Manfredonia
Nota stampa

Manfredonia, Comitato “No” Riforma costituzionale: conferenza stampa

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Manfredonia. Il Comitato per il “NO” alla riforma Costituzionale di Manfredonia invita la cittadinanza tutta a partecipare alla conferenza stampa di presentazione che si terrà il giorno 22 settembre 2016 ore 19.00 presso la saletta Polivalente della biblioteca comunale. In tale occasione il Comitato presenterà i suoi aderenti e sarà divulgato il Manifesto del “No” alla riforma Costituzionale.

“Difendere la nostra Costituzione dalle riforme strumentali, dettate dalle necessità campanilistiche di Renzi, nel tentativo di affermare il suo premierato, trasformando la Repubblica in uno stato di dittatura autoritaria del suo governo, è un dovere di ogni cittadino libero che ama la propria Nazione e vuole vederla prosperare sotto l’egida della Democrazia, in sintonia con la volontà dei padri e delle madri Costituenti che nel 1946 si prodigarono alla stesura della Costituzione per rendere lo Stato Italiano LIBERO e DEMOCRATICO”.

Antonella Umbriano (Coordinamento per il “NO” alla riforma Costituzionale di Manfredonia)



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Commenti


  • Girolamo

    Smettila —. I confetti —-


  • La figlia del fotografo


  • Antonello Scarlatella

    Votare no al Referendum è un atto di dignità verso se stessi.
    Al netto dei quesiti referendari che non risolvono le problematiche socio economiche della nazione, ricordiamoci che il referendum e presentato da un governo non votato dagli Italiani quindi contro qualsiasi principio democratico.
    Un governo per giunta che ha prodotto solo slogan e povertà.
    Un buon lavoro ad Antonella Umbriano responsabile del coordinamento.
    Spero che il giorno delle elezioni il popolo Italiano non si faccia vessare da politici che tengono solo alla loro poltrona dandogli credito e votando SI.
    #bastaunno.


  • Luigi

    Ma cos’è questa buffonata. La costituzione in mano a questa -.


  • Lettore

    Non capisco assolutamente perchè attaccano questa signora/signorina che devolve tanta passione per la città e per la politica. Darei il mio fondoschiena affinchè una donna cosi decisa è palluta possa diventare il sindaco di questa città disastrata e abbandonata dai politici locali al suo destino, che è declino, scempi e maceria e senza futuro per le nuove generazioni.


  • Federico

    Quante ne pensa il professore. Antonella Umbriano coordinatrice. Si martella i maroni –


  • Il partigiano

    NO assoluto alle modifiche della costituzione italiana da parte di bande di delinquenti/ pallonisti/ pregiudicati/ condannati/inquisiti.


  • Giulia

    Siamo alla vergogna più totale. Non c’erano più soggetti ?


  • Nicola

    Caro lettore dici di non capire ? O ci fai, o ci sei. Leggiti i commenti dell’ancella Antonellona sul forum e su Facebook. Non c’è articolo che non sputa tutto il veleno che ha in corpo, con insulti e offese nei confronti di chi la pensa diversamente. Semplicemente DISGUSTOSO. Per quanto riguarda il concedere il tuo fondoschiena ti dico di stare attento potresti avere sgradite sorprese. Coordinatrice —


  • wu ming 182°

    quelli che giudicano la coordinatrice del Comitato del NO, perchè non espongono, invece, le loro ragioni, per votare SI?
    è semplice, perchè non ne hanno.


  • Lettore

    Nicola più sfondato di cosi, non si può! Mi sento il sedere come se fosse stato
    trivellato da cento tori meccanici e senza creme astrigenti e lubricanti vari. Peggio di cosi non può essere, e allora perchè non affidarsi ad una donna palluta e dotata mentalmente ? Visto che i politici/amminstratori di Manfredonia sono tutti superdotati abilissimi penetratori senza scrupolo di coscienza?


  • Lucia

    Lettore sappi che certi commenti contro la Signora Umbriano vengono dalle stesse persone o meglio, dalla stessa persona, il perchè? La Signora gli ha scolpito il due di picche sulla faccia mentre gli stampava la pedata nel fondoschiena. Povero. (da questo momento, partiamo con la cancellazione dei commenti relativi a dissidi tra gli utenti, grazie,ndr)


