoluzioni adottate da organi collegiali che da organi monocratici ed essendo l’intento quello di rendere pubblici tutti gli atti degli enti locali di esercizio del potere deliberativo, indipendentemente dalla natura collegiale o meno dell’organo emanante».
    In base al decreto sviluppo, quindi, le determine che comportano impegni di spesa e in specifico quelle di liquidazione, vedrebbero al loro interno un ulteriore elemento costitutivo, ossia la necessaria pubblicazione del loro contenuto sul sito web del comune. Di conseguenza, l’ufficio di ragioneria, prima di emettere il mandato, dovrebbe verificare l’esecuzione di questo adempimento per evitare di incorrere in responsabilità.


  • pubblicare

    NAVELLI
    Oggetto
    : Mancata pubblicazione delle determinazioni dirigenziali – Richiesta informazioni.Con riferimento alla lettera in data 5 corrente, concernente l’oggetto, si trasmette copiadella prefettizia n. 13057 in data 4 maggio u.s. con la quale questo Ufficio ha fornito riscontro allanota n. 482 in data 28.2.2012 del Comune di Navelli.Il Dirigente dell’AreaViceprefetto(Dott.ssa F. Ferraro)

    ——————————
    Prefettura –
    Ufficio

    Territoriale del Governo dell’Aquila
    Area 2 – Raccordo Enti Locali e Consultazioni Elettorali
    Prot. n. 13057 4/5/2012
    Al Sig. Sindaco del Comune di NAVELLI

    Oggetto
    : Pubblicazione
    on line
    delle determinazioni dirigenziali. Si fa riferimento alla nota n. 482 in data 28.2.2012, con la quale la S.V. ha chiesto chiarimentisulla fonte giuridica della presunta obbligatorietà della pubblicazione, da parte degli enti locali, nell’albo pretorio informatico, delle determinazioni dirigenziali.Al riguardo si richiama l’attenzione sul contenuto della nota di questa Prefettura n. 1976 del18.1.2012, inviata alla S.V. e, per conoscenza, al consigliere Gaetano Cantalini, autore del quesito che ha originato la citata nota di chiarimento. In particolare, si evidenzia nuovamente che la fonte giuridica della obbligatorietà della pubblicazione in parola è chiaramente rappresentata dall’articolo 32, comma 1, della legge n. 69/2009 il quale, modificando implicitamente l’articolo 124 del D. Lgs. n. 267/2000, ha previsto l’obbligatorietàdella pubblicazione, da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici, nei propri siti informatici, degliatti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale.A ciò si aggiunge la sentenza n. 1370/2006 del Consiglio di Stato, la quale ha chiarito che la pubblicazione negli albi pretori non riguarda soltanto le deliberazioni di Consiglio e di Giunta, ma anchela determinazioni dirigenziali.Ad integrazione delle fonti citate è da segnalare ancora il parere del Ministero dell’Interno, di cui è cenno nella su richiamata nota di questa Prefettura, che si è pronunciato in modo conforme allasentenza del Consiglio di Stato e, da ultimo, la nota stessa di questo Ufficio la quale rappresenta, pur sempre, una fonte giuridica, ascrivibile alla categoria delle circolari amministrative e, in quanto tali,vincolanti per gli organi periferici sottordinati.Alla luce di quanto sopra esposto, appare evidente come la fonte giuridica dell’obbligatorietà non vada ricercata nel “Vademecum” del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione(erroneamente ritenuto come “possibile dato dirimente”) il quale, pur sottolineando, incidentalmente, che“….
    per gli enti locali…..l’attività dell’albo consiste nella pubblicazione di tutti quegli atti sui quali vieneapposto il referto di pubblicazione
    ”, costituisce, nella sostanza, uno strumento tecnico illustrativo delle modalità di pubblicazione. In conclusione, con specifico riferimento ai punti per i quali la S.V. ha chiesto ulteriori chiarimenti, si precisa che l’obbligo di pubblicazione, discendendo da una norma di legge, deve ovviamente ritenersi sussistere per tutti gli enti menzionati.

