A cura di Nicola Ciociola

Manfredonia, ex ANIC: ricostruzione scoppio del 26 settembre 1976


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Manfredonia, 20 settembre 2017. ”A pochi giorni dall’anniversario dell’incidente avvenuto il 26 settembre 1976 nel petrolchimico ex Anic, si sente il bisogno di descrivere l’accaduto attingendo i relativi dati da fonti documentarie certe.

Il sen. Michele Magno, allora sindaco di Manfredonia, tenne il 25 marzo 1977 una conferenza presso l’Università degli Studi di Bari. Tale magistrale intervento fu poi riportato in un volume, edito dal Comune, con il significativo titolo “I guasti del Petrolchimico a Manfredonia”.

In questo libretto si legge a pagina 9 quanto segue.”…domenica 26 settembre si ha il disastro. Poco prima delle dieci, il rumore di una grande esplosione terrorizza la Città. E’ scoppiata la colonna di lavaggio Giammarco-Vetrocoke 71.C.1 dell’impianto dell’Anic…”.

A questo punto, per descrivere il prosieguo dell’avvenimento bisogna attingere dalle deliberazioni di Consiglio Comunale, facilmente consultabili presso l’ archivio del Comune. Intanto, il sindaco Magno, con estrema tempestività , si mobilitò per cercare di capire la natura dell’ incidente.

La rappresentanza del lavoratori chimici subitamente denunciò l’ accaduto con un “Comunicato Fulc Nazionale -Scoppio Stab.to Anic Manfredonia. Nella G. 26/9/1976, Stab.to Anic-manfredonia- Scoppiato l’impianto di depurazione gas destinati sintesi ammoniaca. Lo scoppio ha provocato la fuori uscita di circa 200 m3 di sali di arsenico. Parte della soluzione è stata nebulizzata nell’atmosfera ; parte si è riversata nelle fogne che sfociano a mare. Attualmente si segnalano 5 feriti causa scoppio ed alcuni intossicati fra i lavoratori operanti nella fabbrica. La Fulc nazionale in stretto collegamento C.d.F. Manfredonia appena avuta la notizia è intervenuta anche tramite Asap sulla Direzione Aziendale e sulle autorità locali chiedendo la messa in opera delle seguenti misure e provvedimenti:
1) impedire l’ accesso alle zone presumibilmente inquinate entro e fuori la fabbrica;
2) predisporre un ambulatorio attrezzato per provvedimenti medici di urgenza in caso di possibili avvelenamenti da sali arsenico;
3) avvisare i lavoratori et popolazione sui sintomi di avvelenamenti sulle cautele da adottare sul comportamento da tenere;
4) eseguire immediatamente analisi su piante, terreno, e acque entro e fuori fabbrica in modo da stendere una mappa della zona inquinata;
5) intervenire per neutralizzare i sali di arsenico dove si riscontrano concentrazioni pericolose o nocive. Nel seguire gli sviluppi della situazione la Fulc Nazionale ed il C.d.F. si riservano di definire e denunciare le responsabilità del caso-Roma 26/9/1976”.

Questo comunicato è parte integrante e sostanziale sub B) della deliberazione di Consiglio Comunale n. 350 del 15 ottobre 1976.

Lo stesso giorno, lunedì 27 settembre 1976, l’Anic-Settore Manfredonia-Monte Sant’Angelo emise un comunicato a firma del direttore ing. M. Campelli :” Stima delle sostanze emesse nell’atmosfera durante la rottura della colonna di lavaggio Giammarco-Vetrocoke 71-C.1 (incidente del 26/9/1976). La stima delle sostanze emesse durante l’ apertura improvvisa dell’apparecchiatura è stata effettuata sulla base di una marcia normalizzata dell’ impianto all’ 85% del carico nominale.