  • Raffaele Vairo

    Mi permetto di intervenire indicando alcune buone ragioni per votare NO al referendum costituzionale che, molto probabilmente, si terrà il 4 dicembre di quest’anno.
    1. La riforma costituzionale è stata approvata da un Parlamento di “nominati” dai partiti, delegittimato da una sentenza della Corte Costituzionale che, a causa della legge elettorale con cui è stato eletto (Porcellum), lo ha giudicato non rappresentativo della volontà popolare.
    2. La nuova legge elettorale approvata dal Parlamento (l’Italicum), infatti, consente ad una lista che in sede di ballottaggio abbia raggiunto anche solo il 20-25% dei voti degli elettori (e non degli aventi diritto al voto) di ottenere alla Camera uno sproporzionato premio di maggioranza (il 54% dei seggi). Una vera “legge truffa”!
    3. Il nuovo Parlamento sarà formato da membri in gran parte non eletti dai cittadini, ma nominati dalla casta (i 2/3 dei deputati, col meccanismo dei capilista bloccati, e tutti i senatori “scelti” dai Consigli regionali e dal Presidente della Repubblica).
    4. La riforma regala l’immunità parlamentare a 100 fra sindaci (21), consiglieri regionali (74) e rappresentati del Presidente della Repubblica (5) che non essendo stati eletti “in senso proprio” dai cittadini, non hanno diritto a un simile privilegio. Il che fa prevedere che cercheranno di candidarsi al Senato sindaci e consiglieri con problemi con la giustizia…
    5. Non si accorciano i tempi dell’iter legislativo che, al contrario, si complica e si allunga. Infatti la riforma non abolisce il bicameralismo: continueremo ad avere una Camera e un Senato che si rimpalleranno le leggi. Son ben 22 le categorie di leggi che restano bicamerali, con procedure di approvazione diverse a seconda delle materie che trattano.
    6. Il premier avrà uno strapotere incontrastato e incontrastabile senza nessun reale contrappeso costituzionale: come capo del proprio partito, sarà di fatto eletto dal popolo (ma all’insaputa del popolo). Diventerà “il padrone” assoluto del governo e del Parlamento. Potrà scegliersi il Presidente della Repubblica, ma anche i membri della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura di nomina parlamentare, i componenti delle Autorità “indipendenti”, potrà “controllare” il sistema dell’informazione pubblica attraverso la nomina dell’Amministratore delegato e della maggioranza del Cda della Rai. Potrà, inoltre, cambiare la Costituzione a suo piacimento ogni volta che vorrà. Un vero premierato assoluto…
    7. E’ falso, infine, sostenere che la modifica della sola Parte seconda della Carta (sull’ordinamento della Repubblica), non incide sulle garanzie contenute nella Parte prima (sui diritti e i doveri dei cittadini). In realtà, le due parti della Costituzione sono strettamente collegate. Eguaglianza, diritti e istituzioni sono inscindibili. Inoltre, la riforma costituzionale e l’Italicum consegnano molte decisioni fondamentali ad una maggioranza artificiale, dominata dal leader del partito e sostenuta di fatto da una minoranza dell’elettorato. Questa maggioranza potrebbe decidere da sola sui diritti fondamentali di libertà, sull’indipendenza della Magistratura, sulle regole dell’informazione, sui principi dell’etica pubblica, sulle prerogative del ceto politico, sulle leggi elettorali e perfino su ulteriori revisioni costituzionali.
    Con una Camera formata da deputati nominati dai capi-partito, con una maggioranza virtuale, con un Senato depotenziato e con modalità di elezione confuse e contraddittorie…come potrà ancora dirsi che “la sovranità appartiene al popolo” (art. 1 della Costituzione)?


  • Pasquino

    Antonella tanti nemici tanto onore, ma vai avanti per la tua strada a perorare il NO al referendum costituzionale perché le modifiche che vuole apportare una sinistra snaturata dei suoi contenuti non devono passare. Un semplice NO e non la diamo vinta al signor Renzi e alla signora Merkel. No!!!!!


  • Fafalone

    No e basta! Il senato nominato dai capi bastone politici diventerebbe in breve tempo il più’ grande bordello strapieno di banditi!


  • Dino

    Condivido le ragioni del Prof. Vairo e aggiungo che mantenere il “morituro” Senato della Repubblica, costerà agli italiani 550/600 milioni di euro l’anno, di cui la metà per stipendi ai dipendenti “super protetti del Senato, che possono essere incorporati in altri enti come previsto dall’abolizione delle province.


  • Francesco Piedimonte

    Scarlatella e Vairo mi fanno veramente ridere.

    Uno dei motivi per cui dicono di votare no è che il governo non è stato votato dagli Italiani.
    “Non sono stati eletti dal popolo” è ormai diventato un ritornello.

    Non sanno però come, in maniera chiara ed inequivocabile, la Costituzione Italiana Repubblicana (quella che loro non vogliono modificare) entrata in vigore il primo Maggio 1948 non prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio.

    Quando ci rechiamo alle urne, lo facciamo esclusivamente per indicare chi sono i parlamentari che vogliamo mandare a rappresentarci alla Camera del Deputati ed al Senato della Repubblica.

    Una volta eletti deputati e senatori, la nomina del Presidente del Consiglio spetta al Presidente della Repubblica.

