Cronaca

Nicola Vascello: “Con Renzi è possibile un nuovo modello di sviluppo

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Il commissario dell'Apt N.Vascello durante la manifestazione di Termoli la scorsa primavera (ph: Michele Sepalone)

Foggia – “LA vittoria di Matteo Renzi alle primarie del centrosinistra aprirà per l’Italia, ma anche e soprattutto per il Mezzogiorno e per la Capitanata nuove prospettive di sviluppo e di crescita, ponendo le basi per un nuovo modello di sviluppo”. Lo sostiene, in una nota diffusa alla stampa, Nicola Vascello, componente del comitato pro-Renzi “Adesso!Capitanata”.


“Vogliamo realizzare un modello economico – aggiunge Vascello – che prenda il via dal concetto di “sviluppo vocazionale”. Le esperienze maturate sono state fallimentari perché scoordinate tra loro, prive di una visione complessiva ma soprattutto senza il sostegno di politiche concrete. Incentrare il modello di sviluppo sui settori del turismo e delle produzioni agro – alimentari non può limitarsi a essere una semplice dichiarazione di intenti o una attività meramente declamatoria.


Secondo Vascello, protagonista dell’impegno rivolto al rilancio dell’aeroporto Lisa, le politiche della mobilità devono essere al centro dello “sviluppo vocazionale”: “Non può esistere ipotesi di sviluppo se non è garantita la mobilità. Quest’aspetto è stato troppo a lungo trascurato da politiche attente a governare le emergenze senza la capacità di programmare a medio e lungo termine. L’incapacità di connettere la realizzazione delle opere infrastrutturali con le reali esigenze del territorio ci ha portato a un sistema dei trasporti non coerente con le necessità delle imprese”. Questo tema è di nevralgica importanza anche per rilanciare la funzione del capoluogo: “La città di Foggia – aggiunge Vascello – ha da qualche tempo rinunciato a svolgere il ruolo che le spetta di soggetto trainante dello sviluppo provinciale. Bisogna alzare lo sguardo e pensare a un territorio che vada oltre i confini comunali, riconquistare centralità rispetto alle dinamiche di sviluppo partendo proprio dall’offerta di servizi e mobilità. Uscire dalla logica del mattone come unica attività economica consentirà di liberare ingenti risorse.”


Lo “sviluppo vocazionale” rimette al centro del futuro le vocazioni più autentiche della nostra terra e in particolare quella turistica e quella agro-alimentare, da coniugare con la salvaguardia dell’ambiente. “Se ci convince l’idea che debbano essere questi due settori a trainare lo sviluppo della nostra terra – conclude Vascello – non possiamo prescindere dall’ambiente. Attività che compromettono le nostre risorse ambientali diventano automaticamente incompatibili con il territorio e devo


Redazione Stato



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  • Redazione

    COMUNICATO DEL 20/11/2012

    Mancano soltanto cinque giorni alle primarie 2012 del centrosinistra. Il Comitato pro Renzi-Cerignola intende rinnovare l’appello a tutti i cittadini, che vogliono veramente cambiare l’Italia, trascrivendo nuovi principi per lo sviluppo e la crescita, di recarsi a votare domenica 25 novembre 2012, presso il seggio elettorale dedicato, esprimendo l’unico premier possibile per tale obiettivo comune, ossia MATTEO RENZI.

    Potrebbero bastare soltanto quindici minuti (ossia il tempo necessario per procedere materialmente al voto tra registrazione e votazione) per invertire le sorti di un Paese. Basta pensare che questo tempo prezioso sarà pari al tempo dell’intervallo di una partita di calcio oppure alla ricreazione dei bimbi a scuola. In dieci punti, tra tanti altri, elenchiamo alcune buone ragioni per votare RENZI: 1) Tagliare i costi della politica. Dimezzare i parlamentari e i consiglieri regionali, cancellare tutti i vitalizi, abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Basti pensare che, oggi, la maggior parte dei fondi per la ricerca scientifica e la innovazione tecnologica sono reperiti dai privati con le donazioni, anche delle varie campagne televisive, tramite i famosi sms.

    E’ ASSURO CHE IL BENE VITA, E NON LA QUALITA’ DELLA VITA, SIA TRASCURATO DALLO STATO, CHE NON INVESTE ABBASTANZA. 2) Pubblica Amministrazione più efficiente e trasparente. Riorganizzare la pubblica amministrazione, mettere in Rete tutti gli atti pubblici, tagliare 30-40 miliardi l’anno di spesa pubblica improduttiva. Meno regole e più chiarezza in tutti i campi, dal fisco al diritto al lavoro; giustizia più rapida con meno riti e più giudici specializzati, al fine di abbattere i costi accessori. 3) Combattere l’evasione e ridurre la pressione fiscale. Recuperare il 25 per cento dell’evasione fiscale e destinare il ricavato alla riduzione delle tasse. 4) Aumentare il potere di acquisto delle famiglie. Detrazioni di imposta per 100 euro al mese, 1300 euro l’anno, a tutti i lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 2.000,00 euro al mese. Liberalizzare per far scendere le tariffe. 5) Investire sugli italiani. Triplicare gli asili nido pubblici per garantire un posto al 40% dei bambini sotto i 3 anni. Investire sulla scuola, sugli insegnanti e sulla ricerca. Sanità basata su standard di costi e di efficacia. 6) Combattere la precarietà. Per tutti i nuovi contratti a tempo indeterminato sgravio di 100 euro al mese per tre anni, con un risparmio del 15-20% per le aziende. Incentivi per l’accesso al lavoro di giovani, donne e over 55.

    7) Credito più facile per le nuove imprese. Utilizzare di più i finanziamenti europei per creare un fondo di garanzia a tassi agevolati per i giovani imprenditori. 8) Investire dove serve davvero. Ridurre di 10 miliardi l’anno la spesa per le grandi opere inutili e investire nella messa in sicurezza delle scuole, nella costruzione di asini nido e di nuove carceri. 9) Diritti in linea con i tempi. Doveri per tutti. 10) Valorizzare il modello italiano: cultura, turismo, bellezza. Investire almeno l’1 per cento del PIL nella cultura, valorizzare le risorse turistiche del paese, investire nella sostenibilità ambientale delle nostre città. Noi non vogliamo l’usato sicuro che, dinanzi alle sconfitte elettorali, come è successo a Parma, dice: “non abbiamo perso ma abbiamo non vinto”. Noi vogliamo che si vada al governo di questo Paese senza portare la giustificazione. Chi ha fallito a sinistra vada a casa. Squadra che non vince si cambia.

    Il Coordinatore
    Avv. Francesco Disanto

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