Distinguiamo tre tipi di sostanze fuoriuscite: gassose, liquide e solide.
1) la quantità di gas sono state determinate su una portata complessiva di 150.000 Nm3/h. Poiché il tempo di permanenza fra l’ ingresso dell’impianto e la colonna in oggetto è di circa 5 minuti primi, è stato valutato un volume complessivo di gas fuoriuscito pari a 35.000 Nm3 più 1000 Nm3 di vapore d’ acqua. Il gas è composto prevalentemente da anidride carbonica, circa 25.000 Nm3. Il resto è costituito da idrogeno (24%) e azoto (8%). E’ da notare che l’ idrogeno fuoriuscito , combinandosi istantaneamente con l’ ossigeno atmosferico , si è trasformato interamente in vapor d’ acqua (8500 Nm3).
2) Si stima che dell’intera quantità di soluzione liquida impiegata nell’ intero impianto di lavaggio (500 M3) soltanto la sesta parte sia stata proiettata fuori.
Le sostanze con essa fuoriuscite sono:
60 t. di acqua;
10 t. di arsenico;
18 t. di ossido di potassio.
3) Le selle di materiale ceramico, costituenti il riempimento della parte superiore della colonna in oggetto, per un volume

Questo comunicato è parte integrante e sostanziale sub A) della stessa deliberazione di Consiglio Comunale n. 350 del 15 ottobre 1976, ad oggetto:”Problemi inerenti all’inquinamento da arsenico – Approvazione mozione e ordine del giorno circa manifestazione cittadina”.

Dalla deliberazione di Consiglio Comunale n. 347 del 4 ottobre 1976, alla cui seduta parteciparono, oltre ai consiglieri comunali, l’ on. Giuseppe Di Vagno (PSI), l’ on. Vito Lenoci (PSI), l’ on. Stefano Cavaliere (DC), l’ on. Pietro Carmeno (PCI), il sen. Savino Vania (PCI), il sen. Domenico DE Simone (PCI), l’ on. De Cosmo (DC, il prof. Angelo Ciavarella- segretario provinciale del PSI, l’ avv.Gabriele Mazzone- segretario provinciale DC, l’ins.Renzo Gatta del MSI-destra Nazionale, il dott.Giuseppe Zingrillo- presidente della commissione sanità della regione Puglia, il geom. Nicola D’ Andrea (PCI)-Consigliere regione Puglia, il dott.Lucio Palazzo-ispettore
provinciale del Lavoro di Foggia.

Nella stessa delibera n.347 del 4.10.1976 ad oggetto. ”Problemi inerenti all’inquinamento da arsenico-Provvedimenti prosecuzione seduta del 2.10.1976”, si ha modo di leggere: ”…Il Sindaco del Comune di Manfredonia sen. Michele Magno espone il significato dell’incontro, ringrazia gli- intervenuti e porge il saluto della Città di Manfredonia, duramente provata dall’accaduto. Presa in esame la situazione verificatosi presso il centro petrolchimica di Manfredonia dopo l’ esplosione avvenuta il 26 settembre 1976, fa la storia dello scoppio della colonna di lavaggio dell’ impianto di ammoniaca dello stabilimento Anic, che ha comportato la fuoriuscita di una rilevantissima quantità di arsenico e di altri gas venefici, con il conseguente avvelenamento di una vasta area di territorio circostante.

Sottolinea che la sciagura poteva essere più grave se l’incidente si fosse verificato in un giorno feriale e non di domenica e se la direzione dei venti avesse portato la nube tossica sulla Città di Manfredonia, fortunatamente risparmiata anche se il centro abitato (rione Monticchio) ne è risultato lambito.

Riferisce sulla sequenza degli avvenimenti allorquando l’Anic nascondeva il reale pericolo dell’accaduto ed il Consiglio di fabbrica invece faceva conoscere la situazione delle cose, asserendo che il quantitativo dell’arsenico fuoriuscito per lo scoppio si aggirava a 32 tonnellate, contro le 10 tonnellate ammesse dall’Anic.