    A questo punto il Presidente del Consiglio propone i ministri del suo governo e successivamente Il Presidente della Repubblica invita il governo a sottoporsi al voto di fiducia del Senato e della Camera.

    Non vi è, e non vi è mai stata, in tutta la storia della Repubblica Italiana, un inquilino di Palazzo Chigi eletto direttamente a suffragio diretto.

    Per questo, i governi Monti, Letta e Renzi (che si possono criticare quanto si vuole da un punto di vista squisitamente politico) sono stati nominati nel pieno rispetto della Carta Costituzionale Italiana (quella che voi stessi state difendendo dalle modifiche), la legge suprema, il principio ordinatore della nostra nazione e non vi è stato alcun sopruso di nessuna norma della loro nomina.

    Per questo, se vogliamo avere un capo del governo eletto da tutti gli italiani è necessaria e fondamentale una riforma costituzionale che vada in questa direzione.

    Scarlatella e Vairo, vi consiglio una bella ripassatina di diritto costituzionale.

    Io voterò NO, basta con questo inutile bicameralismo che esiste solo in Italia.


  • vittoria gentile

    Voto anch’io convintamente No. E non perchè sia reazionaria o antinnovativa nell’era “del’ottimismo che guarda avanti”, Ma perchè sono queste riforme costituzionali, proposte, ad essere strumentali e, loro sì, radicalmente reazionarie.
    Ciascuno si schieri (come ritiene), prenda parte e scelga di andare a votare. Questo sarebbe realmente innovativo.


  • Raffaele Vairo

    Egregio Sig. Piedimonte lei mi fa veramente piangere.
    Io non mai detto che il Governo Renzi non è stato eletto dal popolo ma che la riforma costituzionale è stata approvata da un Parlamento di “nominati” dai partiti, delegittimato da una sentenza della Corte Costituzionale che, a causa della legge elettorale con cui è stato eletto (Porcellum), lo ha giudicato non rappresentativo della volontà popolare. Quindi, il Governo Renzi ha ottenuto la fiducia da un Parlamento (ripeto) NON RAPPRESENTATIVO della volontà popolare. Quello che fa veramente ridere è leggere quello che lei, tra l’altro, scrive riguardo alle ultime elezioni politiche svolte con il “Porcellum”:
    “Quando ci rechiamo alle urne, lo facciamo esclusivamente per indicare chi sono i parlamentari che vogliamo mandare a rappresentarci alla Camera del Deputati ed al Senato della Repubblica(sic!)”.
    Potrei continuare ma non ci sono, mi creda, le condizioni…, mi permetto solo di consigliarla “un bella ripassata” non di diritto costituzionale (forse troppo impegnativo) ma di educazione civica!
    Cordialità


  • Francesco Piedimonte

    Il Parlamento è stato deciso dal popolo.
    Il parlamento (con il senato) ha dato la fiducia al governo Renzi.
    Secondo la nostra Costituzione non c’è stato alcun tipo di sopruso.

    Per lei il problema è il Porcellum?
    Bene, vorrà dire lo sostituiremo con l’Italicum, ma penso che neanche quello le andrà bene.

    Con l’Italicum…
    – Il premio porta ad avere 340 seggi, direttamente (col 40 % dei voti) o per ballottaggio, una maggioranza assoluta che non va alla coalizione, ma al partito. Il “mercato” forse continuerà, ma un po’ meno, gli apparentamenti tra i due turni non saranno più possibili. Questa correzione del proporzionale esiste in alcuni paesi europei e in Italia è prevista nelle elezioni regionali e comunali; il suo scopo è quello di accentuare la stabilità.

    – Questo premio cospicuo ha reso inutile una forte soglia di rappresentanza (scesa dall’8 al 3 %).
    L’Italicum è più proporzionale del Porcellum.
    La Germania mantiene il limite al 5%, che, per molti decenni, le è servito a mantenere un bipartitismo dell’alternanza tra socialisti e popolari; oggi non appare più sufficiente, in quanto il sistema politico ha visto la nascita di nuovi partiti (verdi, estrema sinistra, antieuropeo). La Merkel è stata costretta alla “grande coalizione”. Segno evidente che il premio di maggioranza è più efficiente della soglia di rappresentanza.

    – Le candidature ai seggi sono da sempre scelte dai partiti, i quali non possono non tener conto del giudizio dell’elettorato sull’onestà e competenza dei candidati. Difficile pensare a un metodo diverso. Occorre tuttavia impedire o meglio limitare gli abusi.
    Le liste chiuse del Porcellum, queste graduatorie di protetti dalle segreterie, andavano cancellate, anche a seguito della sentenza della Corte Costituzionale.
    Per garantire il rapporto tra candidati ed elettori vi sono sistemi diversi: il collegio uninominale della tradizione anglosassone, il doppio turno in Francia, una ridotta estensione territoriale dei collegi in Spagna.

