Scuola e Giovani

Sciopero 24 novembre: la scuola si ferma e manifesta a Roma

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Sciopero nazionale Scuola (Ph: politicasocial)

Roma – “NON siamo più disponibili a subire i tagli alla scuola e all’istruzione pubblica. Le scelte politiche del Governo Monti e del Ministro Profumo assestano un ulteriore duro colpo alla qualità dell’offerta formativa, al diritto al sapere per tutti, alle condizioni salariali e contrattuali dei lavoratori a partire dal mancato ripristino degli scatti di anzianità. Si continuano a ridurre gli organici negando il lavoro e le prospettive di stabilizzazione ai precari mentre si procede con un concorso inutile e costoso. Vengono ulteriormente ristretti gli spazi di democrazia e frammentato il sistema nazionale d’istruzione con la legge di riforma degli organi collegiali”.

“Le lotte degli studenti e dei lavoratori della scuola pongono la necessità di cancellare le politiche di austerità che stanno allargando le disuguaglianze e umiliando una intera generazione che è esclusa dal lavoro e dal diritto allo studio. Non lasceremo soli quei ragazzi e deve essere chiaro a tutti che, nel garantire la protesta pacifica, serve il rispetto della legalità e della democrazia”.

“Per la difesa della scuola pubblica il 24 novembre la FLC CGIL, insieme a tutte le altre organizzazioni sindacali, sciopererà e parteciperà alla manifestazione unitaria a Piazza del Popolo dalle ore 10.00 alle 13.00”.


Redazione Stato



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Commenti


  • Dino

    “Noi non siamo la Grecia” e che siamo l’Italia?Quali sono le differenze tra le ricette in Grecia e quelle in Italia?Austerity e lacrime e sangue per studenti, lavoratori e pensionati.Questa volta lo sciopero è “unitario” ed è di sabato.Se c’è qualche sindacalista della UIL e CISL si faccia avanti.Sono un fazioso della FLC CGIL ed ho scioperato il 14 nov. ed aderisco anche a questo anche se non lavoro il sabato.Basta Austerity,facciamo pagare la crisi a chi l’ha creata,o no?Ciao


  • Redazione

    LA SCUOLA E IL SENSO DELLE PAROLE

    “Le parole sono porte, possono schiavizzarci o ci possono liberare. Ci schiavizzano quando sono parole stereotipate, ripetute, ordini di comando, grida.

    E’ necessaria un’ operazione di salvataggio delle parole, riscatto del senso delleparole e del senso della “combinazione” arricchente delle parole.

    Nella scuola è necessario ripartire dalle PAROLE che ci possono “liberare”: dall’egoismo, dalla competizione sfrenata, dall’educazione “liquida”, dalla cultura a quiz, dall’intolleranza, dalla logica del “vali per quanto produci”… L’elenco potrebbe essere lungo, ma preferisco fermarmi.

    Confronto, tempi distesi, passione per l’insegnamento egioia dell’apprendere, educazione del “pensiero”, affettività, multiculturalità, rispetto delle idee e delle differenze, accoglienza, formazione continua, queste sono le parole da RECUPERARE.
    Avrei potuto scrivere dei tagli alla scuola, delle classi sempre più affollate, dei bambini disabili che hanno un docente di sostegno che deve “dividersi” tra più alunni in difficoltà…, ma ho scelto di parlare e “raccontare” della SCUOLA CHE VORREI, della scuola PUBBLICA che dobbiamo ri-costruire, partendo proprio dalle PAROLE., infondendo nuova linfa nelle parole e “sostituendo”” quelle che hanno “fatto scuola”, fino ad oggi, con la destra liberista e la complicità di una sinistra rinunciataria e sottomessa.

    “C’era una volta…la scuola pubblica che veniva guardata con rispetto, che formava i cittadini di domani, che educava al bello, che coltivava sogni, che parlava di felicità e non solo di “utilità” e di ciò che “ti serve”.
    “C ’era una volta una televisione che aiutava il Paese a trovare e conservare l’identità culturale. Oggi l’insegnamento lo fanno Fabrizio Corona, Lele Mora, personaggi il cui modello educativo è un mondo scintillante e competitivo, moderno e selvaggio, simbolo di una vita “liquida”.

    La fiaba non ha avuto un “lieto fine”, ma noi possiamo “riscriverla” con “parole nuove”, con Nichi Vendola. La stessa “storia”…OPPURE VENDOLA, per ri-scrivere la storia di questo Paese!

    (A nome dell’ins. Quitadamo Michela)

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