Economia

Pensionati, Inps: 7,2 milioni sotto i 1000 euro

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Il presidente nazionale Inps, Antonio Mastapasqua (st@)

Roma – SECONDO i dati resi noti oggi dall’Inps, oltre 7,2 milioni di pensionati Inps, pari al 52% del totale, ha un reddito pensionistico complessivo inferiore a 1.000 euro al mese. “In pratica, salvo siano evasori che non hanno mai versato contributi, vivono di stenti e rinunce. Questo dato, però, non deve indurre a ritenere, come ha fatto il Governo Monti, che il 12,7% che riscuote pensioni comprese tra 1500 e 2000 euro mensili sia, quindi, ricco e non abbia la necessita di veder rivalutata la propria pensione”. Lo dice in una nota il Codacons.

“Aver bloccato le rivalutazioni delle pensioni sopra 1405 euro lorde, come se si trattasse di milionari, è a dir poco vergognoso, specie se poi si infiammano i prezzi con aumenti delle accise e dell’Iva. Senza contare che queste pensioni da fame dovrebbero essere adeguate al reale aumento del costo della vita dei pensionati e non aggiornate all’inflazione media delle famiglie italiane, considerato che un pensionato ha molte più spese obbligate rispetto agli altri e concentra la gran parte delle spese in alimentari e abitazione (acqua, elettricità….). Dal 2002 ad oggi i pensionati hanno avuto un’inflazione almeno doppia rispetto a quella ufficiale, perdendo sempre più potere d’acquisto”.

“Ecco perché il Governo dovrebbe smetterla di voler risanare i conti pubblici intervenendo sempre sulle pensioni, salvo si tratti realmente di benestanti che guadagnano oltre la penultima aliquota Irpef, ossia oltre 55.000 euro. Solo per loro si può immaginare un parziale blocco della rivalutazione della pensione e non certo, come pensa di fare in futuro il Governo Monti, per chi prende 2900 euro lorde al mese, ossia 6 volte il minimo”.

Inps: CGIL, bilancio sociale fotografa situazione esplosiva, da ministro nemmeno una parola. “Oltre la metà dei pensionati sotto i 1.000 euro al mese, il crollo dell’occupazione in particolare dei giovani, i redditi in calo, la CIG oltre il miliardo di ore. Il Bilancio sociale dell’Inps fotografa una situazione sociale esplosiva, peraltro ulteriormente aggravatasi nel corso del 2012”. Così il segretario nazionale della CGIL, Vera Lamonica commenta i numeri del Bilancio sociale Inps 2011, presentato oggi a Roma nella sede del Cnel.


“E’ singolare – prosegue il dirigente della CGIL – che su tutto questo il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, nel suo intervento conclusivo non abbia speso una parola, limitandosi a ribadire il suo concetto di sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale, scisso da ogni considerazione sulla sua molto discutibile sostenibilità sociale”.


“La principale funzione dell’Inps – aggiunge Lamonica – non deve essere quella di educare, tanto meno di fare propaganda alla bontà delle riforme. L’Inps è l’Ente che gestisce tutte le prestazioni di welfare del Paese e deve garantire oltre che efficienza anche efficacia dei servizi e delle prestazioni. Deve aprire, e non chiudere, le porte ai cittadini che sempre più riempiono le file ai patronati, che stanno svolgendo una meritoria e non riconosciuta azione di supplenza, e per fare questo tutto serve tranne nuovi tagli, che colpirebbero pesantemente anche l’attuale livello di servizi”


“Infine – conclude il segretario nazionale della CGIL – per quanto riguarda la partecipazione, bisognerebbe affrontare finalmente il tema della governance, garantendo alle parti sociali, espressione di lavoratori ed imprese, di svolgere un effettivo ruolo di indirizzo e di vigilanza, nell’ottica di garantire un effettivo governo duale dell’Ente”.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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