    L’Italicum ha scelto una via mista: da un lato l’aumento dei collegi a 100 e l’introduzione di due preferenze bisex, dall’altro l’evidente privilegio dei capolista, tutti automaticamente eletti e presenti anche in 10 collegi (prima non c’era questo limite). Un tributo alle segreterie dei partiti, che si assicureranno deputati fedeli alla “ditta”. Una decisione che lascia perplessi, anche se qualcosa di analogo c’è in Germania, dove metà dei deputati viene eletta con candidature uninominali (Erststimme), mentre l’altra con liste fisse decise dal partito (Zweistimme).

    Ma stracciarsi le vesti per la riserva di 100 posti ai big del Pd, come hanno fatto anche i parlamentari della minoranza del Pd, da D’Alema a Letta e alla Bindi, è per lo meno di cattivo gusto. Tutti loro sono stati eletti proprio per predestinazione partitocratica e nulla hanno trovato da dire. Nel Porcellum i partiti eleggevano automaticamente 630 deputati, nell’Italicum saranno 100 per il Pd: un non insignificante passo in avanti.


  • Gigi

    C’è chi ride, c’è chi piange. Dove c’è il professore c’è sempre confusione. Immaginate Antonella Umbriano che parla di costituzione. Orrendo.


  • Lo psicologo dei politici sofferenti da "insonnia"

    Gigi ti consiglio 10 gocce di mimias prima di coricarti.


  • Il supremo

    Non c’è bisogno di recuperare il numero di Ip server e il provvider per arrivare alla effettiva persona, io vi conosco tutti, conosco i vostri pregi, i vostri limiti, i vostri peccati incofessabili, i vostri pensieri, le vostre pene, le vostre gioie, i vostri dolori.


  • Raffaele Vairo

    Confermo quello che ho già scritto nella mia risposta. Aggiungo che la fiducia accordata da questo Parlamento al Governo Renzi non costituisce certo un “sopruso”, sul piano del procedimento costituzionale, ma lo è in termini di legittimità democratica e di rispetto, dal punto di vista sostanziale, del principio di sovranità popolare. Ribadisco che con la nuova legge elettorale l’Italicum – che per me è peggio del Porcellum perché antidemocratica e incostituzionale – una lista che in sede di ballottaggio abbia raggiunto anche solo il 20-25% dei voti degli elettori (e non si badi degli aventi diritto al voto) ottiene alla Camera uno sproporzionato premio di maggioranza (il 54% dei seggi). Una vera “legge truffa”! A proposito di stabilità di governo le ricordo che, nella nostra storia repubblicana, quasi tutte le crisi di governo hanno avuto origine e natura extraparlamentare.
    Lei mi sembra più che convinto quando, tra l’altro, scrive:
    1. “Il Parlamento (in carica) è stato deciso dal popolo”. Personalmente non ne sono affatto convinto.
    2. “In Germania la Merkel è stata costretta alla “grande coalizione. Segno evidente che il premio di maggioranza è più efficiente della soglia di rappresentanza”. Io le rispondo in amicizia: “E’ la democrazia rappresentativa bellezza!”
    3. “Le candidature ai seggi sono da sempre scelte dai partiti…” Io dico, invece, che con l’Italicum il nuovo Parlamento sarà formato da membri in gran parte non eletti dai cittadini, ma nominati dalla casta e dalle oligarchie, non solo politiche.
    4. “Stracciarsi le vesti per la riserva di 100 posti ai big del Pd è per lo meno di cattivo gusto”. Sì è vero, è di cattivo gusto ma per le ragioni opposte da lei addotte; questi big, che spesso girano con la scorta (chissà perché?), in una normale competizione elettorale non sarebbero votati da nessuno!
    Potrei ancora continuare, ma mi fermo qui.
    Come vede, caro Piedimonte, le distanze tra noi sono siderali. Il motivo? Semplice la risposta: abbiamo una concezione della democrazia, della sovranità popolare, del principio di rappresentatività e di governabilità del Paese radicalmente diversa!
    Buona fortuna e cordialità.


  • Antonello Scarlatella

    Pedimonte noi possiamo far ridere o piangere…poco importa.
    Leggi bene ciò che ha scritto Vairo.
    Comunque accetto il tuo consiglio mi ripasso la costituzione…
    Vedi che qui sono tutti studiosi e maestri di diritto…evitero’ di fare brutte figure.


  • Mantino

    Se si legge la riforma del senato, si scopre che il 90% delle motivazioni addotte da chi dice “no” sono false. Queste persone dovrebbero ricordare che per 40 anni, in Italia, tutti i guai venivano attribuiti alla mancanza della riforma del senato . Nessuno e ripeto nessuno ha mai detto che il senato deve rimanere così com’è. Per non essere tacciati di voltafaccia e/o opportunisti della speculazione politica dell’ultima ora, si dovrebbe, al massimo, dire che il senato doveva cambiare in modo diverso da come previsto nella riforma. Eppure altre proposte serie non si sono viste. Vogliamo tutti assecondare la vendetta di Dalema perchè è stato rottamato? Accomodatevi voi per me va bene così.


