Cronaca

Dotazione organica Asl Bt, Pastore: “Non si ‘taglia’ la salute pubblica”

Di:

Consorzi di Bonifica, interrogazione Pastore (barlettalife.it)

Il consigliere regionale Franco Pastore (fonte image: barlettalife.it)

Bari – FRANCO Pastore (Misto/Socialisti): “Sono sul piede di guerra le organizzazioni sindacali dei lavoratori della sanità nella provincia di Barletta – Andria – Trani e hanno tutte le ragioni per esserlo. Recriminano, infatti, alla direzione generale della Asl Bt e alla Regione Puglia l’avere messo in ginocchio la sanità di questo territorio, di averla depauperata, impoverita, gettata in una situazione paradossale per cui risultano esservi esuberi laddove, al contrario, esiste una condizione di effettiva carenza di risorse umane che ogni giorno cercano di assolvere, con grande difficoltà e senso di responsabilità, ai propri compiti che divengono sempre più impegnativi”.

“All’origine di tale stato di cose vi è l’attuazione della deliberazione n. 1189 del 3 agosto 2012, quella della “ridefinizione della dotazione organica” e, dunque, del nuovo assetto organizzativo della Asl Bt. Delibera in merito alla quale i sindacati non sono stati ascoltati, un atto che non nasce dal confronto col territorio, un territorio in cui, fino ad ora, gli ospedali sono stati chiusi, quelli rimasti sono stati ridimensionati ma senza che siano stati potenziati i servizi sul territorio. Si pensi a Minervino Murge e Spinazzola, o ai ridimensionamenti degli ospedali di Canosa di Puglia e Trani, ma vorrei anche ricordare il mancato rispetto degli standard ministeriali nel computo dei posti letti.

Per l’Italia sono fissati a 3,7 posti letto per 1.000 abitanti, per la Asl Bt a 1,8 per 1.000 abitanti. Sono d’accordo con i sindacati quando denunciano che questo comprometterà, anzi lo ha già fatto, il diritto alla salute dei cittadini e quelli dei lavoratori, del territorio a un suo giusto sviluppo, e comporterà e sta già comportando ulteriori spese sanitarie visto che molta dell’utenza si rivolge altrove, in altre regioni persino, con numeri che non si registravano così importanti da decenni. E’ questo che succede quando a muovere le decisioni organizzative sono solo criteri ragionieristici scevri da un solido supporto di democrazia, coinvolgimento delle parti solciali e partecipazione e confronto. Mi auguro che la Regione, il governo regionale voglia e possa intervenire per modificare questo stato di cose e garantire anche al territorio della Asl Bt e ai suoi cittadini e lavoratori gli stessi diritti del resto del paese e la garanzia dei livelli minimi essenziali di assistenza.


Redazione Stato



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