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Il CAONS non ha la capacità di muovere le masse

CAONS “Rispetto dell’ambiente: bene comune”

Il CAONS si è preso l’impegno di studiare il progetto dell’Energas

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Manfredonia. Un possibile algoritmo per misurare il grado di civiltà di un popolo è la differenza tra le cose previste nelle leggi e la loro realizzazione, cioè il rispetto di esse e dei principi che vi sottendono anche se non dichiarati.

Quando pensiamo alla vicenda “Energas” ci viene, subito, da riflettere sul come è stata comunicata alla popolazione la notizia dell’installazione del deposito di GPL. Pubblicandola su due giornali, di cui uno mai pervenuto nella nostra Manfredonia, dell’altro si distribuivano solo 6-8 copie esclusivamente nel periodo estivo. Edoardo De Filippo avrebbe detto: “Fare le cose in silenzio è un’arte”. Le leggi e/o normative italiane prevedono che, nel caso di realizzazioni di tale portata, bisogna informare la comunità locale, specialmente per quanto attiene alla salute e alla sicurezza pubblica.

Di fronte a tale scenario, il CAONS si è preso l’impegno di studiare il progetto dell’Energas che prevede l’installazione di un deposito di 60.000 mc di GPL in località S. Spiriticchio, comune di Manfredonia e che dovrebbe utilizzare il porto alti fondali per la sua movimentazione. A oggi, ha prodotto le opportune valutazioni che sono alla base del giudizio di impatto ambientale, specialmente per quanto attiene all’impatto occupazionale e sociale.

Si ritiene che è il momento opportuno per organizzare grosse manifestazioni di popolo in attesa del pronunciamento del TAR di Bari che è chiamato in causa per il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 22 dicembre 2015 n. 295.

Il CAONS non ha la capacità di muovere le masse e, per questo, a più riprese ha sollecitato i partiti, le forze politiche, il mondo cattolico, i sindacati, le cooperative dei pescatori, associazioni e quanti hanno nelle loro specificità la capacità organizzativa di un evento del genere.
Ad una manifestazione di piazza per dire NO ENERGAS , il CAONS sarebbe in prima fila. Si coglie l’occasione per invitare, ancora una volta, tutti a mettersi insieme e coordinarsi. Agire isolati, individualmente, anche se porta visibilità, è un grosso errore. Dobbiamo tutti renderci conto che il deposito di GPL, che sicuramente verrebbe costruito con tutti gli accorgimenti previsti dalle normative tecniche, per tanti motivi, non da ultimo l’errore umano, può essere fonte di incidente disastroso. Per una volta che succede si piange per tutta la vita.
È evidente che si parla di probabilità, ma è altrettanto evidente che qui si vuole dare origine a condizioni di rischio rilevante dove, adesso, non c’è alcun rischio.

A quanti parlano di occupazione vogliamo ricordare che i posti a disposizione dei locali sono un numero esiguo e con la delocalizzazione dell’impianto di Napoli i tecnici attualmente occupati nel deposito partenopeo presumibilmente saranno trasferiti a Manfredonia.
Per cui a queste persone diciamo: “Aprite gli occhi e ragionate”. Si fa presto a promettere mare e monti, tanto una volta fatta la frittata, chi la butta via?”

Facciamo un appello a quanti hanno dimostrato di interessarsi della questione, in particolare a quelli che intervengono nei forum: stiamo assistendo a delle degenerazioni negli interventi. Si offende chi non la pensa come noi, si dicono tante inesattezze pretendendo di farle passare per vere, si inventano possibilità di lavoro che non esistono, si cerca di spaccare la comunità locale, etc.

Vogliamo far presente che l’installazione del deposito di GPL non è una partita di calcio dove il pubblico fa il tifo per l’una o l’altra squadra. Il tifoso dirà sempre che la sua squadra è la più forte anche se sa che non è vero. Nel nostro caso ci troviamo di fronte al fatto che qualcuno vuole installare un deposito di 60.000 mc di GPL a Santo Spiriticchio. Noi, cittadini, dobbiamo puntare al bene comune e, quindi, porci nella posizione di giudicare se questa cosa va nella direzione del bene comune o serve solo a qualcuno, magari straniero, che pensa esclusivamente a guadagnare soldi.