  • Raffaele Vairo

    Per Martino.
    Mi scusi, Dalema chi? Lei da troppo peso a Dalema che rappresenta, ormai, un politico certo rottamato e, mi permetta, soprattutto “tradito” da coloro ai quali per decenni ha assicurato favori, vantaggi, onori, prebende, utilità, benefici e carriera politica…
    Ma sul serio lei crede che i cittadini che voteranno NO al referendum lo faranno per: “assecondare la vendetta di Dalema”. Suvvia non ci faccia ridere!


  • Loredana Diurno

    Sarebbe bello che qualche utente non fazioso riportasse sia i pro che i contro di questa riforma.

    E non venitemi a dire che non ci sono pro (quelli per il NO) o che non ci sono contro (quelli per il SI).

    Rimanendo alla riforma del senato, mi sarebbe piaciuto che la nuova riforma lo avesse eliminato completamente, comunque una cosa l’ho capita…

    – SE VINCE IL SI
    avremo 100 senatori, senza stipendio, con rimborsi spese ed altri vantaggi tra cui l’immunità.
    Non possono votare le leggi ne dare la fiducia al governo.

    – SE VINCE IL NO
    avremo 320 senatori, con stipendio, con rimborsi spese ed altri vantaggi tra cui l’immunità.
    Possono votare le leggi e dare la fiducia al governo.

    Quindi, come si suol dire, pur non sapendo ne leggere e ne scrivere (nel senso che non capisco molto di politica) non me la perdo l’occasione di provare a mandare a cercarsi un lavoro un bel po’ di Senatori e sveltire l’iter burocratico di approvazione delle leggi (eliminando il bicameralismo).

    VOTO SI


  • no

    Io voto NO per evitare che politici di basso spessore professionale e morale mettano mano alla Costituzione, sperando in modifiche future con la contribuzione di tutte le forze politiche dell’arco costituzionale e da nuovi politici scelta dal popolo sovrano e non dai capoccia dei partiti politici. Voto No, altresi, la viva speranza che questo governo che è il peggiore dal dopoguerra che sta portando il paese ad una catastrofre sociale ed economica senza precedenti, vada a casa il governo e vadano a casa anche coloro che hanno ordito contro Manfredonia con le potenze lobbistiche petrolifere all’insaputa della popolazione locale!


  • Raffaele Vairo

    Per Loredana Diurno
    Rispetto pieno per la sua decisione di votare SI alla Riforma. Devo tuttavia dirle che votando sì non viene eliminato il bicameralismo: continueremo ad avere una Camera e un Senato che si rimpalleranno le leggi. Sono ben 22 le categorie di leggi che restano bicamerali, con procedure di approvazione diverse a seconda delle materie che trattano.
    Inoltre, non viene sveltito e semplificato l’iter di approvazione delle leggi. Il procedimento legislativo sarà più confuso e più lungo. Non si accorciano i tempi, in media brevi, dell’iter legislativo che al contrario si complica e si allunga.
    Voglio infine dirle che personalmente non la considero “faziosa” perché vuole votare SI. I motivi li trova nel dizionario della lingua italiana: “fazioso: persona settaria e intollerante”. Per me lei non è né faziosa né intollerante!
    Cordialità.


  • vittoria gentile

    Schierarsi. Prendere parte. Raccogliere informazioni. Non lasciare che sia qualcun altro a decidere con la logica del “tanto….”. Non lasciare che riaccada ciò che è già successo ad Aprile. Schierarsi e darsi valore.


  • Loredana Diurno

    Per Raffaele Vairo

    Probabilmente, anzi, sicuramente la parola “fazioso” non era la più indicata, comunque mi riferivo (e sicuramente lei mi ha capito benissimo) a persone che sono contro o a favore della riforma a prescindere dai suoi contenuti solo perché fanno parte di uno schieramento politico.

    Lei (abbiamo chiaramente capito che è schierato per il NO), ci ha giustamente riferito (cosa che non sapevo) che 22 categorie di leggi restano bicamerali,
    ma quante categorie di leggi verranno approvate da una sola camera?
    Questo lei non lo ha scritto. Fossero 2000 categorie, le 22 categorie rimaste sarebbero nulla.
    Ecco perché volevo un’analisi super partes.

    Comunque, farò come dice Vittoria Gentile, prima di decidere raccoglierò quante più informazioni possibili.

    Buona serata.


  • Marco Di Candia

    Nel paese dei no, anche la riduzione dei politici dei costi della politica per avvicinarsi alle altre democrazie europee diventa un affronto insostenibile.

