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Ma che fine ha fatto la piscina comunale? (FT-VD)

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Ingresso costruenda Piscina Comunale di Manfredonia (st@)

Manfredonia – UN impianto sportivo si attende da tantissimi anni in un lassismo imparagonabile a niente e nessuno altro discorso razionale. Quello a cui faccio riferimento riguarda la famosa “Piscina Comunale” la quale doveva rappresentare finalmente la grazia per le tante discipline sportive acquatiche che riguardano la nostra città. Impiantato da tanti anni, è chiuso in uno spazio disabitato nella zona, oggi, del mercatino rionale di Monticchio.

Rimasto in una specie di deformati stecchi di metallo scheletrici e cemento a rinsecchire al sole come fossero rami strani dell’ambiente più naturale messi lì all’aria come reperti degradanti, avviluppati nel disordine e nell’urlo del vuoto e del buio più puro, steso in un tremendo stato di abbandono, fa parte ormai del museo delle costruzioni fantasma legale, dove tutto appare e niente si fa, solo fumo da buttar negli occhi della gente che passa e oramai osserva impassibile e rassegnata. Uno spettro che fa da riflesso in mezzo a quel terreno incolto da frasche che rappresenta l’indignazione alla vita del paese.

Sono anni che se ne parla sul quel caro Palazzo del San Domenico e nessuno fa niente. Capisco che ora i tempi son quelli che sono ma prima era uguale a oggi. Mi chiedo come sia possibile che i tanti nuotatori manfredoniani, bisognosi di struttura idonea quale una struttura di un Palazzetto per la Piscina, debbano disperarsi e andare via altrove per allenarsi. Non avere una struttura per lo sport acquatico in un luogo come il nostro è come non avere un’anima.

A volte qualche politico fa finta di dire:– Vediamo, bè, ma si farà. Poi il tempo passa e tutto tace e passano gli anni. Io non ce l’ho con nessuno anche perché serve a poco è una questione di intelligenza più che di sopravvivenza, mi rivolgo alle autorità e al signor sindaco in particolare, Angelo Riccardi:-A lei , sindaco che è sempre stato uno sportivo anche in quello praticato, chiedo più concretezza per i lavori di quel macabro informe strutturale, magari veder alzare qualche altra colonna cementificata in modo da farcapire che si sta mettendo lì, in quel desertico sistema, l’attenzione e l’interesse. I ragazzi aspettano, soprattutto i diversamente abili a cui tocca andare al Palazzetto Comunale di Foggia e non solo da Manfredonia ma anche da Mattinata e altri luoghi nei dintorni e che implorano le regole del più degno modo di vivere come si deve.

(A cura del poeta e cantautore Claudio Castriotta)

Photogallery (repertorio marzo 2012)



Report 21 giugno 2012




Redazione Stato, defilippo@statoquotidiano.it



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