Preoccupato per la grave situazione di pericolosità per la salute pubblica, al centro della quale si sono travate le popolazioni circostanti soprattutto di Manfredonia ed i lavor4atori occupati nello stabilimento, mette in evidenza le varie tempestive iniziative assunte per affrontare le adeguate misure di tutele della salute pubblica, attraverso le ordinanze contingibili ed urgenti di delimitazione della zona inquinata, di divieti, prescrizioni, ed obblighi, dopo l’intervento del prefetto, del Medico provinciale, del Laboratorio chimico di Foggia, accesso sul posto, prelievo di campioni, con risultati di analisi preoccupanti per la presenza di quantità di arsenico di 40 grammi per metro quadrato di terreno in alcuni punti della zona inquinata dalla estensione di circa 15 km.

Lamenta l’apatia ed indolenza delle forze politiche interessate e la mancanza di interventi tempestivi agli Organi regionali, provinciali e Statali di fronte alla tragica vicenda, per la quale la scienza e la tecnica non ha saputo ridurre gli effetti dannosi di una industria inquinante.

Richiama il contenuto della deliberazione della G.M. del 2.9.1976, dandone lettura, come se si fosse pronosticata la sciagura e rammenta che il Consiglio di Fabbrica già da tempo aveva chiesto all’Anic la sostituzione dell’ arsenico dal processo di raffreddamento degli impianti dell’industria. Stigmatizza il comportamento dei responsabili dell’Azienda, che non hanno predisposto tempestivamente misure idonee e preventive per neutralizzare gli effetti nocivi dell’incidente e che in ordine alla pericolosità ed all’entità dei gas tossici fuoriusciti, pur avendo l’ ENI già sperimentato, in altre circostanze, l’ impiego di sostanze disinquinanti, comportamento questo che ha fatto ritardare le iniziative a tutela della salute pubblica da parte dell’ Amministrazione interessata , per cui la fondata impressione che da più parti si voglia nascondere l’ accaduto ed in alto loco si temi una congiura ai danni di Manfredonia…”.

Molta parte di questo scritto è stato appositamente riportato tra virgolette e ripreso integralmente da documenti storicamente inconfutabili, solamente perché eventuali commenti contrari vadano a scontrarsi contro certezze incontrovertibili.

A cura di dott. Nicola CIOCIOLA, Manfredonia

Manfredonia, ex ANIC: ricostruzione scoppio del 26 settembre 1976 ultima modifica: 2017-09-20T12:48:42+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Sorridi sei a Manfredonia: la città dei balocchi

    A volte il passato non insegna nulla!
    Il bello deve ancora venire.


  • Elettore Pd disgustato

    Chissà quante sipontini e quante sipontine si sono ammalati/e di tumore e sono morti a causa dell’arsenico, chissà quanti stanno soffrendo e soffriranno a causa dei veleni sparsi dopo lo scoppio e intanto non non mi sbagliato quantità enormi di veleni sono interrerati nei pressi ex area enichem o qualcuno crede che abbattendo la torre di cemento abbia risolto il problema?


  • simonetti

    La mafia lobbistica e partitocratica dominante negli anni 60 ha devastato Manfredonia, l’ha inquinata, ha inficiato salute e benessere per decenni..forse per secoli. Manfredonia era la perla del Mediterraneo, la più bella cittadina dell’Adriatico, tutta l’Italia e l’europa ce la invidiavano.


  • Francesco Paolo C.

    Porco giuda! Erano tutti d’accordo per piazzarci questo mostro spaventoso DC e PCI! Speriamo, specialmente per i nostri figli che questo non accada più per piazzarci altri TERRIFICANTI MOSTRI!


  • OCCHIO

    LA MIA PERSONA DICE CHE E’ GIA’ PASSATO IL BELLO IL PRESENTE NON SI SA’ QUINDI SORRIDI AL PRESENTE..IN QUANTO CHI FA’ I DANNI SIAMO SEMPRE NOI…

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