    In attesa dei leggendari cambiamenti migliori, gettiamo al vento, dopo 30anni di discussioni, la possibilità di dare maggiore efficienza e di ridurre i costi dei processo decisionale.

    Un paese conservatore, irriformabile e per ciò stesso, destinato al declino.


  • Fernando

    Smettetela con questa pagliacciata. Antonella Umbriano che parla di COSTITUZIONE. Siamo alla follia più pura.


  • in questo mondo di ladri

    Voterò al contrario delle indicazioni fornite dai partiti di caratura delinquenziale Quali sono questi ? Lo decido io, informandomi, leggendo, valutando per poi punirli nel segreto dell’urna.

  • Per quelli che pensano che i nostri Padri Costituenti abbiano fatto un buon lavoro, e che la Costituzione sia intoccabile, sentite cosa dice Indro Montanelli.

    https://www.youtube.com/watch?v=D3UK8a7-lT8&feature=shareNon%2Cma,se


  • Raffaele Vairo

    Per Alberto S.
    La Costituzione non è e non può essere intoccabile. Chi lo dice è, per usare un eufemismo, un ingenuo. Rispetto alla riforma Costituzionale Renzi-Boschi non ho difficoltà a dire, convintamente, che i nostri Padri Costituenti abbiano fatto un buon lavoro!
    Inoltre, considerato che lei apprezza molto i video per conoscere e documentarsi le consiglio di vedere i seguenti:
    https://www.youtube.com/watch?v=5cnhf5LbRuE
    https://www.youtube.com/watch?v=SvJZSgxA4n8
    Buona visione.


  • Pasquino

    Se la riforma costituzionale serve anche ad abbattere i costi allora si può procedere riducendo a 200 i deputati ed a. 100 i senatori. Togliendo tutti i vitalizi. Al momento della pensione, che deve essere parificata a tutti gli altri lavoratori, saranno calcolati i contributi per mandato elettorale.


  • Pasquino

    Non prendo lezioni in merito alla costituzione da chi fu simpatizzante fascista


  • Pasquino

    Tra le altre cose e’ stato detto che la riforma costituzionale serve anche abbattere la spesa pubblica. Allora basta ridurre a 200 i deputati e a 100 i senatori. Togliere tutti i vitalizi e le varie prebende. Modificare i regolamenti in modo che i parlamentari non possano cambiare casacca. Piccoli accorgimenti che farebbero risparmiare svariate centinaia di milioni di euro.Il signor Renzi perché non fa questo? Comunque per me è un sonoro NO.


  • Ex lavoratore ibf

    Documentarsi con i video guardandone uno di un comitato dei no, ed un altro di Travaglio. Ma scherziamo???

    Questo significa essere faziosi, ha ragione Loredana Diurno,
    perché signor Raffaele Vairo, se non lo sa, oltre al significato che lei ha indicato, fazioso significa anche…

    Nel dizionario della lingua italiana:
    “Che sostiene con intransigenza, senza obiettività il proprio partito o le proprie tesi; animato da spirito di parte: un giornale f.; un politico f.; parziale: un arbitro f.”

    Mai parola fu utilizzata più correttamente.

    Guardare sempre avanti, Io voto SI

    Un Parlamento più efficiente: una sola Camera che vota le leggi e dà la fiducia al Governo
    ◦Più peso agli istituti di democrazia diretta: abbassamento del quorum per i referendum abrogativi richiesti da un gran numero di cittadini, introduzione dei referendum propositivi e tempi finalmente certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare
    ◦Una Repubblica più leggera: abolizione del CNEL e delle province
    ◦Più sobrietà per i politici: tetto all’indennità per consiglieri e assessori regionali e nessuna indennità per i senatori
    ◦Chiarezza su chi fa cosa: suddivisione chiara delle competenze tra Stato e Regioni per facilitare imprese e cittadini


  • Raffaele Vairo

    Caro sedicente Ex lavoratore ibf.,
    io non sono fazioso e lo dimostra il fatto che ho DETTO e SCRITTO in questa sede di avere PIENO RISPETTO verso i cittadini (ma non verso i politicanti con i propri clienti, i trasformisti, i galoppini e i servi di partito) che votano SI’.
    Ciò premesso, devo aggiungere che vi sono delle cose “modeste ma positive” nel testo della riforma in argomento che sono condivise anche da chi ha deciso di votare NO. Infatti, in molti hanno chiesto invano di “spacchettare” il testo in più quesiti referendari.
    Tuttavia, quello che lei scrive (non me ne voglia) mette in luce che non ha “forse” letto tutto il testo della riforma, o se lo ha letto è abituato “sempre forse” ha guardare al dito e non alla luna!
    Cordialità.
    P.S. se ha letto il testo le sarei grato se volesse spiegare, (con parole chiare e semplici) a me e ai lettori della testata che ci ospita, l’art. 70 della riforma costituzionale.