    Si ritiene altresì che, allo scopo di non vanificare lo spirito delle nuove norme, chiaramente finalizzato al perseguimento della massima trasparenza dell’attività amministrativa, le determinazioni debbano essere pubblicate per intero. p.
    Il Prefetto Il Viceprefetto Vicario(Dott. G. Guetta)


  • pubblicare

    Le determine su internet
    Anche gli atti dirigenziali da pubblicare on line

    Quali sono gli adempimenti che il comune deve espletare in ordine alla pubblicazione delle determinazioni dirigenziali sui siti informatici, a seguito dell’emanazione dell’art. 32 della legge 28 giugno 2009, n. 69, recante norme per l’eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea?
    L’art. 32, comma 1, della legge 28 giugno 2009, n. 69 dispone che «gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati», e il successivo comma 5 prevede che a decorrere dall’1 gennaio 2011 le pubblicità effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale
    La disciplina ha implicitamente modificato l’art. 124 del dlgs n. 267/2000 nella parte in cui dispone che la pubblicazione avvenga «mediante affissione all’albo pretorio nella sede dell’ente», sostituita dalla pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente, fermo restando il termine di 15 giorni consecutivi salvo specifiche disposizioni di legge.
    In merito il Consiglio di stato, con sentenza n.1370 del 15 marzo 2006, ha stabilito che «la pubblicazione all’albo pretorio del comune è prescritta dall’art. 124, T.u. n. 267/2000 per tutte le deliberazioni del comune e della provincia ed essa riguarda non solo le deliberazioni degli organi di governo (consiglio e giunta municipali) ma anche le determinazioni dirigenziali».
    Lo strumento informatico ha sostituito, dunque, il tradizionale albo pretorio, rimanendo inalterati, sotto la nuova forma, gli obblighi di pubblicazione.
    L’ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione – Digit P.a., nelle due linee guida per i siti web della pubblica amministrazione ed in particolare nel «Vademecum sulle modalità di pubblicazione dei documenti nell’albo online», predisposto sulla base della direttiva n. 8 del 26 novembre 2009 del ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, ha specificato che «per gli enti locali l’attività dell’albo consiste nella pubblicazione di tutti quegli atti sui quali viene apposto il referto di pubblicazione», includendo tra tali atti le deliberazioni ed altri provvedimenti comunali tra cui anche le determinazioni in argomento.


  • angelo

    SINDACO E GIUNTA
    SIETE VERAMENTE RIDICOLI
    MA VI RENDETE CONTO CHE LA GENTE NON E’ STUPIDA?
    MA PENSATE VERAMENTE CHE CHE POTETE CONTINUARE IMPERTERRITI A DIRE CAZ…TE?
    LA PRIVACY PER GLI ATTI PUBBLICI NON ESISTE.
    SE VENGONO DATE DEI SOLDI PUBBLICI AD ALCUNI SOGGETTI NOI LO VOGLIAMO SAPERE
    ABBIAMO IL SACROSANTO DIRITTO DI SAPERE A CHI E COME VENGONO SPESI I NOSTRI SOLDINI.
    E’ CHIARO SINDACO?
    E SE A TE ED ALLA TUA GIUNTA NON STA BENE
    A N D A T E V E N E


  • anonimo1079

    se sono PUBBLICI, sono pubblici. Altrimenti in generale il consiglio è di non partecipare alle gare, non chiedere contributi e quan’altro alla PA. In nessun modo.
    Per noi cittadini è INDEROGABILE e NECESSARIA la trasparenza della PA.
    Visto che negli atti di cui stiamo parlando NON sono contenuti SeGRETI DI STATO.
    EVVIVA BASSANINI


  • candito

    Siamo alle solite, caro Angelo e compagni ancora una volta state cercando di arrampicarvi sugli specchi. Concesso che la legge sia equivoca ma, non sentite la necessità di essere trasparenti negli atti dovete spendete i nostri soldi? Ovvero la cosa vi da fastidio? Non sono mica soldi vostri? Cosa c’é di male nel far sapere ai cittadini, che vi hanno votato ed accordato la loro fiducia, come spendete i loro ed i nostri soldi? La verità è una sola non volete far sapere le vostre …..i vostri int……….. Vergogna…..vergogna… Ma cosa sto dicendo, di questa parola voi non sapete neppure il significato. Ricorda, caro Angelo, che montagna e montagna non s’incontrano mai….


  • ugo

    la chiarezza espositiva di ” PUBBLICARE ” è estremamente chiarificatrice dell’argomento in questione. Quindi Sindaco non arrapicarti sugli specchi. Ma scusami perchè non prendi il tuo programma e te lo rileggi? Troverai molta pace e a mio avviso sentirai il bisogno di liberarti di un fardello così pesante e ti dimetterti. Fallo subito e andiamo a votare, così vedrai quanta gente ti voterà.

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