Cronaca

Capitanata Rifiuti Zero: diffida per vendita all’asta dell’ex Asia

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L'attuale sindaco di Cerignola Giannatempo (fragas15)

Cerignola – “DIFFIDA ad effettuare vendita all’asta dell’ex ASIA”. Questo l’oggetto di una missiva inviata tra l’altro al Comune dall’ass. Capitanata Rifiuti Zero, “impegnata nella promozione delle migliori pratiche di gestione dei rifiuti e delle risorse”.

“Il Comune di Cerignola ha indetto per il 23 novembre la gara d’asta per la vendita del bene comunale consistente nell’isolato comprendente i capannoni dell’ASIA, municipalizzata del verde pubblico e della nettezza urbana fallita e assorbita dall’attuale SIA FG4 (azienda di proprietà del consorzio di Comuni FG4); il Comune di Cerignola ha adottato il “Piano delle Alienazioni 2012”, nel quale è inserito l’isolato dell’ex ASIA in Via Torino, oltre ad altri beni immobili e terreni, tra cui il Palazzo del Volontariato anch’esso prossimo alla messa in vendita all’asta”.

“Secondo il Comune di Cerignola l’inserimento nel Piano delle Alienazioni (di seguito, in breve: PdA), pubblicato in contemporanea col Bilancio di Previsione comunale, comporterebbe automaticamente la variazione della destinazione urbanistica senza
valutazione e studio di fattibilità del contenuto della stessa”:

“Considerato le politiche urbanistiche europee, e soprattutto quelle della Regione Puglia, incentivano e promuovono il recupero del patrimonio edilizio esistente; il riutilizzo dell’ex ASIA è inserito nelle politiche ambientali, in quanto – come da delibera del Consorzio (ex ATO) FG4 e del Comune di Cerignola – vi è
prevista la realizzazione di un ecocentro o isola ecologica, fondamentale integrazione per il successo dei moderni sistemi di raccolta differenziata (porta a porta). Per il recupero del bene pubblico è stato presentato progetto, approvato dal Servizio Ciclo Rifiuti e Bonifiche della Regione Puglia e in attesa del consecutivo
stanziamento di fondi europei, e che – inoltre – è stato costituito di recente un gruppo di lavoro fra tecnici comunali e della SIA FG4 per la progettazione esecutiva dell’intervento. Invero, possono essere inseriti nel Piano delle Alienazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni solo i beni “non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali” (Dlgs. 112/2008; art. 58), dunque tale bene andrebbe stralciato dal suddetto piano comunale”.

Il Comune di Cerignola ha aderito con delibera consiliare alla Strategia Rifiuti Zero, costituendo l’osservatorio comunale (una commissione partecipata dai cittadini, col compito di monitorare il percorso e di proporre soluzioni virtuose), e ivi programmando la realizzazione, affianco al centro comunale di raccolta, di un Centro di Riparazione e Riuso da integrarsi possibilmente nell’ecocentro o isola ecologica – funzione cui l’ex ASIA di Via Torino si presta in modo ottimale”.

“E’già successo con la notoria vicenda dell’accordo tra AqP e Comune di Cerignola per la vendita del Palazzo dell’Acquedotto, la cui cosiddetta “valorizzazione” è subordinata all’approvazione dela variante comunale, da edilizia pubblica a privata (residenziale-
commerciale), che vengano presi e formulati accordi da parte dell’amministrazione comunale prima, e non dopo, lo studio di fattibilità e la valutazione della variante in oggetto. Nel caso specifico, è stato pubblicato il 15 settembre scorso un avviso pubblico da parte dell’amministrazione comunale per la presentazione di osservazioni sulla variante del Palazzo dell’Acquedotto, che in realtà era già stata però approvata dal Consiglio Comunale con semplice deliberazione del Consiglio (a proposito, si ricorda la comunicazione inviata a Comune e Regione da parte del comitato locale Acqua Bene Comune, in cui veniva richiesto con urgenza al Servizio Urbanistica regionale un controllo di conformità sulla procedura)”.

Nel PdA 2012 sono stati aggiunti altri beni, tra cui i cosiddetti “Stalloni” facenti parte del quartiere INA-Casa confinanti con il Laboratorio urbano “Ex Opera” e adiacenti allo storico complesso del Piano delle Fosse, senza alcuna procedura a carattere pubblico, anche questa volta con variazione extraprocedurale della destinazione urbanistica”.

“Con la sentenza n. 340 del 30 dicembre 2009 la Corte costituzionale – accogliendo il ricorso di alcune Regioni – , ha censurato (cioè, bocciato) l’articolo 58, comma 2, del Dlgs. 112/2008 (“la deliberazione del consiglio comunale di approvazione del piano
delle alienazioni e valorizzazioni costituisce variante allo strumento urbanistico generale. Tale variante, in quanto relativa a singoli immobili, non necessita di verifiche di co nformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle
Province e delle Regioni”.). Disconoscendo la sentenza della C.C., ovverossia misinterpretandola, il Comune di Cerignola nel PdA ha ignorato che “la destinazione urbanistica va ovviamente determinata nel rispetto delle disposizioni e delle procedure stabilite dalle norme vigenti”, come precisa la stessa C.C., variando sic et simpliciter la destinazione di alcuni beni tra cui l’ex ASIA di Via Torino (che passerebbe da F1 ac e ps – edilizia pubblica – a F3 – edilizia privata – ). Invece, ogni variante non può che essere adottata in conformità con il governo del territorio esercitato dalla Regione e dallo Stato, oltre che favorendo la partecipazione informata dei cittadini”.

Da qui l’Associazione “diffida” nella missiva “il Comune di Cerignola dal procedere ad ogni vendita all’asta di beni inseriti
nel piano delle alienazioni con destinazioni urbanistiche, senza che la variante sia sottoposta alle procedure previste dalle disposizioni regionali vigenti in materia di governo del territorio e di varianti agli strumenti urbanistici comunali”, termina l’Associazione nella nota.


Redazione Stato



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