  • Ex lavoratore ibf

    Buongiorno,

    per favore, niente battute (da spettacoli allaTravaglio) per dire che prima era composta da sole 9 parole e adesso è diventato lungo ed elaborato.

    Dovremmo bocciare anche il codice civile perchè contiene articoli elaborati?

    Spiegazione articolo art. 70 della riforma costituzionale

    Primo comma –
    vengono indicate le leggi che mantengono il procedimento bicamerale paritario, per i quali quindi servirà l’approvazione del Senato e della Camera (uguale al meccanismo attuale).
    Tra queste compaiono le leggi di revisione costituzionale, le leggi costituzionali, le leggi di tutela delle minoranze linguistiche, le leggi sui referendum popolari e sulle leggi di iniziativa popolare, le leggi che riguardano le “regole del gioco” dei comuni (legge elettorale, leggi sulle funzioni e sugli organi comunali), la legge che norma la partecipazione dell’Italia all’Unione Europea (legge 234/2012, modificata solo tre volte dal 1989), la legge sull’inelleggibilita dei senatori (art. 65 cost.), la legge elettorale per il nuovo Senato (art. 57 sesto comma cost.), la ratifica dei trattati internazionale (art. 80 secondo periodo cost.), la legislazione riguardo Roma Capitale (art. 114 terzo comma cost.), la regolazione del regionalismo differenziato (art. 116 terzo comma cost., una grande novità!), il rapporto con le regioni e le province autonome (art. 117 quinto e nono comma cost.), la legislazione sui principi generali dei bilanci degli enti locali (art. 119 sesto comma cost.), la legge che regola l’intervento dello Stato al posto degli enti locali in caso di “motivata urgenza” (art. 120 secondo comma cost.), la legge sui principi fondamentali riguardo alle leggi elettorali delle regioni (art. 122 primo comma cost.), le leggi che regolano lo spostamento di un comune da una regione ad un’altra (art. 132 secondo comma cost.).
    Queste sono le tipologie di legge che mantengono il sistema bicamerale paritario, ben definite anche attraverso rimandi ad ulteriori articoli costituzionali, per garantire la chiarezza di interpretazione.
    Ripeto: sono tipologie, non materie.
    È una differenza fondamentale che scongiura I rischi di conflitti di attribuzione tra camera e senato che si sono verificati quando si sono divisi I compiti di Stato e regioni per materie, come accaduto con la riforma del 2003.
    Viene infine ribadito che per le tipologie di leggi appena elencate serve il voto di entrambe le camere.

    Secondo comma –
    Per le restanti tipologie di leggi, più del 90% (!), la competenza è esclusiva della Camera dei Deputati.

    Terzo comma –
    Il Senato tuttavia, prima della promulgazione della legge, può decidere – entro 10 giorni – di esaminare un disegno di legge approvato dalla Camera e di proporre alcune modifiche entro 30 giorni, su cui la Camera ha voce definitiva. Si tratta di un meccanismo molto importante, per dar voce alle pressioni dell’opinione pubblica e degli enti locali, che più riusciranno ad eleggere al Senato membri autorevoli e riconosciuti più avranno forza e impatto. Quarto comma – Per quanto riguarda le leggi relative alla clausola di supremazia dello Stato nei confronti delle Regioni (art. 117 quarto comma cost.) il Senato è chiamato automaticamente a proporre delle modifiche, su cui la Camera si esprime in via definitiva (a maggioranza assoluta se il Senato si è espresso a sua volta a maggioranza assoluta).

    Quarto comma –
    Per quanto riguarda le leggi relative alla clausola di supremazia dello Stato nei confronti delle Regioni (art. 117 quarto comma cost.) il Senato è chiamato automaticamente a proporre delle modifiche, su cui la Camera si esprime in via definitiva (a maggioranza assoluta se il Senato si è espresso a sua volta a maggioranza assoluta).

    Quinto comma –
    La legge di bilancio pure passa automaticamente al Senato dopo l’approvazione della Camera, per la proposta di eventuali modifiche su cui la Camera si esprime col solito procedimento.

    Sesto comma –
    I presidenti di Camera e Senato, nei casi di conflitto di attribuzione sollevati, ricercano un’intesa in modo congiunto, per evitare il ricorso eccessivo alla Corte Costituzionale (nonostante, a mio parere, il rischio sia comunque relativamente basso, per I motivi sopra descritti).

    Settimo comma –
    Infine il Senato può mettere in campo attività conoscitive di controllo e formulare pareri sull’operato della Camera, riconquistando uno dei compiti fondamentali della politica quale il controllo dell’implementazione delle leggi.

    Saluti.