A sostegno dell’installazione del deposito di GPL, l’unica prospettiva è la possibilità di avere qualche posto di lavoro. Abbiamo, ampiamente, dimostrato che, in realtà, a fronte di qualche decina di posti di lavoro nuovi, ne perdiamo centinaia di quelli già esistenti. Inoltre, non verrà incentivata la nascita di industrie e attività compatibili con la vocazione del nostro territorio.

Comunque, a sostegno del NO all’installazione del deposito di gas c’è una moltitudine di elementi molto negativi: chiusura degli impianti di allevamento di prodotti ittici; riduzione della pesca e dell’attività balneare; inquinamento del mare; distruzione di un sito archeologico e di un territorio facente parte di ZPS (zona a protezione speciale) e Sic (sito di importanza comunitaria); intasamento delle nostre strade e della ferrovia con mezzi di trasporto di GPL. In aggiunta, avremo, a qualche chilometro dal centro abitato, un’attività a rischio rilevante, ubicata in zona sismica e a grave pericolo idrogeologico, e che si trova a circa 9 km da un aeroporto militare attivo, etc.

Non va dimenticata tutta l’attività agricola e zootecnica che si sviluppa in quel territorio. Ci sono circa 200 ettari di terreno messo a coltura biologica. Inoltre, ci sono allevamenti di ovini con la presenza di circa 4.000 capi e, nel giro di 1-3 km, troviamo diversi allevamenti che contano un migliaio di bufali.

Gli allevatori e gli agricoltori della zona cosa ne pensano? Quanti di questi saranno disposti a continuare l’attività se si dovesse installare il deposito di GPL? Di certo chiuderebbero “baracche e burattini”. Ne sono tanti. Altro che poche decine!

Al Presidente Menale, legale rappresentante dell’Energas, diciamo che siamo disponibili ad accompagnarlo noi a Santo Spiriticchio per fargli vedere tutte le cose che abbiamo sempre citato nei nostri documenti. Una per tutte: è aumentato notevolmente il numero di cicogne che vengono a nidificare in quella zona e gli chiediamo di installare dei pali di altezza fuori terra di 9 m, con una piccola base in cima in modo da permettere alle cicogne di nidificare. Ci sono già stati alcuni casi di folgorazione di cicogne che tentavano di nidificare su pali, della distribuzione elettrica, in tensione. La cicogna bianca “Ciconia ciconia”, rientra tra le specie particolarmente protette dalla Direttiva Uccelli.

L’azione del CAONS è quella di informare la gente di quanto sta accadendo e delle conseguenze di una tale realizzazione. Se qualcuno vuole approfondire l’argomento ci trova disponibili. Auspichiamo che tutti sotterrino l’ascia di guerra e analizzino con serenità la questione cercando di capire dove e in che direzione sta il BENE COMUNE.

per il CAONS – Ing. Matteo Starace

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Commenti


  • Silvana

    Chiusura degli allevamenti di mitili ?
    Chiusura degli allevamenti ittici ?
    Smantellamento di aziende che allevano bufali ?
    Balneazione compromessa ?
    Pesca compromessa ?
    Ma che film avete visto ?
    2016 Apocalisse sul Gargano ?
    Hahahahahaha ormai leggere queste cose può solo far sorridere !
    Per non parlare poi dei posti di lavoro che ricordo sono 78 tutti a residenti in Manfredonia come più volte dichiarato dall’azienda.


  • Il vaccaro di San Spriticchio


  • Manfredonia ridotta dai ns,politici schiava in catene dei napoletani

    Ma perchè non lo fate a Napoli? Per quale motivo siete venuti a romperci le scatole a noi?


  • Francesco

    REFERENDUM, dopo acer dato a tutti la possibilità di capire i pro e i contro. il vero numero degli occupati, le vere ripercussioni sul turismo e la pesca, gli effetti di un terremoto su una struttura elastica in ferro, allagamenti mai avuti in quella zona, gli uccelli che evitano la vicina zona ex Daunia Risi, in francia hanno le centrali nucleari e non l’aeroporto. il vero impatto di un deposito sul pascolo delle pecore e sulle attività agricole etc.

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