Cronaca

“Plunder” Polizia Stradale, 9 arresti, 2 cerignolani

Di:

Controlli polizia stradale (sm.siulprm)

Operatori Polizia stradale (archivio, siulprm)

Trani – COME riferito, il personale del Compartimento Polizia Stradale per la Puglia, unitamente ad operatori della Squadra Mobile di Bari e dei Commissariati di Andria e Corato ha tratto in arresto ieri:
1. VURCHIO Emilio detto “Zio” cerignolano di anni 41
2. TODISCO Felice, cerignolano anni 54;
3. GENCHI Michele barese anni 44;
4. MARIANI Massimo, di Capurso anni 23;
5. BENELOUCIF Giuseppe andriese anni 43;
6. SCAMARCIO Vincenzo andriese anni 53,;
7. DI VINCENZO Giovanni andriese anni 30;
8. GATALETA Giuseppe coratino anni 33;
9. CAMPANALE Michele, ruvese anni 46;
10. DRAGUSIN Elena detta Simona Rumena anni 27 anni, agli arresti domiciliari.


I predetti sono tutti colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trani Dott. Roberto Oliveri del Castillo che li vede imputati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla consumazione di una serie indeterminata di delitti contro il patrimonio, rapine ai danni di commercianti ed autotrasportatori con sequestro di persona, furti all’interno di abitazioni ed esercizi commerciali. Le indagini, avviate alla fine dell’estate dello scorso anno, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Trani nella persona del Sostituto Procuratore dott. Fabio Buquicchio, sono state condotte dalla squadra di polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per la Puglia, diretto dal Dott. Paolo Fassari, anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali nonché a servizi di osservazione e pedinamento operati sul territorio provinciale.

Le risultanze investigative acquisite hanno individuato il modus operandi predatorio del sodalizio e delineato i ruoli da ciascun componente svolto nell’ambito di esso, consentendo di imputare inoltre a loro carico i seguenti reati fine:
rapina commessa alle ore 13,35 circa il 22 settembre 2011 ai danni di un autoarticolato carico di 300 quintali di rame avvolto in 34 bobine con sequestro di persona del conducente. Nella circostanza più persone travisate ed armate costringevano l’autista che transitava sulla SS16 in territorio di Cerignola ad arrestare la marcia, scendere dalla cabina ed a salire a bordo di un’Audi A6 a bordo della quale si allontanavano dal luogo. La vittima veniva poi rilasciata dopo circa mezz’ora a circa quattro chilometri di distanza dal luogo in cui era stato bloccato. Attraverso il tracciato degli spostamenti di utenze cellulari ed autovetture nonché a contestuali servizi di appostamento si accertava che il BENELOUCIF alla guida di una Lancia Lybra aveva avuto – come di solito – il compito di “vedetta”, agganciando il complesso veicolare e dando indicazioni ai complici che viaggiavano sull’Audi (uno dei quali è stato identificato per VURCHIO Emilio) per operare il fermo del mezzo. Quest’ultimo veniva poi rinvenuto su una strada periferica dello stesso territorio privo del carico.

Rapina consumata alle ore 13,30 del 28.9.2011 ai danni di un rappresentante di preziosi al quale venivano sottratti Kg. 2,100 di oro per una valore di euro 74.000 circa. La vittima, mentre viaggiava alla guida della propria autovettura sulla SS16 bis in località Cerignola, veniva affiancata e costretta a fermarsi da un autovettura Mercedes dalla quale scendevano due individui armati e travisati che lo costringevano a salire sul predetto veicolo mentre altri due complici si allontanavano con il mezzo dell’agente di commercio. Quest’ultimo veniva rilasciato in una campagna adiacente l’autostrada . Le indagini hanno individuato gli “avvistatori-tallonatori” del gioielliere negli andriesi BENELOUCIF e SCAMARCIO, che nella circostanza hanno utilizzato due autovetture, nonché in VURCHIO, TODISCO, GENCHI e MARIANI gli esecutori materiali della rapina. Nonostante la vittima avesse cercato di variare volutamente l’ultima parte del percorso (fingendo di accedere in autostrada e poi ritornando sulla statale) al fine di scongiurare il pericolo di essere vittima dell’atto predatorio, il gruppo – che commentava in “diretta” l’iniziativa – non veniva spiazzato dalla manovra e riusciva nell’intento.

• Furto in abitazione di infissi ed elettrodomestici commesso a Barletta il 10.10.2011. L’intercettazione ambientale in autovettura e la localizzazione del mezzo hanno accertato che il furto è stato commesso intorno alle ore 22,10 da quattro persone, una delle quali è stata identificata per il BENELOUCIF.


Furto consumato il 20.11.2011 in ore notturne all’interno di un supermercato di Corato, dal quale veniva asportata la somma di euro 610, monete e buoni pasto. L’esecuzione avviene in due momenti: poco dopo la mezzanotte l’effrazione della porta d’ingresso di una cabina ENEL (in parte avversata dalla presenza di una persona anziana che si era avveduta della loro presenza), foratura del muro ed introduzione all’interno del market (avvenuta qualche ora dopo). Nella circostanza BENELOUCIF e CAMPANALE fungevano da “pali”, DI VINCENZO e GATALETA praticavano il foro con attrezzi in uso alla squadra e si introducevano all’interno. BENELOUCIF poco dopo consegnava due valige contenenti la somma asportata in monete alla rumena DRAGUSIN.

Il pregio delle indagini deve riferirsi, oltre che all’intrinseco valore tecnico delle medesime, all’indiscussa caratura delinquenziale dei destinatari della misura che costituiscono – anche in ragione dei significativi e specifici precedenti penali – un efferato sodalizio che ha seminato terrore tra autotrasportatori e commercianti in transito.

L’asettica acquisizione delle conversazioni intrattenute sia nell’immediatezza dei fatti reato contestati, corroborata da inequivoci riscontri, che su altri eventi delittuosi non specificamente individuati comprova un’elevata valenza professionale assolutamente adusa:
1. al linguaggio criptato o codificato (toc-toc sono i telefoni cellulari, chiacchiarosa le ricetrasmittenti, fare il biglietto equivale a “localizzazione tramite numero di targa del veicolo da pedinare sulla quale viaggia la vittima”)
2. alla disponibilità ed impiego di autovetture di grossa cilindrata provento di reato (Audi), di schede telefoniche d’illecita provenienza usa e getta utilizzate per ogni singolo evento delittuoso, di inibitori di segnali gps
3. all’uso spregiudicato di armi vere (in più conversazioni gli intercettati hanno spavaldamente palesato l’intento di utilizzare in caso di inaspettate reazioni delle vittime).

Quanto sopra conferma a pieno il forte valore deterrente dell’operazione e le positive refluenze sulla percezione della sicurezza. Il coinvolgimento di appartenenti sia all’area cerignolana che a quella andriese esalta la connotazione trasversale dell’associazione e, conseguentemente, il radicato controllo dell’area geografica. Presso l’abitazione del DI VINCENZO è stato sequestrato un fucile da caccia di provenienza furtiva. L’operazione ha visto la partecipazione di oltre cento uomini, pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Puglia ed unità cinofile della Polizia di Stato di Bari.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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