  • Raffaele Vairo

    Buona sera,
    per favore lasci perdere Travaglio e veniamo a noi.
    Non è una battuta ma un fatto sostenere che prima l’art.70 era composto da sole 9 parole chiarissime «La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere» mentre adesso è diventato lungo, elaborato e con continui rimandi ad altri articoli o a singoli commi di essi e risulta, alla fine, incomprensibile ad un “comune” lettore.
    Apprezzo, tuttavia, suo sforzo di illustrare in modo chiaro ed univoco il nuovo art. 70 ma, secondo me, non c’è riuscito. Cerco adesso di provarci io (con un enorme sforzo di sintesi e dopo aver impegnato diverse ore a documentami sui sacri testi di diritto costituzionale dai quali devo, per onestà, dichiarare di avere attinto).
    La riforma non abolisce il bicameralismo: continueremo ad avere una Camera e un Senato che si rimpalleranno le leggi. Son ben 22 le categorie di leggi che restano bicamerali, con procedure di approvazione diverse a seconda delle materie che trattano.
    Le altre leggi sono di competenza prevalente della Camera, ma per
    esse è sempre possibile attivare tre passaggi (anziché i due attuali).
    Infatti, una volta approvate dalla Camera, le leggi vanno immediatamente trasmesse al Senato, con possibili soluzioni diverse:
    1. nella maggioranza dei casi il Senato, entro 10 giorni, su richiesta
    di 1/3 dei membri, può esaminare il progetto di legge e nei 30 giorni
    successivi proporre modifiche, su cui poi si pronuncia in via definitiva la
    Camera a maggioranza semplice;
    2. per i disegni di legge che il Governo propone in deroga alla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni (attivando, cioè, la “clausola di supremazia” statale), l’esame del Senato è disposto nel termine
    di 10 giorni dalla data di trasmissione. In questo caso se le modifiche sono state approvate dal Senato a maggioranza assoluta, la Camera può non conformarsi ad esse solo pronunciandosi a sua volta a maggioranza assoluta (il che, però, con l’Italicum, non configura un limite reale…);
    3. i disegni di legge in materia di bilancio e di rendiconto consuntivo approvati dalla Camera sono direttamente esaminati dal Senato, che può proporre modifiche entro 15 giorni dalla data della trasmissione. La Camera, poi, può accettare o meno tali proposte a maggioranza semplice;
    4. il Senato può, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla
    Camera di procedere all’esame di ogni progetto di legge. La Camera si pronuncia entro 6 mesi dalla data di deliberazione del Senato.
    È allora evidente la complicazione dell’iter legislativo che la riforma
    comporterebbe. Cosa accadrebbe se le Camere non si accordassero
    sul procedimento da seguire? E se una legge dovesse avere contenuti
    che richiedono di essere disciplinati con procedimenti diversi (per esempio, i
    decreti “omnibus” o i “mille proroghe”)? E cosa accadrebbe qualora non fossero rispettati i termini temporali previsti? Risposta: saranno i Presidenti di Camera e Senato a risolvere i (prevedibilmente numerosi) casi controversi, ma manca una norma che possa dirimere incertezze e conflitti tra di loro! Ciò che, al contrario, è certo, è l’incremento di ricorsi alla Corte costituzionale sulla divisione delle competenze tra le due Camere.
    Ma non è ancora finita! Viene introdotto il giudizio preventivo di costituzionalità sulle leggi elettorali, attivabile su richiesta di 1/3 dei senatori o di 1/4 dei deputati prima della promulgazione, entro 10 giorni dall’approvazione della legge. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di 30 giorni. Se considerata incostituzionale, la legge non può essere promulgata.
    La sovrapposizione tra le due forme di sindacato della Corte (in via preventiva e in via successiva) crea però incertezze, soprattutto in un periodo in cui si chiede maggiore “certezza del diritto”.
    A questo punto, caro sedicente Ex lavoratore ibf, il giudizio spetta solo ai lettori.
    Saluto tutti, favorevoli e contrari alla riforma costituzionale.


  • Ex lavoratore ibf

    Lei non ha solo spiegato oggettivamente, (con parole chiare e semplici) l’articolo 70, ci ha aggiunto delle sue considerazioni / ipotesi.
    Ma ci sta, considerato che ha più volte ribadito la sua contrarietà alla riforma.

    Altra cosa, io sono un sedicente Ex lavoratore ibf esattamente come lei è un sedicente Raffaele Vairo.
    Tutti gli utenti di questo sito sono sedicenti signor utenti X. Nessuno di noi ha mai presentato un documento o ha mai utilizzato un qualsiasi sistema di riconoscimento.

    Un saluto a lei ed a tutti i lettori anche da parte mia.


  • Raffaele Vairo

    Voglio solo aggiungere e precisare che il sottoscritto non è un “sedicente signor X” come lei, cosa che la redazione della testata che ci ospita può confermarla (in via riservata).
    Comunque, è stato un piacere “discettare” con lei.
    firmato: Raffaele Vairo

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